Vertigine posizionale, attenzione a non sottovalutare i segnali

Il 20% di tutte le visite otorinolaringoiatriche sono dovute a vertigine e la vertigine posizionale (VVPB) è la più comune tra queste.

La vertigine posizionale è un disturbo che causa brevi episodi di vertigine e si verifica quando gli otoliti fuoriescono dalla loro sede. Statisticamente i più colpiti sono i pazienti cinetosici, per una fragilità congenita del labirinto, i pazienti che hanno subito traumi e gli anziani per una fragilità acquisita.

Ne abbiamo parlato con il dott. Giacomo Lepore, otorinolaringoiatra presso l’ambulatorio Humanitas Medical Care Milano Domodossola.

Che cos’è la vertigine posizionale?

È un disturbo del sistema vestibolare dell’orecchio interno: in seguito a movimenti che fanno parte della nostra vita quotidiana (assumere il decubito laterale nel letto, alzarsi dal letto, alzare lo sguardo verso l’alto, abbassarsi per raccogliere un oggetto), si può verificare il distacco degli otoliti  che producendo uno spostamento di liquidi dà una sensazione di movimento rotatorio dell’ambiente circostante.

Gli organi vestibolari si trovano dentro la parte più interna dell’orecchio e sono composti da utricolo, sacculo e tre canali semicircolari (anteriore, posteriore e orizzontale), e insieme, forniscono al cervello le informazioni sulla nostra posizione nello spazio.

Gli otoliti sono piccolissimi cristalli di calcio che ci permettono di percepire il movimento.

Quali sono i sintomi della vertigine posizionale?

La sintomatologia vertiginosa è solitamente di breve durata, da pochi secondi a un minuto e può essere accompagnata da nausea e vomito. Altri segnali possono includere:

–    Perdita di equilibrio o instabilità

–    Sensazione che tutto l’ambiente stia girando

–    Stordimento

–    Cadute

Quali sono i movimenti che possono provocare vertigini?

Alcune posizioni e movimenti della testa possono peggiorare i sintomi, come:

–    Girare la testa

–    Rimanere sdraiati su un lato del corpo

–    Piegare la testa in avanti o  all’indietro

–    girarsi nel letto

Quali sono le cause della vertigine posizionale?

La vertigine posizionale è idiopatica nella maggior parte di casi, ma può essere preceduta da un trauma cranico passato, derivare da problemi con il sistema vestibolare (come conseguenza di un danno causato da  un disturbo all’orecchio interno o dall’invecchiamento), o da altre condizioni quale un ictus o l’ipoacusia improvvisa.

Quando è necessario consultare lo specialista?

Al paziente viene consigliato di sottoporsi ad una visita specialistica al comparire dei sintomi.

Come viene diagnosticata e trattata la vertigine posizionale?

La diagnosi è clinica e si basa sul racconto del paziente; lo specialista otorinolaringoiatra agisce con una manovra da svolgersi in ambulatorio che riposiziona gli otoliti nella propria sede.

Verranno quindi suggeriti degli accorgimenti da osservare fino alla visita di controllo in cui si verificherà l’avvenuta guarigione o la necessità di ripetere la manovra di riposizionamento.

È quindi opportuno rimarcare quanto sia importante l’anamnesi del paziente e la sua descrizione dei sintomi, per porre, senza dispendio di tempo e di esami strumentali non necessari, la diagnosi e ottenere rapidamente la risoluzione del problema.

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