La psicomotricità infantile è una terapia riabilitativa ed educativa per bambini con particolari patologie o carenze (neurologiche, neuropsicologiche, cognitive, sensoriali, relazionali, psicologiche, socio-parentali), nonché ritardi dello sviluppo psicomotorio.

Perché è utile la psicomotricità infantile?

La terapia riabilitativa neuro-psicomotoria può rivelarsi utile per i bambini che presentano disturbi e patologie come: ritardo psicomotorio, ritardo cognitivo e del linguaggio, autismo, sindromi genetiche, disturbi emotivo-comportamentali, disturbi della coordinazione motoria ecc.

La psicomotricità educativa è indicata per i bambini timidi, insicuri, con difficoltà di concentrazione, con problemi relazionali e comportamentali, iperattivi e, in generale, per quelli che incontrano difficoltà nel loro percorso evolutivo. Essa aiuta i piccoli a essere più sereni, migliora la fiducia in se stessi e negli altri, oltre alla capacità di comunicare.

In che cosa consiste la psicomotricità infantile?

La terapia psicomotoria, preceduta da una valutazione neuro-psicomotoria, prevede sedute individuali o collettive, che hanno una frequenza solitamente settimanale o, in alcuni casi, bisettimanale. La durata del percorso riabilitativo-educativo varia in base al tipo di disturbo e alle condizioni e necessità di ogni singolo bambino.

La terapia si realizza attraverso il corpo, il movimento, l’azione di gioco (in senso motorio, simbolico e di socializzazione).

Esistono alternative terapeutiche?

Esistono diversi metodi e programmi di psicomotricità infantile, a seconda del tipo di problematica.

In ogni caso, il trattamento acquista maggiore efficacia se è condiviso in tutti i contesti di vita del bambino.

È un trattamento rischioso?

I percorsi psicomotori sono assolutamente privi di rischi, perché avvengono all’interno di spazi appositamente attrezzati e con l’utilizzo di materiali sicuri.