Fistola anale: sintomi, cause e trattamento

Nel 50% dei casi la fistola anale è il risultato di un ascesso precedente (cavità infetta, ripiena di pus, che si trova vicino all’ano o al retto). Si tratta di un piccolo canale che viene creato dalla persistenza della secrezione che unisce la ghiandola anale, dalla quale l’ascesso ha preso origine, alla pelle attorno all’ano. Dolore, irritazione e bruciore sono solo alcuni tra i sintomi che contraddistinguono questa condizione che spesso necessita di un intervento chirurgico per guarire.

Ce ne parla il dott. Leonardo Lenisa, specialista in chirurgia generale presso Humanitas San Pio X e l’ambulatorio Humanitas Medical Care De Angeli a Milano.

Quali sono le cause di una fistola anale?

Come dicevamo la maggior parte delle fistole anali sono una conseguenza di un ascesso spontaneo delle ghiandole anali; in altri casi meno frequenti, possono derivare da ragadi anali che si complicano, da traumi o infezioni.

In alcuni casi possono poi associarsi o essere la prima manifestazione di Malattie Infiammatorie Intestinali, tipicamente il Morbo di Crohn.

Quali sono i sintomi di una fistola anale?

I sintomi sono simili a quelli dell’ascesso e comprendono:

  • dolore
  • gonfiore
  • irritazione della pelle attorno all’ano
  • secrezione di pus
  • febbre

Come viene diagnosticata una fistola anale?

La diagnosi di fistola anale viene fatta nel corso di una visita specialistica proctologica, nel corso della quale quale viene individuato l’orifizio fistoloso esterno. È poi necessario approfondire a seconda dei casi con una ecografia endoanale o con una Risonanza Magnetica della Pelvi, per meglio determinare il tragitto della fistola e l’eventuale esistenza di tramiti secondari, ascessi a ferro di cavallo o raccolte pelviche profonde.

Come può essere trattato un ascesso anale?

La comparsa di un ascesso anale o perianale è in genere un’esperienza dolorosa e prostrante e costituisce carattere di urgenza. La cura dell’ascesso consiste nell’evacuazione del suo contenuto attraverso un’incisione o drenaggio che nei casi più favorevoli può essere eseguita in ambulatorio, mentre in molti casi deve essere eseguita in sala operatoria in anestesia.

Come si cura la fistola anale?

La cura di una fistola anale può rivestire notevole complessità e deve bilanciare da un lato l’eradicazione della malattia e dall’altro la preservazione della funzione sfinteriale di continenza. Infatti, la fistola anale spesso può attraversare nel suo tragitto i muscoli sfinteri e questo determina la necessità di mettere in atto strategie di chirurgiche che consentano, al tempo stesso, di eradicare la fistola, di curare l’origine all’interno del canale anale e di preservare al massimo l’integrità dell’apparato sfinteriale. 

Sono diverse le tecniche chirurgiche ed i presidi che possono essere utilizzati nel trattamento della fistola anale ma è importante sapere che nei casi più complessi il fallimento al primo tentativo di trattamento può superare il 30%. In determinati casi può rendersi necessario drenare temporaneamente la fistola con un “setone”, ovvero un filo di drenaggio in silicone o altro materiale chirurgico che consente l’adeguato drenaggio delle cavità ascessuali ed il consolidamento della fistola, in modo da agevolare la successiva eradicazione chirurgica. 

È necessario un trattamento di follow-up per una fistola anale?

I paziente sottoposti a chirurgia per fistola anale devono essere seguiti nel tempo per monitorarae l’effettiva eradicazione della fistola ed intercettare tempestivamente eventuali ricadute di malattia, così da garantire un precoce trattamento dell’eventuale recidiva. 

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Dr. Leonardo Lenisa
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