La menopausa rappresenta uno dei momenti della vita che più preoccupano una donna, un momento che spesso viene visto come un traguardo e vissuto come ‘la fine’ di un percorso. Tuttavia, se è vero che con la menopausa termina quella ciclicità che caratterizza l’essere femminile e la possibilità di fare figli, è vero anche che oggi la donna vive almeno un terzo della propria vita in questa fase.

Non solo, a 50 anni, età media in cui si entra fisiologicamente in menopausa, una donna è ancora attiva sul piano sociale, familiare e sessuale. È normale quindi che voglia vedersi ancora bella, sentirsi nel pieno delle sue energie e soprattutto mantenersi in salute… una donna a 50 anni ha ancora molte cose da fare!

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Barbara Bianchini specialista di Humanitas Medical care.

A conti fatti, la menopausa non dovrebbe più essere vista come la “fine”ma piuttosto come “l’inizio” di una nuova fase della vita.

A causare fastidi e problemi in questa fase di cambiamento sono alcuni sintomi che possono alterare la qualità della vita e che vengono raggruppati in quella che si definisce la “sindrome climaterica”. Come ogni donna è unica e diversa dall’altra, così pure la sindrome climaterica si manifesta in maniera estremamente variabile.

La menopausa: quando inizia, come si presenta e i sintomi

Con il termine “menopausa” si intende l’ultima mestruazione, fenomeno dovuto all’esaurimento delle ovuli presenti nell’ovaio e alla concomitante riduzione nella produzione ormonale di estrogeni.

In genere si considera una donna in menopausa dopo almeno un anno di assenza del ciclo mestruale. Si definisce invece “premenopausa” il periodo di 3-5 anni che precede l’ultima mestruazione, in cui si fanno evidenti i segni delle prime alterazioni ormonali.

Già antichi testi della medicina cinese facevano riferimento a questi cambiamenti nella vita di una donna, a partire da “6 volte 7 anni”, cioè proprio intorno ai 42 anni di età.

È circa a questa età infatti che le variazioni degli ormoni si traducono in irregolarità del ciclo mestruale, che  tende ad accorciarsi, a variare in quantità, a “farsi sentire”. Alcune donne avvertono maggiormente il periodo mestruale, altre quello ovulatorio o presentano una sindrome premestruale più accentuata, riportando alterazioni dell’umore o alterazioni del sonno più evidenti in queste fasi del ciclo.

Alle irregolarità del ciclo si possono associare altri sintomi caratteristici di questa delicata fase di passaggio, come dolori articolari diffusi (artralgie), una maggior stanchezza (astenia), e disturbi della termoregolazione.

Le “vampate di calore” rappresentano senz’altro il sintomo più frequente e disturbante e sono caratterizzate da una sensazione di calore seguita da sudorazione profusa, accompagnata spesso da palpitazioni e tachicardia. Si possono manifestare sia di giorno che di notte, alterando la qualità della vita quando non sono sporadiche. 

Oggi si sa che la vampata non rappresenta solo un sintomo di menopausa, ma un fattore di rischio cardiovascolare, soprattutto quando si presenta in modo severo e inizia precocemente.

Con la premenopausa si verificano anche cambiamenti dell’assetto corporeo, perché il metabolismo rallenta, favorendo la tendenza ad aumentare di peso, e ad accumulare i depositi adiposi nella zona addomino-tronculare. Questa ridistribuzione del grasso corporeo sarà ovviamente accentuata in chi non fa attività fisica o ha una dieta non idonea. Lo stesso vale per  i parametri metabolici, come colesterolo e glicemia, che vanno monitorati in questa fase perché un loro aumento comporta un maggior rischio cardiovascolare. Con l’avvicinarsi alla menopausa va pertanto rivisto lo stile di vita, che rimane alla base di qualsiasi percorso terapeutico.

La secchezza vaginale e una progressiva atrofizzazione delle mucose sono sintomi più  tardivi che possono causare bruciore, prurito genitale fino a difficoltà nei rapporti sessuali, oltre a rendere più facile l’insorgenza di episodi di cistite. Questi fenomeni sono resi ancor più evidenti in caso di insufficiente idratazione o di mancata attenzione preventiva.

Il calo di estrogeni incide nel tempo su tutto l’organismo, ma alcuni organi, ne risentono maggiormente. La struttura scheletrica che ci sostiene ne è un esempio. In assenza di estrogeni l’osso diventa più fragile e in alcune donne può presentarsi un calo importante della densità ossea fino all’osteoporosi, condizione che aumenta il rischio di fratture ma che non dà sintomi premonitori particolarmente evidenti.

Il rischio oncologico, indipendente dalla menopausa, ma che va di pari passo con l’invecchiamento dell’organismo e con la progressiva esposizione all’inquinamento ambiente, presuppone inoltre la necessità di sottoporsi a controlli più mirati e ravvicinati, per riuscire a prevenire dove è possibile, o a diagnosticare precocemente, l’insorgenza di certi tumori.

Un percorso dedicato e personalizzato in Humanitas

Per la donna che si avvicina ai 50 anni, o per chi si avvicina anche prima alla delicata fase della menopausa, abbiamo ideato un percorso multidisciplinare, che preveda un inquadramento della donna dal punto di vista ginecologico come punto di partenza, ma che metta al centro salute e qualità della vita come obbiettivo finale, con lo scopo di farle vivere questa fase di cambiamento nel  migliore dei modi, con un percorso personalizzato a seconda delle necessità di ognuna.