La gastroscopia (o esofagogastroduodenoscopia) è un esame endoscopico che consente di osservare direttamente esofago, stomaco e duodeno. È una procedura generalmente sicura e ben tollerata, ma nelle ore successive potrebbero presentarsi leggeri disturbi gastrointestinali.
Un’alimentazione adeguata dopo l’esame favorisce il comfort del paziente e contribuisce prevenire fastidi o complicanze. Cosa mangiare, quindi, dopo una gastroscopia?
Ne parliamo con la dottoressa Linda Fazzini, gastroenterologa di Humanitas Medical Care.
Gastroscopia: quando riprendere a mangiare?
Durante la gastroscopia la mucosa del tratto digestivo superiore può risultare temporaneamente irritata, soprattutto se sono state effettuate biopsie o manovre terapeutiche. Inoltre, l’uso di anestetici locali o sedazione può alterare per alcune ore il riflesso della deglutizione.
La ripresa dell’alimentazione deve essere quindi graduale e controllata ed è bene attenersi alle indicazioni fornite dal medico.
In generale, in assenza di sedazione profonda è possibile assumere liquidi 30–60 minuti dopo l’esame, una volta scomparsa la sensazione di intorpidimento alla gola. Se è stata utilizzata sedazione, il medico può consigliare di attendere più a lungo.
Dopo la gastroscopia: cosa mangiare e cosa evitare
Nelle prime 6–12 ore dopo la gastroscopia è preferibile scegliere alimenti facilmente digeribili, non irritanti e a temperatura tiepida.
Per esempio, sono consigliati alimenti che riducono la stimolazione acida gastrica e facilitano la digestione, come:
- acqua naturale o leggermente tiepida
- camomilla o tisane non zuccherate
- brodo vegetale o di carne sgrassato
- yogurt bianco magro
- latte parzialmente scremato (se ben tollerato)
- purea di patate
- semolino o crema di riso
- pane bianco o fette biscottate.
Per almeno 24 ore (o più, se indicato dal medico) è opportuno evitare quegli alimenti che possono aumentare l’irritazione della mucosa gastrica o favorire reflusso e dolore, come ad esempio:
- cibi piccanti o speziati
- alimenti acidi come agrumi o pomodoro
- cibi fritti o molto grassi
- alcolici
- caffè, tè forte, bevande energetiche
- bevande gassate
- cioccolato
- cibi molto caldi o molto freddi.
Se non compaiono sintomi particolari, l’alimentazione può tornare gradualmente alla normalità già dal giorno successivo. Tuttavia, in presenza di condizioni come gastrite, reflusso gastroesofageo o ulcera, può essere utile proseguire con una dieta leggera per alcuni giorni.
Gastroscopia: i sintomi dopo l’esame
Dopo la gastroscopia possono comparire lievi disturbi transitori come:
- gonfiore addominale
- nausea lieve
- fastidio alla gola.
È invece necessario consultare il medico se compaiono:
Fonti
- ASGE Standards of Practice Committee.
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Indicazioni per la preparazione e il follow-up degli esami endoscopici digestivi.
Documenti informativi per il paziente. - World Gastroenterology Organisation (WGO).
Practice Guidelines: Dyspepsia and Gastritis.
Aggiornamenti periodici.