Durante la corsa o la camminata o mentre ci si alza in piedi o al contrario ci si siede, non è infrequente avvertire sensazioni di “scricchiolii” all’interno del ginocchio. Talvolta, l’intensità è così elevata da diventare non solo qualcosa di ‘palpatorio’ ma qualcosa che si percepisce anche all’ascolto.

Ne parla il dottor Fabio Zerbinati, ortopedico in Humanitas Medical Care.

Perché allarmarsi?

Noti come “scrosci articolari”, i comunemente detti ‘scricchiolii’ sono “un rilievo obiettivo di alcune patologie articolari, in primis l’artrosi – avverte il medico -: gli scrosci si manifestano generalmente durante il movimento articolare. 

“L’artrosi – spiega Zerbinati – è una patologia cronica su base degenerativa che riguarda le superfici articolari delle grandi e delle piccole articolazioni. La cartilagine, un tessuto che protegge le superfici di contatto osseo, va progressivamente incontro a degenerazione alla quale segue un’alterazione delle componenti ossee fino alla forte limitazione articolare”.

Chi è più a rischio?

Secondo il dottor Zerbinati, “è sbagliato pensare che l’artrosi colpisca solamente la popolazione anziana: soprattutto a livello del ginocchio, un’articolazione particolarmente sollecitata durante la vita del giovane ad esempio durante l’attività sportiva e spesso coinvolta in traumatismi diretti ed indiretti, l’artrosi può manifestarsi anche in età adulta.

Ecco perché è indubbio che oggi più di prima non è accettabile abbassare la qualità di vita di fronte a possibili soluzioni”.

Cosa fare quindi se il ginocchio scricchiola?

Innanzitutto è importante notare e “controllare se si manifestano altri sintomi” insieme a questa sensazione e “quali movimenti esacerbano il disturbo e poi rivolgersi allo specialista ortopedico per una valutazione con un esame obiettivo e per avere un’indicazione verso altri eventuali esami specifici necessari per inquadrare il problema. 

Anche se il ginocchio ci appare come un blocco unico, l’artrosi può manifestarsi in ciascuno dei tre compartimenti di cui esso si compone e pertanto solo un esame attento può individuare il problema e mettere in atto una soluzione”, conclude Zerbinati.

Quali trattamenti?

Poiché i pazienti non sono tutti uguali e non tutti gli scrosci articolari sono sintomo artrosico, non esiste un solo trattamento. “Potrebbe trattarsi di una patologia funzionale, recuperabile tramite cambio di stile di vita e rieducazione motoria” oppure “potremmo trovarci di fronte a un quadro di alterazione iniziale e proporre trattamenti conservativi farmacologici – chiarisce l’ortopedico -. Oggi all’artrosi di ginocchio avanzata farmacoresistente, seguendo le linee guida internazionali, possiamo rispondere con sostituzioni protesiche monocompartimentali o totali, mediante tecnica a mano libera e robot-assistita”. 

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