La disfagia è la difficoltà a deglutire. Può comparire con i cibi solidi, con i liquidi o con entrambi. Non è una malattia in sé, ma un sintomo che può dipendere da problemi diversi, alcuni lievi, altri più importanti. Per questo non va ignorata.
Ne parliamo con il dottor Antonio Capogreco, gastroenterologo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano e Humanitas Medical Care.
Disfagia: quali sono le sue manifestazioni?
Chi ha disfagia può riferire uno o più di questi disturbi:
- sensazione che il cibo si fermi in gola o nel petto
- tosse o soffocamento mentre mangia o beve
- rigurgito del cibo
- voce “gorgogliante” o umida dopo aver deglutito
- difficoltà a mandare giù alcuni alimenti
- dolore durante la deglutizione
- perdita di peso involontaria.
In alcuni casi il problema è graduale. In altri compare in modo più evidente e rende difficile anche bere.
Perché la disfagia non va sottovalutata?
La disfagia può essere il segnale di condizioni molto diverse. Tra le cause più frequenti ci sono:
- reflusso gastroesofageo con infiammazione o restringimento dell’esofago
- esofagite eosinofila
- acalasia e altri disturbi della motilità esofagea
- problemi neurologici, come ictus o malattie neurologiche
- restringimenti benigni dell’esofago
- più raramente, tumori dell’esofago o di altre sedi vicine.
Se trascurata, la disfagia può causare problemi come:
- ingresso di cibo o liquidi nelle vie respiratorie (aspirazione)
- infezioni respiratorie o polmonite
- disidratazione
- scarso apporto nutrizionale
- perdita di peso.
Quando serve una valutazione rapida in caso di disfagia?
È importante rivolgersi rapidamente a un medico se compaiono:
- difficoltà persistente a deglutire
- tosse o soffocamento durante i pasti
- sensazione di cibo bloccato dopo aver mangiato
- voce gorgogliante dopo aver bevuto o mangiato
- episodi ripetuti di infezioni respiratorie
- perdita di peso non intenzionale
- dolore nel deglutire.
Serve invece un aiuto urgente se:
- non si riesce a deglutire nemmeno la saliva
- si ha la sensazione di un blocco completo
- compare difficoltà respiratoria per cibo bloccato.
Come si arriva alla diagnosi di disfagia?
La valutazione parte dalla storia clinica e dalla descrizione precisa del sintomo.
Bisogna prima di tutto capire se il problema è iniziato con i solidi, se coinvolge anche i liquidi, se è intermittente o progressivo.
Gli esami che possono essere utilizzati includono:
- gastroscopia, per valutare l’esofago, identificare restringimenti o lesioni ed eseguire biopsie quando servono
- radiografia con contrasto o pasto baritato, utile per studiare il passaggio del bolo
- manometria esofagea, per valutare i disturbi della motilità
- valutazione della deglutizione e, in casi selezionati, videofluoroscopia, soprattutto quando il problema sembra localizzato alla bocca o alla gola.
Come trattare la disfagia?
Il trattamento della disfagia cambia in base alla causa.
Può prevedere:
- terapia per il reflusso
- modifiche temporanee della consistenza di cibi e bevande
- riabilitazione della deglutizione con specialisti dedicati
- dilatazione endoscopica se c’è un restringimento
- trattamenti specifici per acalasia o altri disturbi motori
- terapie oncologiche o chirurgiche quando è presente una neoplasia.