Le onde d’urto focalizzate sono onde acustiche di breve durata e di elevata pressione, in grado di produrre un’azione meccanica diretta sui tessuti in cui si propagano.

Perché sono utili le onde d’urto focalizzate?

Questo tipo di onde possiedono proprietà benefiche di tipo antinfiammatorio, antidolorifico e antigonfiore per tendini, legamenti e tessuti molli e vengono utilizzate per stimolare la rigenerazione ossea dopo una frattura e per la rigenerazione cutanea, accelerando il processo di guarigione di piaghe, ulcere e ferite di varia origine. In generale, generano nei tessuti una serie di reazioni biochimiche e cellulari con effetto terapeutico.

Di conseguenza, sono indicate per molte patologie ortopediche, sia acute sia croniche (patologie infiammatorie e degenerative dei tendini, epicondilite, epitrocleite, patologie del tendine rotuleo del ginocchio, patologie del tendine di Achille e fascite plantare).

In cosa consistono le onde d’urto focalizzate?

La terapia prevede che il paziente sia seduto/sdraiato su un lettino e costantemente controllato per poter modificare il livello di energia emessa anche in funzione della sua sensibilità. Le onde attraversano i tessuti, che subiscono una sorta di microidromassaggio in grado di innescare tutte le reazioni con effetto terapeutico. Questo di norma dovrebbe svolgersi per tre volte ogni settimana fino alla fine della terapia.

Esistono alternative terapeutiche?

Queste onde possono agire sinergicamente con altre terapie, di solito per accelerare i risultati di un intervento chirurgico, come alternativa all’intervento stesso oppure come soluzione per la cura dei postumi di un trauma.

È un trattamento rischioso?

Questa metodica è in generale sicura e non invasiva, è eseguita infatti in laboratorio da un medico con specifica competenza in materia ma, nonostante ciò, presenta diverse controindicazioni.

In particolare, si sconsiglia l’utilizzo del trattamento quando il campo focale è vicino a encefalo, midollo spinale o gonadi, quando si trova in una zona in cui sono presenti patologie tumorali o tromboflebiti, quando coinvolge organi cavi (per esempio, polmone o intestino), quando è vicino a cartilagini ancora in fase di accrescimento; quando il paziente è portatore di pacemaker o di altri tipi di elettrostimolatori, presenta malattie o alterazioni della coagulazione del sangue oppure è in gravidanza.

 

Disclaimer

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.