Nei bambini i disturbi degli occhi e della vista non sono sempre manifesti e, soprattutto i più piccoli, non sono in grado di esprimere eventuali difficoltà visive. Diventa quindi fondamentale il ruolo dei genitori nel cogliere particolari segni e nel sottoporre il proprio figlio a controlli oculistici a scadenze regolari, proponendogli la visita come un gioco da fare insieme.

Ne abbiamo parlato con il dottor Fabrizio Camesasca, Medico Oculista di Humanitas Medical Care Milano, via Domodossola e dell’Eye Center di Humanitas Research Hospital, Rozzano.

Quali sono i principali fattori di rischio e i sintomi per cui occorre controllare al più presto gli occhi dei piccoli?

“La prevenzione oculistica è uno strumento di primaria importanza – spiega il dottore – perché permette di intervenire in tempo e risolvere la maggior parte delle problematiche a carico degli occhi dei bambini”.

In particolare, bisogna controllare il prima possibile o comunque entro i tre anni gli occhi dei piccoli che:

  •    sono nati prematuri o con un basso peso;
  •    hanno avuto, subito dopo la nascita, problemi psicomotori o di salute;
  •    hanno familiarità per strabismo e ambliopia;
  •    hanno uno o entrambi i genitori miopi;
  •    manifestano affaticamento visivo;
  •    tendono a posizionarsi ripetutamente troppo sotto la televisione;
  •    hanno frequenti cefalee .

Quali sono e come vengono trattate le più comuni patologie oculari dei bambini?

“Può capitare che i canalini lacrimali dei neonati non siano perfettamente pervi: in questo caso, essi vengono liberati con massaggi o, molto più raramente, con piccoli interventi chirurgici”, spiega il Dott. Camesasca.

“Le congiuntiviti batteriche – prosegue – si trattano con terapie antibiotiche locali e, in genere, non si ripresentano se si pratica una corretta igiene oculare; le congiuntiviti allergiche, invece, che si manifestano soprattutto in primavera, si curano con specifici colliri e, spesso, si risolvono spontaneamente con la pubertà”.

“Per quanto riguarda i difetti della vista – continua l’esperto – molto frequente è l’ambliopia (più nota come “occhio pigro”) che viene corretta coprendo con un bendaggio l’occhio sano del piccolo paziente per costringere quello pigro a lavorare”.

Lo sport e altre abitudini comportamentali possono influire negativamente sulla salute degli occhi dei bambini?

L’attività sportiva in genere, così come la lettura o i lavori d’attenzione, non sembra che abbiano particolari effetti negativi sulle capacità visive del bambino e dell’adolescente. Invece, “sono molto pericolosi per gli occhi i fuochi d’artificio e le attività che possono provocare traumi oculari diretti”, conclude il dottor Camesasca.