COVID-19: come agisce il vaccino Moderna e perché è sicuro

Il secondo vaccino arrivato in Italia per prevenire la malattia COVID-19, causata dall’infezione del virus SARS-CoV-2, è il COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273. Autorizzato da EMA (European Medicines Agency – Agenzia Europea per i Medicinali) e da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) dopo le regolari e consuete fasi di verifica, è indicato a partire dai 18 anni di età. La sua somministrazione è regolata dal piano nazionale di vaccinazione che prevede più fasi.

Il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 prevede due iniezioni (in genere nel muscolo della parte superiore del braccio), a distanza di almeno 28 giorni l’una dall’altra.

Come funziona? Perché è sicuro? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Elena Azzolini della Direzione Medico Sanitaria di Humanitas.

Come agisce il virus SARS-CoV-2

Il virus SARS-CoV-2 ha una struttura morfologica rotondeggiante con delle proiezioni sulla superficie che sembrano formare una “corona”, da qui il nome Coronavirus. Su queste punte è presente la proteina Spike, il principale meccanismo che permette al virus di attaccare e infettare le cellule umane.

La proteina Spike rappresenta infatti una chiave di accesso al virus nelle cellule dell’organismo attraverso l’angiotensina 2 (ACE2), che funziona come da “serratura”. L’ACE2 è un enzima posto sulle cellule dell’epitelio polmonare, coinvolto nella regolazione della pressione sanguigna, che ha il compito di difende i polmoni da infezioni e infiammazioni.

Una volta all’interno della cellula, il virus rilascia il proprio codice genetico virale (RNA) moltiplicandosi e invadendo nuove cellule.

Come funziona il vaccino Moderna

L’obiettivo dei vaccini in studio e di quelli già approvati è quello di bloccare la proteina Spike per scongiurare l’infezione di nuove cellule. A differenza dei vaccini classici che prevedono la somministrazione di parti inattivate del virus, il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 (così come il Comirnaty sviluppato da Pfizer/BioNTech), contiene molecole di mRNA (RNA messaggero) con le indicazioni per costruire copie della proteina Spike, insegnando all’organismo a produrre le difese necessarie, stimolano la produzione di anticorpi specifici da parte del sistema immunitario. Pertanto, il vaccino non può in alcun modo provocare COVID-19 nella persona vaccinata.

Il vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273 consente inoltre di attivare le cellule T che permettono al sistema immunitario di rispondere ad eventuali ulteriori esposizioni al virus SARS-CoV-2.

Il vaccino Moderna è sicuro?

Gli studi sui vaccini anti COVID-19 sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali ma non è stata saltata nessuna fase, grazie alla partecipazione di un numero di persone dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. I risultati sono stati infatti sufficienti per dimostrare l’efficacia e la sicurezza del vaccino COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273, autorizzato da EMA (European Medicines Agency – Agenzia Europea per i Medicinali) e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Facendo affidamento sulle ricerche già condotte negli anni in merito ai vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti, è stato possibile lavorare con successo in tempi brevi.

Lo studio di efficacia

Lo studio clinico sul vaccino COVID-19 Moderna svolto negli Stati Uniti con la partecipazione di 99 centri su tutto il territorio e 30.420 persone a partire dai 18 anni, ha dimostrato la sua efficacia nella prevenzione di COVID‑19 a partire dai 18 anni di età.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: 15.210 hanno ricevuto il vaccino e altrettanti il placebo, un prodotto identico al vaccino ma non attivo. Oltre la metà (58,6%) aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, il 24,8% aveva 65 anni o più e il 16,7% un’età inferiore a 65 anni ma con malattie concomitanti che potevano aumentare il rischio di malattia COVID-19 grave. Il 47,3% erano donne.

Nel gruppo che ha ricevuto il vaccino sono stati registrati 11 casi di malattia COVID-19, contro 185 casi nel gruppo cui è stato somministrato il placebo. Il vaccino ha quindi dimostrato un’efficacia del 94,1% nel prevenire l’infezione con sintomi da SARS-CoV-2 rispetto al placebo.

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