Sindrome da rientro: come affrontare il post-vacation blues

Il rientro dalle vacanze di fine e inizio anno non è sempre semplice: per molte persone segna un momento di fatica psicologica e fisica, contraddistinto da calo dell’energia, difficoltà di concentrazione e senso di malinconia. Questo stato, comunemente definito sindrome da rientro o post-vacation blues, è una vera e propria sindrome di disadattamento temporaneo legata al brusco cambio di ritmo tra ferie e vita quotidiana.

Ne parliamo con la dottoressa Antonietta Colucci, psichiatra di Humanitas Medical Care di Bergamo, che ci aiuta a riconoscerne i sintomi e a gestirlo in modo efficace. 

Cos’è la sindrome da rientro e perché si manifesta?

La sindrome da rientro, o post-vacation blues, è una forma di stress psicofisico legata al ritorno alle abitudini quotidiane dopo un periodo di vacanza. Durante le ferie cambiano i ritmi sonno-veglia, aumenta l’esposizione alla luce solare e le giornate vengono organizzate in funzione dei bisogni personali – che corrispondono in genere a dormire, uscire, fare attività fisica, esplorare situazioni nuove – piuttosto che delle prestazioni lavorative. Il rientro comporta quindi uno sbalzo tra un tempo vissuto in modo libero e flessibile e una routine più rigida, scandita da orari, urgenze e responsabilità.

Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione transitoria: i sintomi tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di una o due settimane, man mano che la persona si riadatta ai ritmi quotidiani. 

Quali sono le principali cause di questo disagio?

La causa principale è proprio il cambiamento repentino di ritmo. A questo si aggiungono spesso l’ansia da prestazione, il carico di impegni accumulati e la nostalgia per i momenti di libertà vissuti in vacanza. Tutti questi fattori contribuiscono a creare una condizione di disadattamento temporaneo. 

Post-vacation blues: i sintomi

I sintomi del post-vacation blues corrispondono a una vasta gamma di sensazioni spiacevoli in grado di minare il nostro equilibrio e la nostra energia, che possono essere molto differenti tra loro e variare da persona a persona. Tra i più frequenti troviamo: 

  • tristezza e malinconia, dovute alla nostalgia per le vacanze; 
  • ansia e irritabilità legate all’idea di riprendere le consuete responsabilità; 
  • apatia e calo della motivazione, con un calo del coinvolgimento emotivo ed evidenti difficoltà a intraprendere attività. 

Sono comuni anche problemi di concentrazione, con difficoltà a focalizzarsi sui compiti lavorativi, e sbalzi d’umore, con momenti caratterizzati da demotivazione e infelicità. 

Il disagio psicologico si riflette spesso anche sul corpo. Molte persone provano spossatezza e affaticamento, nonostante il riposo delle ferie. Possono inoltre comparire disturbi del sonno, come insonnia o, al contrario, eccessiva sonnolenza diurna, mal di testa, tensioni muscolari e problemi gastrointestinali, spesso legati all’ansia e ai cambiamenti nelle abitudini alimentari. 

Cosa si può fare per ridurre il disagio del rientro?

Alcuni accorgimenti possono aiutare molto. È utile, quando possibile, anticipare di qualche giorno il rientro dalle ferie per consentire un adattamento graduale. Anche riprendere il lavoro in modo progressivo, organizzando gli impegni per priorità, riduce la pressione iniziale. Inoltre, mantenere alcune buone abitudini delle vacanze, come il tempo all’aria aperta o un hobby, contribuisce a prolungarne i benefici. Fondamentale è anche ristabilire una corretta routine del sonno, un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare. Infine, avere un nuovo obiettivo da attendere, come una pausa futura o del tempo dedicato a sé stessi, può contribuire a contrastare con efficacia la malinconia da rientro. 

Anche il ritorno a scuola rappresenta un momento critico soprattutto per i più giovani. È importante ripristinare gradualmente le ore di sonno: l’ideale è dormire tra le 9 e le 11 ore quando si ha un’età compresa tra i 6 e i 13 anni, e circa 8 ore tra i 14 e i 17 anni. Devono essere inoltre recuperate una regolare attività sportiva e corrette abitudini alimentari, a partire da una buona colazione mattutina. 

Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista?

È consigliabile consultare uno specialista quando i sintomi sono particolarmente intensi, persistono per diverse settimane o compromettono in modo significativo la qualità della vita e lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Psichiatria
Dottoressa Antonietta Colucci
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