Cosa prendere per l’influenza intestinale?

Vomito, nausea, brividi, dolore allo stomaco e diarrea. I sintomi dell’influenza intestinale possono essere molti e fastidiosi. Cosa si può fare per attenuarli, quando invece, è il caso di rivolgersi a uno specialista?

Ne parliamo con il dottor Marco Dal Fante, gastroenterologo presso Humanitas San Pio X e presso Humanitas Medical Care.

Che cos’è l’influenza intestinale?

L’influenza intestinale è una gastroenterite di origine virale che si manifesta con:

L’influenza intestinale non è legata al virus dell’influenza stagionale, ma ad altri virus come norovirus, adenovirus e rotavirus. La trasmissione di questi virus avviene con diverse modalità, come:

  • contatto diretto con oggetti contaminati (posate, piatti)
  • ingestione di cibi o di acqua contaminata.

Come alleviare i sintomi dell’influenza intestinale?

È importante evitare gli antidiarroici perché agiscono “paralizzando” l’intestino, che perde la funzionalità contrattile e quindi la peristalsi, ovvero la capacità di far progredire verso il retto il contenuto intestinale. Se si assumono gli antidiarroici vengono trattenuti all’interno del tubo digerente sia le feci liquide sia i virus e questa situazione favorisce la replicazione delle particelle virali, che diventano molto più numerose.

Si raccomanda invece di bere molto e se necessario, di assumere farmaci di automedicazione per contrastare mal di testa, febbre e dolori come il paracetamolo, ma solo per massimo 5 giorni e non più di due volte al giorno.

Infine, è bene evitare l’assunzione di antibiotici, che non hanno effetto sulla replicazione dei virus.

Quanto dura l’influenza intestinale e cosa fare dopo?

L’influenza intestinale dovrebbe risolversi spontaneamente in 3-5 giorni, in caso contrario è fondamentale consultare il medico.

Dopo la remissione della fase diarroica, soprattutto se è durata più di 2 giorni e con molte scariche giornaliere, la composizione del microbiota intestinale sarà diversa. È utile quindi assumere dei probiotici, per ripristinarne rapidamente la composizione.

Influenza intestinale: servono esami per la diagnosi?

In base all’anamnesi, all’eventuale presenza di altre persone conviventi con gli stessi sintomi, all’età e alla presenza di altre patologie preesistenti, il medico deciderà se limitarsi a esami di laboratorio, come l’esame delle feci ed esami del sangue, o se servirsi di altri accertamenti strumentali.

Gli esami di laboratorio forniranno informazioni utili per escludere sovrapposizioni batteriche, quali salmonella e shigella, e consentiranno una corretta valutazione sia degli elettroliti presenti nel sangue, indispensabili per molte funzioni dell’organismo, tra cui il battito cardiaco e la trasmissione degli impulsi nervosi, oltre che dello stato nutrizionale del soggetto. Queste informazioni permettono allo specialista di scegliere le terapie più adeguate per una rapida e completa guarigione.

Ultimo aggiornamento: Giugno 2026
Data online: Giugno 2023

Dottor Marco Dal Fante
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