I calcoli renali, chiamati anche nefrolitiasi o litiasi renale, sono simili a piccoli sassi che si sviluppano all’interno dei reni. Si formano quando alcune sostanze presenti nelle urine raggiungono concentrazioni elevate e precipitano in materiale solido. Possono restare nel rene oppure muoversi lungo gli ureteri fino alla vescica ed essere eliminati con la minzione. Il dolore insorge soprattutto quando il calcolo si sposta lungo l’uretere.
Le dimensioni possono variare, da granelli di sabbia fino a formazioni voluminose, anche la composizione dipende dalle diverse sostanze presenti nelle urine.
Quali sono i sintomi dei calcoli renali? Ne parliamo con la dottoressa Adriana Aroldi, nefrologa presso Humanitas Medical Care.
Calcoli renali: i sintomi
Quando i calcoli sono molto piccoli possono attraversare le vie urinarie ed essere eliminati senza provocare dolore. Se invece restano bloccati o incontrano difficoltà nel passaggio, specie nell’uretere, possono comparire diverse manifestazioni talvolta anche intense.
I sintomi più comuni sono:
- dolore acuto e improvviso nella zona lombare, che può irradiarsi al fianco e all’inguine con durata variabile da pochi minuti a diverse ore, spesso descritto come coltellata al fianco
- irrequietezza
- nausea talvolta accompagnata dal vomito
- aumento della frequenza urinaria
- dolore durante la minzione
- presenza di sangue nelle urine.
Se il calcolo ostruisce completamente l’uretere, può verificarsi ristagno di urina nel rene. In questi casi, ai sintomi precedenti si aggiungono:
- febbre pari o superiore a 38 °C
- brividi
- stanchezza e debolezza
- diarrea
- urine torbide e maleodoranti.
Calcoli renali: le cause
La calcolosi renale dipende spesso da più fattori che agiscono insieme. Tra le cause più frequenti:
- familiarità
- precedenti episodi di calcoli renali
- disidratazione, legata a una scarsa assunzione di liquidi o a una sudorazione abbondante
- malattie dell’apparato digerente o interventi chirurgici, che alterano l’assorbimento di acqua e calcio
- alimentazione ricca di proteine, sodio e zuccheri e povera di fibre
- obesità, associata a un elevato indice di massa corporea, aumento della circonferenza addominale
- uso di alcuni farmaci, tra cui antiacidi, diuretici, alcuni antibiotici, antiretrovirali e antiepilettici
- altre patologie, come iperparatiroidismo, cistinuria e acidosi renale tubulare.
L’analisi della composizione del calcolo è utile per comprenderne l’origine. I principali tipi sono quelli di:
- calcio (soprattutto ossalato di calcio): sono i più frequenti e possono essere associati a un’aumentata concentrazione urinaria di calcio e/o ossalati.
- struvite: si formano in presenza di infezioni delle vie urinarie, in particolare sostenute da batteri produttori di ureasi.
- acido urico: si sviluppano più facilmente in urine acide e possono essere favoriti da una dieta ricca di proteine animali, dalla gotta o da condizioni che aumentano il turnover cellulare (come alcune terapie oncologiche).
- cistina: sono legati a una malattia ereditaria (cistinuria) che altera il riassorbimento renale di questo aminoacido.
La cura per i calcoli renali
Molti calcoli, soprattutto se inferiori a 4 millimetri, vengono eliminati spontaneamente con le urine. Anche in questi casi possono provocare dolore per alcuni giorni, controllabile con farmaci antidolorifici. Se però compaiono anche nausea e vomito possono essere utilizzati farmaci specifici, mentre gli antibiotici sono indicati quando è presente un’infezione batterica delle vie urinarie.
Dopo l’eliminazione, i calcoli possono formarsi nuovamente. Per questo è importante conoscerne la composizione, così da individuare le cause che ne hanno favorito la comparsa. In base a queste informazioni, il medico può indicare modifiche dell’alimentazione, uso di sostanze che modificano le urine rendendole più acide o più basiche per ostacolare la formazione dei calcoli o consigliare farmaci che riducono l’eliminazione di calcio/acido urico o integratori che aumentano la concentrazione degli inibitori (i citrati impediscono la formazione di alcuni calcoli).
Il ricovero in ospedale è indicato in situazioni particolari, come:
- dolore che non risponde all’uso di farmaci antinfiammatori
- disidratazione associata a vomito
- gravidanza
- altre patologie concomitanti.
Quando i calcoli hanno dimensioni maggiori e non possono essere eliminati spontaneamente, generalmente oltre i 6-7 millimetri, si può ricorrere a diverse tecniche urologiche per frantumarli ed eliminarli.
I calcoli renali si possono trattare sia con tecniche di frammentazioni esterne quali la litotrissia extracorporea a onde d’urto, sia con frammentazioni endoscopiche con energia laser, attraverso la risalita nelle vie escretrici con strumenti flessibili. A seconda della tecnica usata può essere necessaria l’anestesia generale o una semplice sedazione.
Se il calcolo si trova bloccato nell’uretere è indicato l’uso dell’ureterorenoscopia, che frammenta il calcolo con sonde laser e richiede generalmente anestesia e un breve ricovero.
Quando le tecniche endoscopiche ed extracorporee non sono utilizzabili per dimensioni, posizione o complicanze si può ricorrere alla nefrolitotomia percutanea. Questa procedura prevede una piccola incisione a livello lombare per raggiungere il rene con uno strumento chiamato nefroscopio, attraverso il quale frammentare il calcolo con sonda laser. I frammenti vengono poi evacuati per la medesima via. È un intervento eseguito in anestesia generale con un ricovero breve.
La chirurgia aperta viene oggi utilizzata raramente e riservata a situazioni particolari, come la presenza di calcoli molto grandi o con forme anomale.
Calcoli renali: cosa mangiare o non mangiare
Come prima regola bisogna ridurre l’apporto di sale e cibi salati (< 100 mEq o 2,3 g/die) e aumentare l’apporto di acqua, di frutta e verdure (fitati) e calcio.
Occorre poi ridurre alimenti che contengono ossalati, proteine animali, fruttosio, saccarosio, supplementi di vitamina C.
In particolare nelle persone con obesità è consigliato il calo ponderale.
Le indicazioni alimentari cambiano in base al tipo di calcolo. Nei calcoli di ossalato di calcio è indicata una riduzione degli alimenti ricchi di ossalati, tra cui:
- verdure a foglia e ortaggi: spinaci (specialmente crudi), rabarbaro, bietole, barbabietole, prezzemolo, erba cipollina, portulaca, sedano, pomodori verdi, patate dolci, asparagi;
- frutta secca e semi: noci, mandorle, arachidi, anacardi, nocciole, semi di sesamo, prugne secche;
- dolci e bevande: cioccolato fondente e cacao in polvere, tè nero/verde, bevande alla cola, succhi di frutta;
- prodotti integrali e legumi: crusca di frumento, cereali integrali, soia e derivati;
- frutta: fragole, mirtilli, lamponi, kiwi, fichi.
Si consiglia inoltre di:
- abbinare ai cibi che contengono ossalati i cibi ricchi di calcio (latticini, yogurt) perché riducono l’assorbimento degli ossalati;
- bollire le verdure a foglia per ridurre il contenuto di ossalati.
La quantità di calcio nella dieta non deve essere ridotta senza indicazione medica.
Nei calcoli di acido urico o di cistina è indicato un aumento dell’assunzione di frutta e verdura, utili a rendere le urine meno acide, e una riduzione del consumo di carne, pollame e pesce.