Come curare l’acne?

L’acne è una patologia molto diffusa e può comparire in fasi diverse della vita. Le manifestazioni cutanee sono spesso visibili e fastidiose con un impatto negativo sulla percezione di sé e sul conseguente benessere personale.

Come curare l’acne? Ne parliamo con il dottor Gianpaolo Vittoria, dermatologo presso i centri medici Humanitas Medical Care.

Che cos’è l’acne

L’acne è una patologia infiammatoria dell’unità pilosebacea e si manifesta con lesioni di natura diversa. Possono comparire comedoni, papule e pustole, mentre nelle forme più gravi sono presenti noduli o cisti

Le aree più coinvolte sono volto, collo, torace e dorso. Quando l’acne è piuttosto grave, o non viene gestita in modo corretto, può lasciare cicatrici permanenti e macchie scure persistenti. Sia le lesioni attive sia gli esiti cicatriziali possono influenzare la sfera psicologica e la qualità della vita: l’acne può, in certi casi, ledere la fiducia della persona che ne soffre e condizionare la vita sociale, scolastica e professionale.

Dal punto di vista dell’età di insorgenza, si distingue un’acne giovanile o adolescenziale e un’acne tardiva. La prima può comparire già in età pre-adolescenziale, migliorare con il tempo oppure persistere nell’adulto, e interessa una larga parte della popolazione tra i 14 e i 20 anni. L’acne tardiva compare invece in età adulta anche in persone che non ne avevano sofferto prima e riguarda soprattutto le donne. Esistono anche forme più rare, come l’acne neonatale e quella gravidica.

Quali sono le cause dell’acne?

L’origine dell’acne è multifattoriale. Alla base vi sono alterazioni della cheratinizzazione, un aumento della produzione di sebo, uno stato infiammatorio e la colonizzazione del batterio Cutibacterium acnes. Durante l’adolescenza, la comparsa degli ormoni stimola l’aumento di volume delle ghiandole sebacee e l’inizio della produzione di sebo. In persone predisposte, il sebo può essere prodotto in quantità superiori alla norma e, insieme alla presenza del batterio, favorisce la formazione del comedone. Questo agisce come un tappo che ostacola la fuoriuscita del sebo, il quale ristagna, si degrada e diventa irritante, favorendo papule, pustole, noduli e cisti, fino alla possibile distruzione del follicolo e alla formazione di cicatrici.

La familiarità è decisiva, così come fattori esterni come igiene non corretta, inquinamento, fumo, alcol, disordini alimentari e stress. Anche una dieta ad alto contenuto glicemico e di grassi saturi può peggiorare un’acne già presente. Un altro aspetto comune nella comparsa dell’acne è il lavaggio eccessivo con saponi aggressivi nel tentativo di asciugare la pelle seborroica, comportamento che aumenta la secrezione di sebo e l’irritazione. Allo stesso modo, schiacciare punti neri o foruncoli espone al rischio di sovrainfezioni e cicatrici.

Quali sono i sintomi?

L’acne si manifesta con comedoni aperti e chiusi, papule, pustole, noduli, cisti ed eritema. A queste lesioni possono associarsi fastidio, prurito e dolore nelle aree coinvolte. In base alla severità delle lesioni, l’acne viene classificata come lieve, moderata o severa. Le forme lievi presentano soprattutto comedoni e lesioni poco infiammate, quelle moderate mostrano una maggiore presenza di papule e pustole, mentre le forme severe sono caratterizzate da noduli e cisti e spesso interessano anche il tronco oltre al volto.

Come trattare l’acne?

Il trattamento dell’acne varia in base alla sua gravità. Nelle forme leggere vengono utilizzate terapie topiche con detergenti specifici e creme ad azione antisettica o antibiotica, oppure retinoidi topici derivati della vitamina A, che agiscono su comedoni e microcisti. In alcuni casi si ricorre a peeling e micropeeling con soluzioni a base di acido glicolico o acido salicilico, utili per migliorare la cheratinizzazione della cute.

Nelle forme moderate e gravi si può optare per la terapia sistemica orale con antibiotici e o isotretinoina, sempre sotto controllo medico per la possibile comparsa di effetti collaterali. Quando l’acne è associata a squilibri ormonali o a ovaio policistico, può essere prescritta una pillola anticoncezionale ad azione antiandrogena.

Per gli esiti cicatriziali si possono utilizzare trattamenti laser. 

Il laser CO2 ablativo in modalità frazionata permette una rigenerazione naturale della cute e una riduzione della profondità delle cicatrici, con una pelle più uniforme. Questo approccio viene adottato solo quando l’acne attiva è ben controllata e presenta precise limitazioni, come gravidanza, allattamento, pelle abbronzata o assunzione di alcuni farmaci. 

Per macchie post acne e cicatrici con importante vascolarizzazione viene impiegato il DYE laser, che agisce sull’infiammazione e rimodella la cicatrice rendendola più piatta e simile alla cute circostante.

Anche in considerazione dell’impatto dell’acne sulla percezione della propria immagine, è importante rivolgersi a uno specialista che possa accompagnare la persona in un percorso di cura adeguato.

Dottor Gianpaolo Vittoria
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