Displasia congenita dell’anca: l’importanza dell’ecografia neonatale

Tra i controlli più importanti da effettuare nei primi mesi di vita del neonato c’è l’”ecografia alle anche per screening lussazione congenita”, un esame strumentale con cui si può identificare l’eventuale presenza di una displasia congenita dell’anca, un’alterazione che può compromettere il corretto sviluppo dell’articolazione tra femore e bacino.

La displasia congenita dell’anca è una delle malformazioni ortopediche più frequenti nei neonati, in particolare nelle bambine. Si verifica quando la testa del femore non si inserisce perfettamente nell’acetabolo, la cavità del bacino, perché quest’ultimo non è ancora sufficientemente sviluppato.

Ne parliamo con la dottoressa Elisa Salpietro, radiologa presso Humanitas Medical Care Bergamo

Ecografia alle anche nei neonati: quando va eseguita?

Le cause della displasia congenita dell’anca possono essere diverse: una predisposizione genetica, ma anche una posizione anomala del feto durante la gravidanza, che può ostacolare il corretto sviluppo dell’articolazione. In molti casi la displasia è lieve, ma se non riconosciuta in tempo può evolvere in problemi più seri, come lussazioni o artrosi precoce. Per questo motivo è importante una diagnosi precoce, che oggi avviene con un’ecografia delle anche, da eseguire entro i primi 2–3 mesi di vita (o entro 45 giorni nei casi a rischio).

Ecografia alle anche del neonato: come si esegue?

L’ecografia è un esame rapido, indolore e assolutamente sicuro, perché non prevede l’utilizzo di radiazioni. Il bambino viene posizionato su un fianco, con l’aiuto del genitore, e in pochi minuti è possibile valutare se l’articolazione si sta sviluppando correttamente o se, al contrario, sia necessario iniziare subito la terapia. Un aspetto importante è dato dal fatto che l’ecografia può essere ripetuta nel tempo, per monitorare la maturazione dell’anca o verificare i progressi durante il trattamento. 

I trattamenti per la displasia congenita dell’anca

Il trattamento varia in base alla gravità della displasia: nei casi più lievi il medico può semplicemente monitorare lo sviluppo dell’anca, in quelli più marcati si ricorre a tutori ortopedici che mantengono le gambe del bambino leggermente divaricate per alcune settimane, così che l’anca possa maturare e stabilizzarsi naturalmente, prima che il piccolo inizi a camminare.

Intervenire per tempo è fondamentale per garantire una crescita sana dell’anca e prevenire complicazioni future, come l’artrosi precoce o, nei casi più gravi, la lussazione. In età adulta, infatti, una displasia non diagnosticata può rendere necessario un intervento chirurgico o l’applicazione di una protesi, situazioni che possono quasi sempre essere prevenute con una diagnosi precoce.

Dottoressa Elisa Salpietro
Ecografia alle anche per screening lussazione congenita

L’ecografia alle anche per screening lussazione congenita è un esame strumentale con cui si può identificare l’eventuale presenza di una displasia congenita dell’anca.

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