Cosa sono i polipi intestinali?
I polipi intestinali sono rilievi della mucosa del colon, di dimensioni variabili da pochi millimetri a diversi centimetri. Possono presentarsi in forme diverse:
- sessile (a base larga)
- peduncolata (con peduncolo)
- piatta o depressa.
Si tratta prevalentemente di proliferazioni benigne, ma se non rimosse precocemente possono evolvere in tumori maligni.
I polipi intestinali derivano principalmente dalla mucosa del colon e si classificano in:
- Adenomatosi (tubulari, villosi o tubulovillosi)
- Serrati
- Non neoplastici (iperplastici e giovanili).
I polipi intestinali non vanno sottovalutati perché potrebbero portare a un tumore. La trasformazione da polipo a cancro è generalmente lenta, e richiede mediamente 7–15 anni[1].
Gli adenomi sono i polipi con il maggiore rischio di malignità, soprattutto se crescono nel tempo. Alcuni polipi serrati possono diventare cancerosi, a seconda di dimensione e posizione. In generale, più grande è il polipo, maggiore è il rischio di trasformazione maligna.
Quali sono le cause dei polipi intestinali?
I polipi intestinali si formano perché le cellule della mucosa, normalmente ordinate, iniziano a crescere in modo anomalo a causa di errori nel DNA o alterazioni del controllo genico. L’accumulo di mutazioni genetiche può trasformare l’epitelio colico sano in lesioni potenzialmente pericolose.
La formazione dei polipi intestinali può essere, in parte, evitata: tra i fattori di rischio modificabili che ne possono causare la comparsa indichiamo:
- dieta ricca di carni rosse e lavorate e povera di fibre e verdure
- obesità
- sedentarietà
- fumo
- consumo eccessivo di alcol.
Vi sono anche fattori di rischio non modificabili che potrebbero, nel tempo, causare i polipi intestinali, come:
- età avanzata
- sesso maschile
- familiarità per polipi o cancro colorettale
- sindromi genetiche come la poliposi adenomatosa familiare o la sindrome di Lynch, che causano poliposi multipla ad alto rischio.
Quali sono i sintomi dei polipi intestinali?
I polipi intestinali sono spesso asintomatici, cioè non provocano disturbi percepibili dalla persona, e possono crescere lentamente per anni senza essere notati.
I sintomi tendono a comparire solo quando i polipi raggiungono dimensioni rilevanti o evolvono in tumore. In questi casi possono includere:
- presenza di sangue nelle feci (visibile o occulto)
- anemia
- alterazioni persistenti delle abitudini intestinali (diarrea o stitichezza)
- dolore o crampi addominali
- perdita di peso non intenzionale.
È importante non trascurare questi segnali e rivolgersi al medico in caso di sintomi persistenti.
Come avviene la diagnosi di polipi intestinali?
Poiché i polipi intestinali sono spesso asintomatici, è fondamentale lo screening preventivo a partire dai 50 anni[2]
- L’esame del sangue occulto nelle feci permette di rilevare precocemente eventuali sanguinamenti.
- In caso di risultato positivo, si procede a una colonscopia per individuare e rimuovere eventuali polipi.
- Il test è raccomandato ogni due anni tra i 50 e i 75 anni.
In presenza di sintomi intestinali è importante rivolgersi al medico per una valutazione clinica completa, che comprende anamnesi e esame rettale.
La diagnosi precoce e la rimozione dei polipi attraverso programmi di screening riducono significativamente il rischio di sviluppare il cancro colorettale[3].
Come trattare i polipi intestinali?
I polipi intestinali vengono rimossi nella maggior parte dei casi durante la colonscopia. Quando il medico li individua, può eliminarli nella stessa seduta attraverso la polipectomia, utilizzando strumenti introdotti tramite il colonscopio. Questa procedura consente di asportare anche polipi di dimensioni particolarmente rilevanti o che presentano alterazioni cellulari più avanzate, prevenendo così la loro possibile evoluzione verso un tumore. Se invece la lesione è già evoluta in un tumore in fase più avanzata, la sola rimozione endoscopica non basta e si ricorre alla chirurgia.
Dopo una colonscopia con esito negativo, sotto i 50 anni l’esame può essere ripetuto dopo circa dieci anni.
Se invece viene riscontrata la presenza di polipi, il follow up è il seguente:
- Polipi a basso rischio (1–4 adenomi <10 mm, senza displasia avanzata): sangue occulto a 5 anni o colonscopia a 10 anni
- Polipi a rischio intermedio/alto (≥5 adenomi, dimensioni ≥10 mm, componente villosa o displasia di alto grado): controllo dopo 3 anni.
- Lesioni molto avanzate o rimozione incompleta: controllo anche prima, secondo giudizio specialistico.
La visita gastroenterologica consiste in un’attenta valutazione delle problematiche gastroenterologiche del paziente per poterle trattare.
Fonti
[1] Levine JS, Ahnen DJ. Clinical practice. Adenomatous polyps of the colon. N Engl J Med. 2006 Dec 14;355(24):2551-7. doi: 10.1056/NEJMcp063038. PMID: 17167138.
[2] Eng C, Jácome AA, Agarwal R, Hayat MH, Byndloss MX, Holowatyj AN, Bailey C, Lieu CH. A comprehensive framework for early-onset colorectal cancer research. Lancet Oncol. 2022 Mar;23(3):e116-e128. doi: 10.1016/S1470-2045(21)00588-X. Epub 2022 Jan 31. PMID: 35090673.
[3] Cardoso R, Guo F, Heisser T, Hackl M, Ihle P, De Schutter H, Van Damme N, Valerianova Z, Atanasov T, Májek O, Mužík J, Nilbert MC, Tybjerg AJ, Innos K, Mägi M, Malila N, Bouvier AM, Bouvier V, Launoy G, Woronoff AS, Cariou M, Robaszkiewicz M, Delafosse P, Poncet F, Katalinic A, Walsh PM, Senore C, Rosso S, Vincerževskienė I, Lemmens VEPP, Elferink MAG, Johannesen TB, Kørner H, Pfeffer F, Bento MJ, Rodrigues J, Alves da Costa F, Miranda A, Zadnik V, Žagar T, Lopez de Munain Marques A, Marcos-Gragera R, Puigdemont M, Galceran J, Carulla M, Chirlaque MD, Ballesta M, Sundquist K, Sundquist J, Weber M, Jordan A, Herrmann C, Mousavi M, Ryzhov A, Hoffmeister M, Brenner H. Colorectal cancer incidence, mortality, and stage distribution in European countries in the colorectal cancer screening era: an international population-based study. Lancet Oncol. 2021 Jul;22(7):1002-1013. doi: 10.1016/S1470-2045(21)00199-6. Epub 2021 May 25. PMID: 34048685.