Infezioni da HPV: come vengono diagnosticate negli uomini?

Ogni anno, in Italia, a 50.000 persone (uomini e donne) viene diagnosticata una neoplasia correlata ad una infezione da HPV. Il virus HPV (se ne contano più di 150 ceppi differenti) è molto diffuso e si trasmette per contatto. Nella donna la presenza di HPV è alta dai primi anni di attività sessuale, fino ai 45 anni (poi diminuisce); nell’uomo la sua presenza, rimane costante con l’età.

Ne abbiamo parlato con il dott. Roberto Musci, urologo presso Humanitas San Pio X, e l’ambulatorio Humanitas Medical Care Domodossola e Murat a Milano.

Come si trasmette il virus HPV?

Sia gli uomini che le donne sono portatori del virus HPV e la sua trasmissione è a contatto diretto: non solo sessualmente (quindi infezione non significa necessariamente “infedeltà di coppia”), ma anche tramite mani, vestiti e oggetti. Inoltre, si può rimanere portatori del virus HPV per molti anni senza avere sintomi, rendendo difficile riconoscere il momento esatto del contagio. 

Quali sono i sintomi del virus HPV?

La maggior parte delle persone affette da HPV non sviluppa sintomi o problemi di salute. Le infezioni da HPV (9 su 10) si risolvono spontaneamente entro due anni ma a volte durano più a lungo e possono causare malattie come:

–   Neoplasie a livello uterino, vaginale, perineo; nella cavità orale e nel canale anale

–   Lesioni della cute

Quali conseguenze può avere il virus HPV?

Le persone con un sistema immunitario debole (a causa dell’assunzione prolungata di cortisone o di immunosoppressori, immunodeficienze acquisite da virus HIV, caduta delle barriere immunitarie da stress, infezioni sistemiche, malattie croniche, terapie oncologiche, o malnutrizione) possono non essere in grado di combattere l’HPV e quindi hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie legate al virus.

Lo sviluppo della neoplasia può presentarsi dopo anni, anche decenni, dal contatto con il virus HPV, ed i ceppi di virus che possono causare condilomi, sono differenti dai ceppi che possono causare tumori.

Come può essere diagnosticato il virus HPV?

Se il tumore della cervice uterina può essere rilevato con lo screening di routine (Pap test), nel maschio, la penoscopia, può essere utile per valutare le alterazioni della superficie dei genitali maschili, e identificare:

·  Formazioni HPV-correlate (condilomi) a fresco e con Acido acetico

·  Patologie della mucosa di natura virale (Mollusco contagioso, Herpex), batterica o fungina

·  Sospette neoformazioni pre- cancerose (Morbo di Bowen, la Balanite Plasmacellulare, l’Eritroplasia di Quyerat)

·  Sospette neoformazioni di natura oncologica

·  Patologie da approfondire, eventualmente, con una valutazione dermatologica

·  Aree specifiche da dover tamponare per le ricerche di laboratorio

Come viene eseguita una penoscopia?

Mediante un dispositivo ottico (penoscopio) in grado di catturare immagini ingrandite e, con specifici filtri, che permettono di evidenziare eventuali lesioni, vengono eseguite scansioni fotografiche dell’intero organo, per un esame dettagliato delle immagini a forte ingrandimento. 

Alla fine della penoscopia potrebbe essere necessario eseguire un tampone per un esame microbiologico, un test per il DNA-HPV e la sua tipizzazione o, in casi particolari, una biopsia della lesione (se presente).

Il test all’acido acetico deriva da una procedura che prevede l’applicazione sul glande di un gel alla concentrazione del 5%. Questa sostanza innocua che proviene dall’aceto ha il compito di distinguere le zone malate che ad occhio nudo appaiono perfettamente normali (lesioni pre-cliniche). 

Non è necessario sospendere l’attività sessuale con la partner se lei si sottopone al test e scopre di avere contratto il virus HPV. Il virus viene trasmesso facilmente tra partner sessuali. Una volta che un certo tipo di virus è stato trasmesso, il rischio di un effetto “ping-pong”, è basso ma si consiglia di utilizzare il preservativo. Invece, se si hanno rapporti sessuali con partner diversi, si possono trasmettere quei tipi di HPV che sono presenti nell’organismo e viceversa. 

Come si può prevenire l’infezione da HPV?

·  Limitando il numero di partner e scegliendo partner che si comportino allo stesso modo.

·  Usando il preservativo: esso non offre tuttavia una protezione totale contro l’HPV, poiché non copre tutti i genitali

·  Evitando il contatto sessuale con una/un nuova/o partner quando sono visibili condilomi

·  Eseguire regolarmente un Pap test o ed un test HPV (per le donne)

Quali sono i benefici del vaccino per il virus HPV?

La vaccinazione non ha azione terapeutica in corso di infezione ma ha aperto nuove prospettive nell’ambito della prevenzione primaria dei tumori nella donna, con importanti benefici clinici:

·  Riduzione della trasmissione di condilomi e delle loro recidive

·  Riduzione delle infezioni da ceppi utilizzati per il vaccino

·  Riduzione delle lesioni precancerose della cervice uterina

A chi è rivolto il vaccino?

·  Ragazze e ragazzi dai 10 ai 12 anni

·  Donne di età superiore ai 18 anni che non hanno ricevuto prima il vaccino

·  Uomini e donne che hanno avuto una patologia HPV correlata, per diminuire il rischio di recidive negli uomini e il passaggio del virus a donne non vaccinate sino all’età di 45 anni (indicazioni FDA ottobre 2018)

·  Immunodepressi o portatori di infezione da HIV

Occorre prestare attenzione alla vaccinazione in caso di:

–   Reazione allergica grave (potenzialmente pericolosa per la vita) ad una dose di vaccino HPV

–   Allergia grave a qualsiasi componente del vaccino HPV

Il vaccino HPV non è raccomandato per le donne in gravidanza e se si ha una malattia di grado moderato o grave, come cardiopatie, diabete scompensato o neoplasie.

Il vaccino ha effetti collaterali?

Il vaccino non è pericoloso e non crea complicanze particolari se non dolore in sede di iniezione, arrossamento, o un indurimento della cute (transitorio).

La vaccinazione non è correlata con lo sviluppo di malattie autoimmuni, neurologiche o ad infertilità.

Gli effetti collaterali possono essere: dolore, rossore o gonfiore, febbre lieve o moderata, mal di testa.

Urologia
Dott. Roberto Musci
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