Le cosiddette “malattie dei bambini”, ovvero quelle malattie infettive come varicella, parotite (orecchioni), morbillo, se contratte da adulti rischiano di avere conseguenze più severe e prolungate. L’organismo adulto risponde in maniera meno efficace rispetto a quello di un bambino.

Ne abbiamo parlato con il Dottor Maurizio Alessandro Tommasini, Senior Consultant di Medicina generale ed Epatologia presso l’Istituto Clinico Humanitas.

Le malattie infettive più temute negli adulti

Tra le malattie infettive che nessuno vorrebbe avere da adulto troviamo sicuramente la parotite, perché può causare pancreatiti e orchiti con rischi per la fertilità.

La varicella da adulti non è affatto rara, perché anche se avuta da bambini in forma lieve può ripresentarsi. L’Herpes Zoster, il responsabile di questa malattia, rimane nascosto nell’organismo e anche a distanza di anni, se le condizioni glielo permettono, può ripresentarsi sotto forma del cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio.

Anche la rosolia è rischiosa e in particolar modo per le donne. Un donna che contragga la rosolia durante la gravidanza ha il 90% di possibilità di passare il virus al feto, con conseguente rischio molto elevato di aborto o di produrre invalidità gravi e permanenti nel bambino.

Le precauzioni

Evitare il contagio sarebbe la soluzione migliore in assoluto, ma naturalmente non è facile. Specialmente se il malato è un figlio in casa o un compagno del figlio a scuola o anche un collega. Il contagio avviene proprio con la vicinanza prolungata, tramite le goccioline che ci si scambia respirando, parlando, tossendo, starnutendo.

Non è strano in realtà che anche gli adulti contraggano queste malattie, poiché se non le hanno già avute e superate da piccoli, ci si può ancora ammalare.

Una volta guariti, queste malattie non possono tornare, a parte la varicella, come abbiamo detto.

A chi sostiene di aver avuto più volte il morbillo o la rosolia, per esempio, deve essere stata fatta una diagnosi sbagliata, anche perché spesso questo genere di malattie presenta sintomi simili.

Una precauzione che possono adottare le donne in età fertile è quella di vaccinarsi contro la rosolia, per evitare il rischio di contrarla durante un eventuale gravidanza.