Glaucoma

Il glaucoma è una malattia cronica caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico (il nervo che trasmette le informazioni visive dalla retina al cervello) che può provocare lesioni irreversibili e causare gravi danni alla vista, fino alla perdita della stessa.

Che cos’è il glaucoma?

Si considera che in Italia il glaucoma rappresenti la seconda causa di perdita parziale o totale della vista. In genere è dovuto all’aumento della pressione interna dell’occhio o, solo in casi limitati, alla riduzione di sangue nel nervo ottico.

Quando il nervo ottico viene danneggiato, il campo visivo si rimpicciolisce in modo progressivo dalla periferia al centro e quindi la vista ne risulta molto alterata e diminuita. 

Quali sono le cause del glaucoma?

In condizioni fisiologiche, cioè in un soggetto sano, all’interno dell’occhio è presente un liquido (umore acqueo) che viene continuamente prodotto e riassorbito (in modo ciclico).

L’umore acqueo defluisce dall’interno all’esterno dell’occhio in modo continuo, come se si trattasse di un serbatoio con un rubinetto sempre aperto. Questo processo avviene a livello del trabecolato, che è un particolare tipo di tessuto, formato da fibre che hanno il compito di filtrare l’umore acqueo, quando si riversa fuori dall’occhio. Questo processo si svolge attraverso il circolo sanguigno, che porta all’occhio ossigeno e nutrienti e rimuove poi le sostanze di scarto. 

Se il trabecolato non funziona bene, la via di deflusso viene ostruita e la conseguenza aumentando la pressione endoculare. Se questa è troppo alta il bulbo oculare si danneggia a livello della testa del nervo ottico nella zona centrale della retina. Il danno è irreversibile e la conseguenza è l’insorgenza del glaucoma.

Il glaucoma può essere conseguente ad un ridotto apporto di sangue o anche di tipo  congenito, cioè presente dalla nascita. 

Quali sono i sintomi del glaucoma? 

Nella fase iniziale il glaucoma non dà sintomi e può essere individuato solo con una visita oculistica completa, durante la quale vengano controllati il fondo dell’occhio, la pressione al suo interno e il campo visivo (in genere tale patologia, se non congenita, non si manifesta prima dei 40 anni). 

I primi sintomi riguardano la visione laterale: il campo visivo si riduce progressivamente, cominciando dai lati e dai margini superiori ed inferiori (inizialmente la visione centrale resta corretta e il paziente, per questo, può tardare ad accorgersi che qualcosa è cambiato e non va bene). La progressione della malattia, tuttavia, non è lineare e quando si aggrava si arriva a perdere anche la visione centrale.

 Mentre all’inizio vi sono delle terapie che possono funzionare o migliorare la situazione, alla fine le possibilità di cura sono esigue, ed è per questo che è molto importante fare controlli periodici.

Diagnosi 

Oltre ad un esame refrattivo per la prescrizione di lenti, la visita prevede anche l’esame del fondo oculare e del segmento anteriore dell’occhio:

  Una tonometria che serve a misurare la pressione all’interno dell’occhio

  Una pachimetria che consiste nella misurazione dello spessore della cornea, cioè della superficie trasparente posta davanti all’iride. Questa misurazione permette di valutare l’affidabilità della misura della pressione oculare.

  Una gonioscopia che viene utilizzata per studiare lo spazio compreso tra iride e cornea, importante nella regolazione della pressione oculare. L’esame permette di distinguere i vari tipi di glaucoma:

Di seguito possono essere prescritti altri esami, come:

  Uno studio del campo visivo, per valutare la sensibilità retinica

  Una tomografia ottica a luce coerente (OCT) per verificare lo stato delle fibre nervose intorno al nervo ottico

    Una perimetria computerizzata (FDT) per verificare l’eventuale esistenza di alterazioni o deficit del campo visivo

  Un test alla sensibilità al contrasto e test dei colori 

  Una fluorangiografia che serve a studiare la circolazione della retina e della coroide, in modo da evidenziare l’eventuale presenza di aree ischemiche in caso di glaucoma neovascolare

  Un’iridografia, esame che studia il circolo vascolare dell’iride, in caso di glaucoma uveitico e neovascolare

  Un’ecografia A-B scan in caso non si possa esplorare il fondo dell’occhio per la presenza di una cataratta o non sia possibile somministrare colliri per dilatare la pupilla

Trattamenti

Inizialmente i glaucomi possono essere trattati con l’uso di colliri, allo scopo di tentare di ridurre la pressione oculare. 

Se questo non basta e la patologia progredisce è possibile ricorrere al trattamento sia chirurgico che parachirurgico (laser). 

I trattamenti chirurgici sono:

  Trabeculectomia (è l’intervento standard per il glaucoma): consiste nell’asportazione di una piccola zona di tessuto oculare, allo scopo di creare una specie di sportellino, dal quale defluisce un po’ di umore acqueo, in modo che la pressione interna diminuisce 

  Impianto drenante: una valvola viene inserita nell’occhio, permettendo in questo modo il deflusso di una certa quantità di umore acqueo

  Sclerectomia profonda: in pazienti che già hanno gravi alterazioni del campo visivo

  Endociclofotocoagulazione

  La chirurgia della cataratta: in casi particolari può essere sufficiente a ridurre la pressione endoculare o può rendere più agevole, in un futuro, un intervento per glaucoma.

I possibili interventi para-chirurgici sono: 

  Ciclofotocoagulazione con laser a diodi: indicato in caso di glaucoma grave, quando le altre tecniche, sia farmacologiche che chirurgiche non abbiano dato l’esito desiderato

  Iridotomia YAG laser: è l’intervento ambulatoriale necessario per la prevenzione del glaucoma acuto, che può portare in poche ore al danneggiamento irreversibile della testa del nervo ottico cioè della papilla ottica e alla cecità. Lo stesso intervento è indicato anche nei pazienti con blocco pupillare posteriore.

  ALT (trabeculoplastica argon laser): vengono usati laser con caratteristiche diverse, a seconda dello stadio di avanzamento del glaucoma. Questo tipo di intervento, in particolare, viene adottato in pazienti giovani, in pazienti che abbiano già subito un intervento di glaucoma non perfettamente riuscito o, come ausilio alla terapia medica in quei pazienti che non possono sottoporsi ad intervento chirurgico.

  Iridoplastica laser: indicata nella sindrome da iride a plateau, una forma rara di glaucoma 

  Goniopuntura laser: si esegue dopo un intervento di sclerectomia profonda, allo scopo di ottimizzarne i risultati

  Argonlisi precoce delle suture del tassello sclerale: anche questo trattamento serve a migliorare i risultati di una precedente trabeculectomia o di un impianto EX-PRESS. 

Prevenzione

Il glaucoma è definito “ladro silenzioso della vista”, perché anche quando la pressione endoculare sale e distrugge il nervo ottico non ci sono sintomi e il paziente continua, per un certo periodo, a vedere abbastanza bene. Anche per questo motivo è consigliato a tutti ma in particolare ai pazienti a rischio, di effettuare visite oculistiche periodiche. 

Si considerano pazienti a rischio di glaucoma:

  Soggetti con familiarità per il glaucoma (il fattore rischio può aumentare del 10-15%)

  Soggetti con spessore corneale ridotto, valutato mediante pachimetria 

  Soggetti con disco ottico alterato valutabile con un esame del fundus (bordo assottigliato, presenza di un’escavazione centrale, alterazione del colore da roseo a bianco pallido)

  Soggetti con alterazione del campo visivo, che possono far sospettare la presenza di glaucoma

  Pazienti con difetti oculari predisponenti (pseudoesfoliatio lentis, sindrome da dispersione di pigmento, o ridotto angolo iridocorneale)

  Soggetti con forte miopia o diabete

  Soggetti che fanno prolungato uso di cortisonici per vari motivi di salute (es. malati oncologici o reumatici). L’uso prolungato di cortisone può fare aumentare il tono oculare e favorire quindi l’insorgenza del glaucoma.

Disclaimer

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.