Le malattie del surrene e dell’ipofisi sono abbastanza rare, ma possono essere causa di problemi di pressione alta, a volte risolvibile con la chirurgia. Si tratta delle cosiddette “ipertensioni secondarie”, differenti da quelle “essenziali” ovvero “senza causa” che affliggono la maggior parte della popolazione.

Poiché tali patologie non vengono sempre ricercate, possono passare degli anni prima che vengano diagnosticate correttamente. Da qui, l’importanza di un approccio multidisciplinare, in particolare tra endocrinologo e cardiologo.

Ce ne parla il dottor Alberto Stefano Tresoldi che, dopo un periodo trascorso in Inghilterra in cui si è occupato di ricerca clinica e di attività ambulatoriale in ambito di patologie del surrene e dell’ipofisi, ha iniziato a svolgere la sua professione di Endocrinologo in Humanitas Medical Care, più precisamente nelle sedi di Rozzano, Arese, Castellanza, Varese e, dal mese di gennaio, nel nuovo ambulatorio di viale Premuda a Milano.

Che cosa sono l’ipofisi e i surreni?

L’ipofisi è una ghiandola situata alla base del cranio che regola la funzione ormonale di buona parte dell’organismo. Quando non funziona correttamente può dare una serie di quadri clinici, di cui la pressione alta è uno dei possibili.

I surreni sono le ghiandole situate sul polo posteriore di ciascun rene che secernono diversi ormoni in grado di influenzare l’attività dell’intero organismo.

Qual è la percentuale di casi di ipertensione arteriosa dovuta a malattie ormonali?

“Fino a una decina di anni fa si pensava che circa il 5% dei casi di pressione alta fosse dovuto ad alterazioni ormonali, dato sottostimato secondo la letteratura scientifica recente, poiché dagli ultimi studi sembra invece che quasi il 15% delle condizioni di ipertensione arteriosa sia di natura secondaria”, informa il dottore.

“Un dato importante – aggiunge – è l’età di insorgenza del problema: circa un terzo dei pazienti a cui viene diagnosticato un problema di pressione alta prima dei quarant’anni soffre di ipertensione secondaria”.

È per questo motivo che, soprattutto nel giovane, bisogna fare uno screening completo per escludere patologie ormonali che, spesso, risultano evidenti anche da una semplice visita da parte dello specialista. Si stima che, l’ipertensione arteriosa possa essere il sintomo di presentazione di almeno quindici patologie endocrine.

Quali sono le malattie del surrene responsabili della pressione alta?

“La principale causa di ipertensione secondaria è proprio una malattia del surrene chiamata “iperaldosteronismo primitivo”, una condizione in cui viene prodotto in eccesso l’ormone aldosterone, che regola i livelli di sodio e di potassio all’interno del nostro organismo”, spiega Tresoldi. Secondo studi recenti (tra cui uno italiano del 2006), quasi 1 caso su 10 di pressione alta è dovuto all’eccesso di aldosterone. In questi casi l’organismo trattiene più sodio ed elimina più potassio a livello renale, causando un aumento della pressione arteriosa.

Altre cause meno frequenti di ipertensione secondaria sono il feocromocitoma, un tumore surrenalico che produce in eccesso adrenalina e noradrenalina, o cause più rare di pressione alta che solitamente insorgono in età adolescenziale.

E per quanto riguarda invece le malattie dell’ipofisi che causano un aumento della pressione arteriosa?

Sia l’eccesso di cortisolo che di ormone della crescita, due ormoni la cui regolazione dipende dall’ipofisi, possono dare problemi di pressione alta.

Nel caso del cortisolo si sviluppa una sindrome che si chiama sindrome di Cushing, caratterizzata, oltre che da un innalzamento della pressione, da altri problemi quali diabete, osteoporosi, fratture ed alterazione del ciclo mestruale nella donna. L’eccessiva produzione di cortisolo può essere dovuta sia ad un adenoma (tumore benigno) che, nei casi peggiori, ad un carcinoma (tumore maligno) del surrene; tuttavia, nella maggior parte dei casi dipende dall’ipofisi stessa, che stimola i surreni sani a produrre cortisolo in abbondanza.

L’eccesso di ormone della crescita causa delle alterazioni della fisionomia della persona e un aumento delle dimensioni di mani e piedi; la malattia viene infatti chiamata “acromegalia”, e può essere diagnosticata da un endocrinologo esperto in malattie ipofisarie semplicemente osservando il paziente.

Quali esami vengono eseguiti per una corretta diagnosi di queste malattie?

Nella maggior parte dei casi, per indagare la presenza di queste malattie sono necessari degli esami del sangue o delle urine mirati alla malattia che si sospetta; non basta quindi eseguire dei semplici esami di routine. Solo successivamente potrà essere necessario eseguire un esame che va a valutare l’aspetto della ghiandola interessata, per confermare la presenza della malattia.

Che tipo di intervento chirurgico viene fatto per risolvere queste patologie?

Per le malattie del surrene, se la malattia è localizzata ad un solo lato, si può risolvere il quadro “asportando il surrene malato che produce in eccesso gli ormoni, arrivando in alcuni casi addirittura a sospendere completamente la terapia farmacologica per la pressione. Si tratta di un intervento di chirurgia addominale che si effettua anche in laparoscopia e prevede un breve ricovero”, afferma l’esperto. Dopo l’operazione, nella maggioranza dei casi, il surrene sano dall’altro lato assume la funzione di entrambi ed è possibile riprendere le normali attività quotidiane.

In merito alle malattie dell’ipofisi, in questo caso l’intervento, che consiste nel rimuovere l’adenoma e lasciare l’ipofisi sana circostante, avviene generalmente tramite un accesso dal naso. Se questo non risultasse curativo, esistono delle terapie mediche che possono ridurre la secrezione degli ormoni prodotti in eccesso.

Esiste una predisposizione genetica alle malattie del surrene?

Un particolare tipo di tumore che si sviluppa nel surrene, chiamato feocromocitoma, è stato molto studiato dal punto di vista genetico, e questo ha permesso di identificare parecchi geni associati alla sua insorgenza. Per le altre malattie ti tratta nella maggior parte dei casi di problemi sporadici”, chiarisce il dottore.

L’endocrinologo collabora con altre figure professionali?

L’Endocrinologia è un’area in cui l’approccio multidisciplinare può dare una grossa mano.

“La collaborazione soprattutto con i cardiologi consente di poter agire preventivamente nei confronti di pazienti che presentano una “banale” ipertensione arteriosa, risolvendo il problema alla radice ed evitando loro di andare incontro a una serie di complicanze”, conclude il dottor Tresoldi.