Tosse che non passa: quando preoccuparsi?

La tosse è un sintomo piuttosto comune che affligge circa il 15% della popolazione. Può essere causata da un raffreddore, ma anche da patologie più serie. Per questo, se persistente, è necessario non sottovalutarla ed affidarsi ad uno specialista, per indagare la possibile origine e trattarla nel modo più adeguato.

Ne abbiamo parlato con il dottor Sebastian Ferri, pneumologo presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care De Angeli a Milano.

Cosa genera la tosse?

La tosse è un meccanismo rapido e vigoroso di difesa, un riflesso fisiologico a carico delle vie aeree che viene modulato dal sistema nervoso e che interessa tutto l’apparato respiratorio. Essa permette, fisiologicamente, di gestire le secrezioni bronchiali di rimuovere eventuali corpi estranei a carico delle vie aeree superiori, e di mantenere le vie aeree pulite. In presenza di un agente irritante o di uno stimolo fisico si genera uno spasmo dei muscoli respiratori violento e rapido. Si tratta quindi di un riflesso protettivo ma che in alcune circostanze costituisce un sintomo anche fastidioso e invalidante di una malattia sottostante, ovvero un campanello di allarme per patologie più serie.

Quali sono le cause della tosse?

Identificare una causa diretta di tosse non è sempre facile, in quanto essa rappresenta un comune sintomo aspecifico di numerose patologie e spesso intervengono numerosi processi che la generano e la sostengono. Per il medico la tosse può quindi rappresentare un enigma complesso e di non facile soluzione. Noi pneumologi ci confrontiamo quotidianamente con pazienti che riferiscono tosse, acuta o cronica, come sintomo principale che spesso inficia o invalida l’aspetto fisico e psicologico (nonché sociale) di un paziente.

In caso di tosse acuta è importante definire come e quando è iniziata la sintomatologia, per escludere eventuale processo infettivo sottostante o inalazione di corpo estraneo.

Nei casi di tosse cronica, invece, per definire la causa dobbiamo studiare attentamente il paziente, in maniera meticolosa, indagando prima le cause più comuni e successivamente cause più rare, senza tuttavia sottovalutare l’eventuale presenza di patologie gravi. Numerose sono le cause di tosse che possono essere sia a partenza polmonare come infezioni respiratorie, asma bronchiale, bronchite cronica (come la broncopneumopatia cronica ostruttiva – BPCO), e bronchiectasie, che da altri distretti, come disturbi a carico delle alte vie aeree o il reflusso gastroesofageo. Spesso la tosse può anche essere un effetto collaterale di una terapia farmacologica in atto, come ad esempio alcuni anti-ipertensivi (ACE inibitori).

Quando si presenta un paziente che lamenta tosse, il primo approccio è quello di escludere che sia affetto da patologie infettive o comuni con i dovuti accertamenti. Successivamente se questi hanno dato responso negativo o il paziente non ha risposto adeguatamente al trattamento, si approfondisce il quadro clinico indagando patologie più rare come interstiziopatie polmonari o alterazioni polmonari. Infine, nelle situazioni, rare, in cui la tosse non è spiegata da alterazioni organiche si può concludere per tosse idiopatica, cioè senza chiara spiegazione o somatica.

Quali sono le complicanze della tosse?

La tosse oltre che avere un impatto sull’aspetto psicologico e sociale di un paziente può anche avere complicanze fisiche che possono essere di entità variabile da lieve a severe in relazione anche alla durata del sintomo. Molte delle complicanze della tosse sono associate all’incremento della pressione a livello addominale, toracico e cranico che l’atto stesso del tossire determina. Complicanze lievi di tosse possono essere rappresentate da dolore (spesso a livello dei muscoli intercostali del torace), alterazioni dell’umore e della qualità del sonno (come depressione, stanchezza e insonnia) cefalea, reflusso gastroesofageo e vomito

Altre complicanze più gravi e rilevanti sono rappresentate dalle fratture costali, dal pneumotorace, comparsa di sincope, aritmie cardiache, incontinenza urinaria e sviluppo di ernie della parete addominale.

Quando viene definita tosse “cronica” e quando “acuta”?

La tosse viene definita cronica se dura oltre le 8 settimane, acuta se di durata inferiore. Se la tosse perdura nel tempo è importante rivolgersi ad uno specialista al fine di identificarne le cause per una migliore gestione terapeutica e per ridurne le complicanze.

Come avviene la visita con lo pneumologo?

“La valutazione iniziale si basa su un approfondito colloquio e raccolta dell’anamnesi fisiologica, patologica e farmacologica che deve essere integrata da un esame clinico ed esecuzione di una radiografia (RX) del torace, alla ricerca di segni e sintomi in grado di orientare l’iter diagnostico. Un iniziale esame spirometrico è in grado di offrire allo pneumologo numerose informazioni sullo stato di salute del polmone e permette di orientare il percorso diagnostico.

Durante il colloquio è importante definire i momenti in cui lo stimolo della tosse si manifesta più frequentemente (al mattino, dopo i pasti o la sera quando si è a letto) nonché il tipo di tosse, se secca – di tipo stizzoso o irritativo – o “grassa” con tosse produttiva.

A seconda delle informazioni che abbiamo ottenuto durante la visita e mediante l’esame RX e spirometrico, è possibile orientare l’iter diagnostico verso cause extrapolmonari o polmonari (soprattutto se si evidenziano alterazioni spirometriche o radiologiche). Nel primo caso, in considerazione della connessione anatomica, i distretti che devono essere valutati sono le vie aeree superiori (per escludere patologie come rinite allergica o rinosinusite cronica) e il tratto gastroesofageo (per escludere la malattia da reflusso gastro-esofageo – MRGE). 

Nel secondo caso è opportuno eseguire indagini funzionali o radiologiche di secondo livello come una spirometria globale, la diffusione alveolo-capillare del CO (DLCO), un test di broncodilatazione per escludere eventuale asma bronchiale o una TAC Torace per escludere la presenza di alterazioni polmonari come fibrosi polmonare, neoplasie o infezioni (batteriche, da micobatteri, virali o fungine).

Se tutto dovesse risultare negativo si approfondisce con esami di secondo livello come TAC torace ad alta risoluzione, la fibrobroncoscopia, polisonnografia e l’ecocardiogramma”.

Come si può curare la tosse cronica?

Il rimedio migliore in caso di tosse dipende dalla sua causa. ​È possibile assumere farmaci che possano aiutare a ridurre il fastidio della tosse (come mucolitici) se grassa e produttiva, o sedativi della tosse se secca e stizzosa, tuttavia questi farmaci trattano il fastidio ma non risolvono la causa che l’ha innescata, e spesso lo stimolo della tosse rimane. Una volta che tale causa (o più cause concomitanti) è stata identificata, è possibile eseguire una terapia medica personalizzata, in grado di risolvere la tosse o quantomeno ridurne l’impatto sulla qualità della vita. 

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