Con l’arrivo dell’inverno compare la dermatite da freddo e la più comune è quella che interessa mani e piedi. La pelle diventa secca, ruvida e a volte, oltre alle dolorose ragadi ai polpastrelli delle mani, possono comparire i cosiddetti geloni (“perniosi” in gergo medico). I geloni colpiscono soprattutto le donne giovani e fisiologicamente magre, perché hanno uno scarso tessuto adiposo sottocutaneo di protezione contro il freddo.

Il dottor Marcello Monti, responsabile di Dermatologia in Humanitas e docente all’Università degli Studi di Milano, ci spiega perché con il freddo arrivano i geloni.

Che cos’è il gelone e da che cosa è causato?

Il gelone è un danno vascolare da non sottovalutare.

Soprattutto in alcuni soggetti predisposti, il freddo causa una decisa vasocostrizione che porta a una riduzione della circolazione sanguigna nella zona corporea colpita. Il tessuto, che diventa violaceo, va in sofferenza e comporta bruciore e dolore. Solitamente il gelone è ben delimitato: appare come un nodulo dolente sottopelle”, spiega il dermatologo.

Quali parti del corpo ne sono più colpite?

Di solito le parti più colpite dai geloni sono quelle periferiche e meno vascolarizzate, come mani, piedi, orecchie e naso.

Ci sono persone più predisposte ai geloni?

L’esposizione alle basse temperature aumenta il rischio, ma non è il fattore maggiormente determinante. A fare la differenza è la tipologia di individuo, poiché alcuni soggetti risultano molto più colpiti di altri dai geloni”, sottolinea l’esperto. Le persone più predisposte a questo disturbo sono le ragazze e le giovani donne, generalmente quelle alte e magre, dalla corporatura molto esile, con poco pannicolo adiposo che tiene al caldo le estremità.

È possibile prevenire i geloni?

Quando il gelone si è formato e ha danneggiato il tessuto colpito, non si può fare altro che aspettare la regressione spontanea dello stesso. Quindi, risulta fondamentale “la prevenzione per evitare che si sviluppino i geloni, tenendo le estremità al caldo (indossando prima di uscire di casa guanti, berretto, sciarpa) e, soprattutto, evitando sbalzi di temperatura”, precisa Monti. E aggiunge: “Può essere d’aiuto anche lo sport che, migliorando la circolazione del sangue, previene lo sviluppo dei geloni”.

Quali sono le terapie per il trattamento dei geloni?

A oggi non esiste un trattamento farmacologico mirato per la cura dei geloni. Anche le frizioni con particolari unguenti, spesso molto pubblicizzati, non solo non rappresentano un rimedio ma addirittura aumentano il danno vascolare. “L’unica terapia (indiretta) che finora ha dimostrato un qualche risultato per la donna è la somministrazione della pillola anticoncezionale: gli ormoni migliorano la vascolarizzazione, diminuendo così il rischio che si formino i geloni”, conclude il dottor Monti.