Intestino: come nutrizione e microbiota influenzano l’infiammazione

L’intestino è un organo chiave non solo per la digestione, ma anche per la regolazione del sistema immunitario. Il suo equilibrio è il risultato dell’interazione tra alimentazione e microbiota intestinale ed è ulteriormente modulato da fattori comportamentali, immunologici e metabolici.

Alterazioni di questo equilibrio possono contribuire a uno stato infiammatorio persistente, sia a livello intestinale sia sistemico.

Ne parliamo con la dottoressa Silvia Giugliano, biologa nutrizionista presso Humanitas Medical Care

Qual è il ruolo del microbiota intestinale nell’infiammazione?

Il microbiota intestinale svolge un ruolo fondamentale nel mantenere l’integrità della barriera intestinale e nella modulazione della risposta immunitaria.

In condizioni fisiologiche, i microrganismi intestinali producono metaboliti, come gli acidi grassi a corta catena, che hanno un’azione antinfiammatoria e contribuiscono alla protezione della mucosa.

Quando l’equilibrio del microbiota si altera, possono verificarsi modificazioni della risposta immunitaria e un aumento di segnali pro-infiammatori. 

Come l’alimentazione influenza il microbiota?

L’alimentazione è uno dei principali fattori in grado di modificare rapidamente la composizione e l’attività del microbiota intestinale.

Una dieta ricca di fibre, vegetali, legumi e cereali integrali favorisce la crescita di batteri benefici e la produzione di metaboliti con effetto protettivo.

Al contrario, un’alimentazione povera di fibre e ricca di zuccheri semplici, grassi saturi e alimenti ultraprocessati può ridurre la diversità microbica e favorire un ambiente intestinale più incline all’infiammazione. 

Intestino e infiammazione sistemica: qual è il legame?

L’intestino rappresenta una delle principali interfacce tra ambiente esterno e organismo. Un’alterazione della funzione di barriera può facilitare il passaggio di componenti batteriche nel circolo sanguigno, contribuendo all’attivazione del sistema immunitario.

Questo meccanismo è stato associato, in alcuni contesti, allo sviluppo di condizioni infiammatorie croniche e metaboliche. È importante sottolineare che si tratta di processi complessi e multifattoriali, in cui il microbiota è uno dei diversi elementi coinvolti. 

Si può ridurre l’infiammazione intestinale?

Il primo intervento consiste nell’adottare uno stile di vita che favorisca l’equilibrio intestinale. In particolare:

  • alimentazione varia e ricca di fibre
  • riduzione degli alimenti ultraprocessati
  • attività fisica regolare
  • gestione dello stress
  • uso appropriato dei farmaci, in particolare antibiotici.

L’eventuale utilizzo di probiotici o alimenti fermentati può rappresentare un supporto, ma non sostituisce una dieta equilibrata. 

Cosa mangiare per favorire l’equilibrio dell’intestino?

Dal punto di vista nutrizionale, un’alimentazione perfetta per il benessere dell’intestino dovrebbe prevedere:

  • verdura e frutta di stagione
  • legumi
  • cereali integrali
  • fonti di grassi insaturi, come olio extravergine di oliva
  • alimenti poco processati.

È invece opportuno limitare il consumo di zuccheri semplici, grassi saturi, alcol e prodotti ultraprocessati, che possono favorire uno stato pro-infiammatorio.

Scienza Dell'Alimentazione
Dottoressa Silvia Giugliano
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