L’auricoloterapia è una pratica basata sulla stimolazione di punti specifici dell’orecchio esterno, tramite aghi da agopuntura o altre forme, al fine di apportare benefici all’organismo.

L’auricoloterapia, fondata sugli studi del dottor Noiger (1956), ha avuto una grande diffusione negli ultimi anni, favorendo anche la realizzazione di diverse branche in tutto il mondo.

Ce ne parla il dottor Andrea Ferrarini, Specialista dell’ambulatorio di Osteopatia in Humanitas Medical Care Domodossola.

Che cos’è l’auricoloterapia?

L’auricoloterapia è una tecnica che sfrutta dei punti precisi sulla pelle del padiglione auricolare (l’orecchio esterno) per diagnosticare malattie del corpo e curare dolori, dipendenze e vari disturbi fisici.

Conosciuta anche come agopuntura auricolare, si tratta di una terapia utilizzata da professionisti sanitari qualificati di tutto il mondo con risultati eccellenti.

“Usata da sola o in concomitanza con altri trattamenti, l’auricoloterapia spesso risulta efficace dove altre metodiche falliscono”, afferma il dottore.

Com’è nata questa tecnica?

L’auricoloterapia affonda le sue radici nella medicina tradizionale cinese. Esattamente come l’agopuntura agisce su determinati punti del corpo per trattamenti medici, “l’auricoloterapia individua sull’orecchio esterno i punti da stimolare a scopo terapeutico”, riferisce.

E prosegue: “Negli anni Cinquanta del ventesimo secolo, grazie al dottor Paul Nogier di Lione, la Francia si è approcciata in maniera più approfondita alla medicina cinese. Egli ha dimostrato che il padiglione auricolare, in realtà, contiene in sé una micro rappresentazione dettagliata dell’organismo umano, i cui organi e funzioni possono essere valutati e trattati mediante la stimolazione di specifici punti dell’orecchio stesso”.

Da allora questa teoria è stata oggetto di numerosi studi scientifici e, oggigiorno, è alla base sia dei sistemi cinesi sia di quelli europei.

Quali sono i campi di applicazione dell’auricoloterapia?

La terapia auricolare viene impiegata ampiamente per monitorare il dolore, ogni tipo di dipendenza (in particolare, da fumo, cibo, alcol), disturbi fisici, emotivi e una serie di altri problemi.

“Medici, chiropratici, agopuntori, naturopati, dentisti, così come i non addetti ai lavori sono testimoni ogni giorno degli eccellenti risultati di questo trattamento che, però, deve avere un’applicazione corretta. Infatti, va tenuto presente che tutte le orecchie sono leggermente diverse e, di conseguenza, le posizioni mostrate sulla mappa sono approssimative e dovrebbero essere verificate mediante palpazione o test elettronici. Inoltre, bisogna considerare che la posizione esatta dei punti auricolari può spostarsi leggermente da un giorno all’altro nello stesso paziente”, avverte il dottor Ferrarini.

Quali sono i punti da trattare?

Le mappe mostrano insiemi di punti che potrebbero essere applicabili alla condizione del paziente. “L’approccio più efficace consiste nel trattare solo i punti attivi su qualsiasi mappa data, che sono facilmente individuabili perché risultano solitamente più teneri alla pressione oppure vengono rilevati mediante test di resistenza elettrica”, specifica l’esperto.