Disturbi ginecologici: i vantaggi della laser terapia vaginale

Il trattamento con laser non ablativo in modalità “Smooth” permette di intervenire su diverse problematiche ginecologiche che incidono profondamente sulla quotidianità: incontinenza urinaria da sforzo, secchezza vaginale in menopausa, prolasso utero-vescico-vaginale lieve, sindrome da rilassamento vaginale nel post partum, lichen scleroatrofico vulvare e condilomatosi. Si tratta di una soluzione efficace, non invasiva e senza bisturi, utile a migliorare la qualità della vita femminile. 

Perdite urinarie durante uno starnuto, dolore nei rapporti o secchezza importante non devono essere considerati effetti inevitabili dell’età o del parto, mentre purtroppo molte pazienti si rivolgono a uno specialista dopo anni di disagio vissuto in silenzio.

Il protocollo prevede generalmente 3-4 sedute ambulatoriali di circa 30 minuti, a distanza di 4-6 settimane, senza anestesia e senza tempi di recupero. La laser terapia è una soluzione concreta, sicura e senza alcun dolore o disagio.

Ne parliamo con il dottor Antonio De Tommaso, ginecologo presso Humanitas Medical Care

Incontinenza urinaria da sforzo: una risposta non chirurgica

L’incontinenza urinaria femminile è un problema molto diffuso: interessa il 15–35% delle donne sotto i 60 anni e fino al 65–70% sopra i 60[1]. La forma da sforzo si manifesta con perdite involontarie di urina in caso di tosse, risata, corsa o piccoli movimenti quotidiani, ed è legata all’indebolimento del pavimento pelvico.

Il laser agisce stimolando il rimodellamento del collagene e la produzione di nuove fibre, determinando una contrazione dei tessuti vaginali e un maggiore sostegno dell’uretra e della vescica.

Il vantaggio principale è la minima invasività, senza incisioni né sanguinamenti. Le pazienti tornano subito alle normali attività e, già dopo le prime sedute, riferiscono un miglioramento significativo della continenza.

Menopausa e secchezza vaginale: alternativa agli estrogeni

Per la secchezza vaginale in menopausa, invece, il riscaldamento controllato della mucosa vaginale favorisce nuova vascolarizzazione e nuova produzione di collagene, aumentando lo spessore e l’elasticità dei tessuti.

I benefici riguardano secchezza, prurito, irritazione e dispareunia. Il trattamento è particolarmente indicato anche per donne con tumori estrogeno-dipendenti, come il carcinoma mammario, sottoposte a terapie soppressive che inducono menopausa precoce. Per queste pazienti la possibilità di migliorare i sintomi senza ricorrere a terapie ormonali è un aspetto fondamentale.

Prolasso lieve e post partum: migliorare tonicità e qualità di vita

Nel prolasso utero-vescico-vaginale lieve, condizione che interessa circa il 50% delle donne pluripare[1], il trattamento con laser rappresenta un’alternativa alla chirurgia nei casi iniziali. L’effetto termico stimola la contrazione e il rafforzamento del tessuto vaginale, con riduzione del grado di prolasso già dalle prime sedute.

Analogamente, nei disturbi della sessualità post partum legati alla perdita di tonicità, il rimodellamento del collagene consente un restringimento del canale vaginale e un miglioramento della soddisfazione sessuale, con elevati livelli di gradimento da parte delle pazienti.

Lichen scleroatrofico vulvare: un supporto alla terapia

Il laser Erbium Fotona trova applicazione anche nel trattamento del lichen scleroatrofico vulvare, patologia infiammatoria cronica che può provocare prurito intenso, dolore e atrofia dei tessuti. Il trattamento stimola la rigenerazione, migliora l’elasticità cutanea e può essere integrato con le terapie farmacologiche tradizionali per un approccio completo.

La salute intima è parte integrante del benessere generale femminile e la laser terapia vulvo-vaginale è una tecnologia sicura, ambulatoriale e personalizzabile, che permette di intervenire precocemente, migliorando sintomi che spesso hanno un impatto importante sulla vita sociale, affettiva e relazionale.

Dottor Antonio De Tommaso
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