Radioterapia

La radioterapia di Humanitas dispone di 5 bunker dedicati e apparecchiature con una tecnologia in grado di ottenere la massima precisione e selettività riducendo gli effetti collaterali: una TAC con laser mobili per la simulazione virtuale, 5 acceleratori lineari con sistemi software di precisione per il posizionamento del paziente e l’erogazione della dose sincronizzata al suo respiro e il sistema RapidArc che consente di ridurre al minimo i tempi della seduta di radioterapia.

Humanitas Cancer Center si avvale di TrueBeam, rivoluzionario acceleratore lineare che permette di erogare dosi molto elevate e mirate in pochi secondi. Questo strumento rende possibili trattamenti che finora non è stato possibile effettuare, curando un numero sempre maggiore di tumori: rappresenta una nuova possibilità di cura per i pazienti con metastasi addominali, tumori inoperabili a fegato, pancreas e polmoni.

Inoltre, il centro si avvale di un nuovo acceleratore lineare di ultima generazione che consente di trattare con precisione sub-millimetrica i tumori cerebrali. Il posizionamento ottimale del paziente è garantito da un innovativo sistema di monitoraggio a infrarossi e da un lettino robotizzato in grado di muoversi in 6 dimensioni.

Ecco le risposte ad alcune delle domande più frequenti.

Quali tumori è possibile trattare con questa nuova tecnologia?

Potenzialmente, è possibile trattare qualsiasi tumore che possa trarre beneficio da una terapia locale. La nuova apparecchiatura viene attualmente utilizzata per il trattamento di tutti i tumori del distretto testa-collo, per i carcinomi prostatici e per i cordomi, oltre che per la reirradiazione dei pazienti che sono già stati sottoposti a trattamenti radioterapici; grazie all’estrema precisione del nuovo acceleratore, che consente margini di errore inferiori al millimetro, è infatti possibile effettuare un secondo trattamento nella stessa sede, senza danneggiare i tessuti sani circostanti.

È possibile anche trattare pazienti metastatici?

Sì, gli studi clinici hanno dimostrato come le metastasi, anche quelle cerebrali, rispondano bene al trattamento radiochirurgico. In questo modo è possibile raggiungere lesioni non operabili perché irraggiungibili o in zone troppo rischiose in cui intervenire.

Qual è la differenza fra Novalis Radiosurgery Program e gli altri acceleratori lineari?

Il sistema Novalis Radiosurgery Program abbina l’acceleratore TrueBeam STX, che consente di trattare le lesioni con estrema precisione e di modulare l’intensità del raggio, con il sistema di posizionamento ExacTrac, che effettua un continuo monitoraggio ad infrarossi del paziente, adattandone la posizione in base al movimento interno degli organi, dovuto alla respirazione e al diverso posizionamento degli stessi, che solitamente ha cause fisiologiche. Questa tecnologia, insieme al sistema di imaging ad altissima risoluzione in tempo reale, consente di effettuare la radioterapia con il massimo livello tecnologico esistente nel mondo.

Al termine della seduta, il paziente è radioattivo ed è necessario il ricovero in ospedale?

No; la radioterapia è una tecnica non invasiva e non dolorosa, provoca effetti collaterali minimi e si effettua in regime ambulatoriale. Il paziente non è mai radioattivo o pericoloso per le altre persone e può continuare tranquillamente la sua normale vita familiare e lavorativa.

Perché si effettua la radiochirurgia? È una alternativa agli altri trattamenti o viene prescritta in aggiunta a questi?

Normalmente la radioterapia viene prescritta come trattamento sinergico rispetto a un intervento chirurgico o alla chemioterapia; in alcuni casi, come per esempio nel carcinoma della prostata, è possibile adottarla come alternativa all’intervento chirurgico, con invasività inferiore e risultati simili. In altri casi, invece, viene effettuata quando non sarebbe possibile trattare la lesione chirurgicamente o, per qualsiasi motivo, sarebbe molto rischioso.

Cosa significa ipofrazionamento?

Nella radioterapia, l’ipofrazionamento consiste nell’erogare la medesima quantità di radiazioni ionizzanti in un numero inferiore di sedute (frazioni). Questa modalità, possibile grazie al meccanismo di modulazione di intensità integrato negli acceleratori lineari all’avanguardia, consente di trattare la patologia in modo più veloce, riducendo la possibilità di evoluzione ed aumentando l’efficacia del trattamento, oltre a costituire un beneficio logistico per i pazienti.

In che senso si parla di radiochirurgia? Che differenza c’è con la normale radioterapia?

Si parla di radiochirurgia in quanto, per alcuni pazienti, è possibile ottenere risultati simili (o addirittura superiori) a quelli che si otterrebbero con un’operazione chirurgica, mediante semplice irradiazione del tessuto neoplastico. Questo è un grande passo avanti per tutti i pazienti per i quali l’intervento chirurgico non è possibile o è fortemente sconsigliato.

 

Disclaimer

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.