Balbuzie

Durante la fonazione – cioè la produzione di suoni attraverso l’utilizzo delle corde vocali – si verifica un coinvolgimento notevole dell’apparato respiratorio, dal momento che mentre si parla viene mantenuta la fase respiratoria prolungandola a sufficienza allo scopo di tenere aperte le corde vocali.

La persona affetta da balbuzie soffre di un’alterazione di questo meccanismo: nel paziente disfluente gli stati emotivi, collegati a difficoltà di natura fisiologica, provocano una condizione di dispnea (mancanza di fiato) e di chiusura prematura delle corde vocali, situazioni che rendono di fatto difficile, se non impossibile, la fonazione. 

Che cos’è la balbuzie?

La balbuzie è un disturbo del linguaggio che riguarda l’apparato fonatorio e interessa in particolare i bambini. Si tratta di una disfluenza guaribile che è quindi presente nei soli adulti che non sono stati curati in età infantile.

Si può parlare di balbuzie a partire dai 6 anni di età. Dai 3 a i 6 anni è comunque possibile intervenire dal punto di vista preventivo perché fin dai 2 anni il bambino può cominciare ad avere una struttura completa della frase.

Quali sono le cause della balbuzie?

La balbuzie ha cause di natura fisiologica, che corrispondono all’alterazione della respirazione, che si affiancano a cause di natura psicologica, generate in genere da un’ansia particolarmente intensa, dalla disistima che riguarda il paziente o da una sua aggressività repressa.

Quali sono i sintomi della balbuzie?

La balbuzie si può presentare sotto varie forme:

  • balbuzie tonica, in cui si verificano contrazioni della muscolatura che costringono la persona a esprimere evidenti vocalizzi nel tentativo di esprimere le parole
  • balbuzie cronica, che induce una ripetizione di sillabe, parole o anche intere frasi
  • balbuzie mista, che si presenta con i sintomi di entrambe le forme, tonica e cronica.

Come si può diagnosticare la balbuzie?

La balbuzie si mostra in modo esplicito ed è facilmente riscontrabile nell’ambito di un colloquio diagnostico sostenuto con uno specialista specifico di balbuzie, che ha il compito di confermare che si tratti di balbuzie e di escludere che si sia in presenza di un’altra patologia.

Una volta riscontrata la balbuzie, il primo esame consigliato è quello audiometrico, che permette di verificare se il paziente soffre di difficoltà di udito. Molto spesso, infatti, lo sviluppo del linguaggio è condizionato negativamente dal fatto di non sentirci bene.

Come si può curare la balbuzie?

La balbuzie viene curata con approccio di tipo integrato, intervenendo da un lato sull’aspetto della fragilità emotiva del paziente e dall’altro da aspetti più fisiologici legati all’apparato respiratorio.

La persona balbuziente non è affetta, infatti, da alcuna problematica di tipo neurologico: non ha difficoltà nella ricerca o nella scelta delle parole, ha un’incertezza che riguarda la sua comunicazione verbale verso l’esterno.

Una volta affrontato l’ambito psicologico e cognitivo, lo specialista si concentra sull’aspetto fisico, aiutando il paziente a regolare la sua respirazione. È importante, infatti, che la respirazione sia il più armonica possibile, risultato che può essere ottenuto attraverso l’esecuzione di esercizi specifici, che seguono un percorso studiato e predisposto per fornire alla persona con balbuzie una respirazione, appunto, fluida.

Il percorso di guarigione ha una durata media di circa 6 mesi e prevede un incontro a settimana, con esercizi e step che si affinano e aumentano di intensità a seconda delle difficoltà da affrontare.

Avvertenza

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.