Osteoporosi: come si cura?

Una donna su tre, oltre i 50 anni, e un uomo su otto, oltre i 60. I numeri dell’osteoporosi in Italia descrivono una malattia di rilevanza sociale, con un totale di circa sei milioni di persone affette da questa patologia.

L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico con alterazione della struttura ossea, che porta a un aumento del rischio di fratture. È una patologia insidiosa in quanto, non condizionando sintomi, spesso non viene indagata, e molti pazienti scoprono di soffrirne solo dopo un evento fratturativo. Ne abbiamo parlato con il dottor Alberto Stefano Tresoldi, specialista in Endocrinologia presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care di Bergamo.

Perché l’osteoporosi è una malattia insidiosa?

“L’osteoporosi di per sé non comporta sintomi; di conseguenza può rivelarsi una malattia difficile da diagnosticare, in quanto, se non si eseguono esami specifici, una persona può soffrirne per anni senza tuttavia saperlo. Solo la frattura porta a conoscenza del problema, spesso in maniera tardiva.

La fragilità ossea può interessare tutto lo scheletro ma quelle più a rischio sono le ossa della colonna vertebrale, quelle del polso e del femore prossimale. Tuttavia, alcuni campanelli d’allarme potrebbero essere una graduale perdita di altezza, o l’incurvamento della schiena”.

Prevenzione osteoporosi: i 4 punti cardine

1. La prevenzione dell’osteoporosi comincia dall’assunzione di alimenti a elevato contenuto di calcio, come latte e derivati, acque con un alto consumo di calcio, frutta secca. Tuttavia, è indispensabile che questo minerale venga assorbito in modo efficace dall’organismo tramite la vitamina D. Inoltre, è consigliato ridurre il consumo di sale che aumenta l’eliminazione di calcio con l’urina.

2. Per mantenere le ossa in salute è consigliata anche una dieta equilibrata per prevenire problemi di peso.

3. Anche l’esercizio fisico riveste un ruolo fondamentale perché permette di migliorare l’equilibrio e la flessibilità (in modo da ridurre il rischio di caduta) e ad aiutare le ossa a diventare più forti.

4. Essenziale è anche limitare l’abuso di sostanze dannose per le ossa quali alcol e tabacco.

Come si cura l’osteoporosi?

“Diversi sono i farmaci che vengono attualmente utilizzati per la cura dell’osteoporosi; nella maggior parte dei casi sono farmaci antiriassorbitivi (ovvero farmaci che riducono il rimaneggiamento aumentato delle ossa, rendendole più forti), ma esistono anche farmaci cosiddetti anabolici (che vanno invece a immettere nuova massa ossea, risultando maggiormente efficaci nel migliorare la qualità delle ossa).

Questi farmaci possono essere somministrati sottoforma di compresse (da assumere con cadenza settimanale o mensile), punture (da eseguirsi giornalmente o ogni 6 mesi), o infusione endovenosa (annuali, eseguibili in centri ospedalieri convenzionati).

Non meno importante è l’andare a diagnosticare e gestire le possibili comorbidità che causano l’osteoporosi (le cosiddette osteoporosi secondarie, come l’ipertiroidismo, l’iperparatiroidismo primitivo, la celiachia, etc.). Queste condizioni non solo sono causa del quadro di osteoporosi, ma, se non gestite, possono condizionare una risposta non ottimale ai trattamenti prescritti.
Fondamentale è quindi un inquadramento endocrinologico con esami specifici, volti a valutare il metabolismo fosfocalcico e a escludere la presenza di osteoporosi secondarie, in modo da consigliare nel modo ottimale il paziente e selezionare la terapia corretta”.

Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio
Dott. Alberto Stefano Tresoldi
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