La gravidanza è un fatto naturale nella vita di una donna ma spesso può essere causa di ansie e paure. Per sdrammatizzare questo evento ne abbiamo parlato con i ginecologi dell’Istituto Clinico Humanitas che ci hanno dato consigli utili sull’età della prima gravidanza, sui vaccini e sui test da fare.

A che età il primo bambino?

Nonostante oggi si tenda a rimandare la maternità il più possibile, sarebbe consigliato non superare i 35/36 anni di età. Oltre questo limite, infatti, la fertilità si riduce sensibilmente e la comparsa di malattie come il diabete, la gestosi e la trombosi aumenta di molto.

Esami preliminari e vaccini

Gli esami da fare non sono molti ma sono tutti molto utili per prevenire malattie altrimenti dannose per il feto. Le malattie a cui fare attenzione sono:

  •       Rosolia

Se non si è mai contratta questa malattia è consigliato vaccinarsi per evitare inutili complicazioni durante la gestazione. Per sei/otto mesi successivi alla vaccinazione, inoltre, è consigliato usare metodi contraccettivi.

  •       Epatite B

La vaccinazione contro questa patologia, seppur consigliata a tutti, è vivamente indicata per quelle persone che hanno a che fare con il mondo degli ospedali e dei laboratori.

  •       Toxoplasmosi

Purtroppo per questa malattia non esiste un vaccino. Per evitare di incorrere in questa patologia, però, basta evitare di entrare in contatto con carni crude, verdure non lavate e la terra degli orti o delle piantagioni. Nel caso in cui il contatto sia necessario, basterà lavarsi frequentemente le mani.

  •       Tumore del collo dell’utero

Per prevenire questa malattia è sufficiente effettuare il comunissimo PAP test, indicato anche per chi non desidera avere un bambino.

Tra gli altri esami consigliati c’è anche il test del gruppo sanguigno, per controllare eventuali incompatibilità con quello del partner.

Anche la famiglia è un fattore di rischio

Spesso, in vari gruppi famigliari o di popolazione, esistono e si trasmettono per via genetica alcune malattie pericolose per il feto. Il ginecologo, attraverso un dialogo approfondito, sarà in grado di indirizzare la paziente verso i test genetici più appropriati per scongiurare questo tipo di rischi.