Il diabete mellito è un’importante e grave patologia caratterizzata da elevati livelli di zuccheri nel sangue che, se non adeguatamente curato porta, inevitabilmente, a serie complicanze a livello cardiaco, circolatorio e renale.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Cassarà di Humanitas Medical Care.

Viene comunemente classificato in 2 forme:

  1. Diabete di Tipo I, tipico soprattutto dell’età pediatrica e giovanile;
  2. Diabete di Tipo II, tipico dell’età più adulta.

La diagnosi viene posta sulla semplice base dei valori di glicemia (ovvero di livelli di zucchero nel sangue) a digiuno che, in tal caso, risultano uguali o superiori a 126 mg.

Nel nostro paese circa l’8% della popolazione è affetta da diabete, ma il dato più significativo e, purtroppo, più rilevante è che esistono numerosi pazienti affetti da questa condizione morbosa ma non ancora diagnosticati.

E’ importante sottolineare che l’età ed il sovrappeso possono entrambi contribuire allo sviluppo del diabete di tipo II; nelle donne, in particolare, la menopausa può costituire un importante ruolo nella manifestazione o nell’aggravamento del diabete in quanto essa si manifesta con la scomparsa definitiva del ciclo mestruale per esaurimento dell’attività ovarica o per un intervento chirurgico con rimozione delle ovaie.

Ebbene, ne abbiamo parlato di questo argomento con la Dott.ssa Laura Cassarà, specialista diabetologa presso Humanitas Medical Care (nelle sedi di piazza De Angeli, via Domodossola, via Murat).

Cosa può causare la menopausa nella donna?

1) Aumento di peso, tipico di molte donne in menopausa alle quali comporta una maggiore necessità di insulina (sostanza prodotta dal nostro pancreas) per il loro organismo.

La donna in menopausa può presentare accumulo di grasso in vari distretti:

  1. parte superiore del corpo (viso, addome, zona interscapolare), a causa di 2 ormoni, cortisolo ed insulina, che hanno il compito di regolare il livello di zuccheri nel sangue; più il livello è alto, più è facile che questi zuccheri si convertano in grasso. Sappiate che viso, addome e scapole sono distretti corporei ricchi di recettori per il cortisolo ed ecco perché il grasso tende ad accumularsi in queste zone.
  2. addome: in questo caso il grasso si accumula sull’addome che diventa tondeggiante.
  3. glutei: in questo caso l’aumento di grasso si accumula nei glutei.

2) alterazione dei livelli di zucchero nel sangue, poiché gli ormoni estrogeni e progesterone che vengono a mancare con la menopausa non possono più influenzare la risposta cellulare all’insulina;

3) disturbi del sonno: in menopausa sono frequenti vampate di calore e sudorazioni notturne, due fenomeni che disturbano il sonno che, a sua volta, altera i livelli di zuccheri nel sangue.

Ne deriva l’importanza di scegliere uno stile di vita sano, quale:

  1. alimentazione con cibi leggeri e non fritti, prediligendo verdure, pesce azzurro (alici, tonno etc), evitando riso, patate (molto ricchi in amido il quale determina un rapido picco di innalzamento della glicemia dopo il pasto);
  2. svolgere attività fisica regolare, semplicemente facendo delle belle camminate o palestra, nuoto, tennis.

Non dimentichiamo che la menopausa può anche causare aggravamento del diabete nelle persone che ne sono già affette proprio a causa dei fattori sopra elencati (aumento di peso, mancanza di ormoni estrogeni e progesterone) e ciò comporterà la necessità di regolazione della terapia in atto.

Ecco anche il motivo per cui ogni paziente diabetico deve periodicamente essere visitato da uno Specialista Diabetologo, proprio al fine di monitorare il proprio compenso glicemico ed evitare la comparsa delle complicanze sopra citate a livello dei vari organi e distretti.

Quindi, come sottolinea la Dott.ssa Cassarà, dedichiamoci a prevenire questa importante patologia, un esame del sangue specifico con controllo della glicemia a digiuno e dopo pranzo costa pochissimo e potrebbe aiutare davvero tante persone a rischio (pazienti in menopausa, sovrappeso, pazienti familiari di diabetici e/ o che svolgono vita sedentaria etc.) a non sviluppare il diabete.

Spesso il solo sussidio di una dieta a basso apporto di zuccheri, idoneamente prescritta in base all’età e all’attività fisica di ognuno di noi, potrebbe impedire o comunque rallentare l’esordio del diabete.

 

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