All’inizio della primavera è normale sentirsi stanchi, senza forze, avere sonnolenza, sbalzi d’umore e mancanza di concentrazione. Questo succede perché il nostro organismo non ha avuto il tempo di prepararsi gradualmente al cambiamento di clima, alle giornate più lunghe, all’ora legale.

È il cosiddetto “mal di primavera” che, sebbene rappresenti un disturbo passeggero, tuttavia può peggiorare la qualità della vita e rendere difficoltoso lo svolgimento delle normali attività.

Ne abbiamo parlato con il dottor Maurizio Tommasini, responsabile di Medicina Generale ed Epatologia di Humanitas.

A che cosa è dovuta la sensazione di stanchezza che si avverte con il cambio di stagione?

Nella maggior parte dei casi questo fenomeno è dovuto alle mutazioni climatiche che influiscono sull’organismo.

“Le persone cosiddette ‘meteoropatiche’ risentono più di altre dei mutamenti climatici, dei repentini sbalzi di temperatura ai quali l’organismo si trova impreparato, e avvertono disturbi che spesso finiscono per interferire con le abitudini di vita e con il normale svolgimento delle attività quotidiane”, afferma il dottore.

Come può influire il cambiamento climatico sulle persone?

Il cambiamento stagionale può accentuare la tensione nervosa e influire sull’umore, sul sonno e sull’appetito di chi si trova già in una condizione di stress a causa di problemi personali o impegni professionali.

Inoltre, “per chi soffre abitualmente di insonnia, il passaggio dall’ora solare a quella legale può essere un ulteriore elemento di disturbo che lascia, durante il giorno, una sensazione di insufficiente riposo, accompagnata da stanchezza e debolezza”, spiega il dottore.

In genere, chi è soggetto ad allergie tipicamente primaverili o ha carenze nutrizionali (in particolare vitamine e sali minerali) a causa di una dieta poco equilibrata è più debilitato fisicamente e, quindi, più predisposto al “mal di stagione”.

Che cosa si può fare per combattere questa stanchezza?

“Non esistono farmaci specifici per combattere la stanchezza primaverile ma è molto diffusa la tendenza a ricorrere alle cosiddette cure ricostituenti, ossia a integratori a base di aminoacidi con l’aggiunta, in alcuni casi, di una o più vitamine e sali minerali o di altre sostanze (come creatina, carnitina, glutatione), oppure a preparati multivitaminici e multiminerali”, spiega l’esperto.

Nelle cure stagionali vengono spesso usati anche altri integratori polivalenti a base di prodotti naturali, come ginseng, eleuterococco, guaranà, pappa reale, polline d’api, propoli, miele, lecitina di soia, olio di germe di grano.

“È bene sapere, però, che anche queste sostanze possono causare effetti indesiderati; pertanto è meglio non abusarne e confrontarsi con il proprio medico curante”, conclude il dottor Tommasini.