Camminare scalzi in luoghi a rischio di infezione, come il bordo piscina, le docce e gli spogliatoi degli impianti sportivi e condividere asciugamani, ciabatte o strumenti per la cura delle unghie, sono tutti fattori che predispongono a contrarre le verruche, soprattutto ai piedi e alle mani.

Poiché le verruche sono molto contagiose, abbiamo chiesto all’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas, di spiegarci come si diffondono e com’è possibile eliminarle.

Che cosa sono

“Le verruche sono piccole e dure protuberanze della pelle causate dal virus del papilloma umano”, spiega il professore. E aggiunge: “Sono molto contagiose, colpiscono soprattutto in giovane età (il picco viene raggiunto tra i 10 e i 15 anni)”.

Si possono diffondere:

  •      nello stesso individuo (processo noto con il nome di “autoinoculazione”, attraverso cui le verruche vengono trasmesse da una parte del corpo all’altra);
  •      in altri individui venuti a contatto diretto con le verruche altrui.

Esse colpiscono soprattutto mani, dita, contorno ungueale, viso, piante dei piedi e, più raramente, le parti genitali.

Tipi di verruche

Si possono distinguere diverse tipologie di verruche:

  •        verruche plantari comuni, la forma più diffusa (circa il 70% del totale): si presentano generalmente di colore giallastro e al tatto sono ruvide, spesse e squamose. Compaiono solitamente su tallone e pianta del piede, ma è frequente anche l’insorgenza tra le dita del piede. Tendono a espandersi verso l’interno e solitamente causano dolore quando ci si cammina sopra;
  •        verruche plantari a mosaico: sono, invece, piccole verruche che crescono rapidamente una vicino all’altra e ricordano i tasselli di un mosaico. Se asportate tendono a recidivare. Per eliminarle occorre applicare più volte un vescicante (cantaridina);
  •        verruche plantari periungueali: si presentano in prossimità dell’unghia e con il tempo possono arrivare a svilupparsi anche tra unghia e letto ungueale, dando vita a verruche subungueali;
  •        verruche piane: sono piccole papule che si diffondono rapidamente sul volto, nella zona della barba e sul dorso delle mani. Vengono asportate e medicate in modo da non lasciare cicatrici. I più colpiti sono i bambini.

Come si contraggono le verruche

I principali fattori di rischio all’infezione sono:

  •        camminare scalzi in particolari luoghi, come piscine, docce comuni e palestre;
  •        presenza di lesioni cutanee che facilitano l’ingresso dei virus;
  •        indebolimento delle difese immunitarie;
  •        uso promiscuo di asciugamani, accappatoi, ciabatte;
  •        indossare scarpe e/o calze che non lasciano traspirare il piede.

Quando togliere le verruche

Quelle che si formano sui piedi, proprio perché dolorose, devono essere eliminate, ma è bene farsi togliere anche quelle delle mani in quanto ci si può contagiare o si possono contagiare altre persone. “In alcuni casi è obbligatorio togliere le verruche; per esempio, chi per lavoro maneggia alimenti, come il salumiere, il macellaio ecc., deve sottoporsi all’asportazione delle stesse altrimenti non gli viene rinnovato il Libretto Sanitario”, precisa il professor Monti.

Come trattare le verruche

Nonostante ci siano diversi modi di trattare le verruche, queste sono difficili da eliminare, perché hanno un alto rischio di recidiva. “L’intervento precoce, però, è molto importante anche per impedire la loro diffusione in altre aree del corpo”, precisa il professore.

E aggiunge: “È possibile aggredire le verruche con acidi o distruggerle con il laser, con la tecnica della diatermocoagulazione o con l’azoto liquido, però tutti questi metodi provocano danni al tessuto sano e ugualmente si possono verificare delle recidive. Inoltre, la riparazione del tessuto è lenta e la ferita si può infettare”.

Il metodo migliore

“L’asportazione delle verruche con il cucchiaio tagliente (detto curette’) è il metodo più idoneo per eliminare la sola verruca senza danneggiare il tessuto vicino, oltre che per assicurare una più veloce guarigione e per non incorrere in infezioni” – prosegue Monti.

E precisa: “Si tratta di un intervento ambulatoriale, praticato in anestesia locale e che dura circa quindici minuti. Per mezzo di un cucchiaio tagliente si asporta completamente la verruca (o al massimo tre), si ripuliscono i bordi e il fondo e poi si applica un liquido emostatico (cloruro d’alluminio al 40%) per fermare il sanguinamento”.

Camminare dopo l’intervento

Passato l’effetto dell’anestesia, che dura circa due ore, il paziente può camminare subito perché la ferita non è dolorosa. È, invece, sconsigliato praticare sport nella settimana successiva all’intervento, poiché la guarigione completa della ferita avviene in 7-10 giorni.

“In genere non sono necessarie visite di controllo successive, tuttavia se vi sono dubbi sulla guarigione o su una recidiva o compaiono nuove verruche occorre richiederne un’altra a un mese di distanza dall’intervento”, conclude il professore.

 

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