L’artrosi dell’anca è una patologia molto diffusa che, generalmente, insorge nella terza età, ma può colpire anche fasce giovanili della popolazione. Causa dolore e difficoltà nella deambulazione e, pertanto, richiede un tempestivo intervento che può essere di tipo conservativo o chirurgico.

Oggigiorno, ci sono innovazioni nel segno della chirurgia protesica: la protesi all’anca per via anteriore, una tecnica mininvasiva e, fino ad oggi, adottata solo in pochi centri in tutta la Regione Lombardia, tra cui Humanitas Mater Domini (Castellanza, VA). In prima linea, il dottor Franco Baldo, primario dell’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale, esperto di chirurgia protesica e specialista Ortopedico in Humanitas Medical Care Varese.

Dottore, con quali sintomi si manifesta l’artrosi d’anca?

I sintomi ricollegabili a questa patologia sono un dolore nella zona anteriore dell’anca con irradiazione al ginocchio e un dolore al gluteo.

Come viene diagnosticata?

Grazie a una visita ortopedica approfondita, si potrà accertare il sospetto di artrosi d’anca.Spesso, però, per confermare la diagnosi è necessario eseguire una radiografia del bacino.

Quali sono le possibili terapie?

La terapia può essere di tipo conservativo (riabilitazione) oppure chirurgico, se il dolore è persistente e le semplici attività quotidiane sono compromesse.L’indicazione finale è sempre a discrezione dello specialista.

Protesi d’anca per via anteriore: di cosa si tratta?

E’ una tecnica chirurgica relativamente recente, di difficile esecuzione, che richiede una lunga curva di apprendimento.

Con l’accesso anteriore all’anca si esegue un piccolo taglio (7/8 cm. rispetto ai 15/20 degli interventi tradizionali) ma, soprattutto si garantisce il rispetto dei tessuti intorno all’anca. Attraverso l’incisione, si raggiunge il piano muscolare. I muscoli e i tendini non vengono sezionati (tagliati) come in passato, ma divaricati. Si apre la capsula articolare, si elimina la parte malata e si inserisce la protesi.

Quali sono i vantaggi per il paziente

Numerosi sono i vantaggi per il paziente: la riduzione del rischio di lussazione, zoppia e calcificazioni, migliore stabilità dell’articolazione, minore perdita di sangue e ridotto dolore post-operatorio.