Artrosi del ginocchio: dalle cure conservative e all’intervento chirurgico

L’artrosi del ginocchio, detta anche gonartrosi, è una patologia che provoca una progressiva usura della cartilagine, il tessuto che grazie alle sue proprietà biologiche protegge le nostre articolazioni e ne riduce l’attrito.

Ne parla il dottor Tommaso Bonanzinga, chirurgo ortopedico e specialista in chirurgia protesica e ricostruzione biologica articolare in Humanitas e Humanitas Medical Care Monza, poliambulatorio di prossima apertura.

I sintomi

Tra i sintomi più diffusi di questa malattia invalidante vi sono dolore, rigidità e gonfiore articolare, fastidi che impattano molto negativamente sulla qualità della vita di chi ne soffre.

Le terapie su misura del paziente: da quelle conservative all’intervento chirurgico

“Lo stadio dell’artrosi, così come le richieste funzionali del paziente, sono variabili che guidano lo specialista verso la scelta della terapia idonea, avendo oggi a disposizione diverse tipologie di trattamento – spiega il medico – infatti, non in tutti casi il trattamento è di tipo chirurgico”.

“In molti casi infatti è sufficiente un approccio di tipo conservativo, ad esempio con infiltrazioni intra-articolari con acido ialuronico oppure con soluzioni più innovative con fattori di crescita e cellule staminali – prosegue Bonanzinga -. In altri casi, invece, la chirurgia è l’unica soluzione possibile”.

“È fondamentale quindi avere un quadro completo e una diagnosi approfondita del paziente, per poter ottenere un risultato ottimale”, ha sottolineato.

Quando è necessario l’intervento chirurgico

“La chirurgia di sostituzione protesica è indicata, come primo approccio, nei casi più gravi in cui è già presente una deformità articolare, oppure anche in situazioni meno gravi ma in cui le terapie conservative non hanno funzionato”.

“Per una buona riuscita dell’intervento, è fondamentale una buona informazione e conoscenza del decorso intra e post operatorio: la sostituzione protesica del ginocchio, infatti – avverte il medico – è potenzialmente un intervento doloroso e il paziente ne deve essere informato correttamente”.

Il decorso post-operatorio per un recupero veloce e sicuro

“Al giorno d’oggi esistono diverse soluzioni farmacologiche, e non solo, per controllare il dolore e permettere al paziente di superare il decorso post operatorio più serenamente – rassicura Bonanzinga -. Esistono ormai dei protocolli antidolorifici che vengono prescritti qualche settimana prima dell’intervento chirurgico e che proseguono anche in seguito allo stesso”.

“Gestire il dolore permette una mobilizzazione precoce, una fisioterapia piu efficace e dimissioni anticipate: tutti fattori fondamentali per una buona riuscita dell’intervento chirurgico”.

Fondamentali l’aiuto del fisioterapista e la telemedicina per un buon recupero

Per raggiungere buoni risultati dopo l’intervento chirurgico è molto importante seguire il corretto protocollo riabilitativo e fisioterapico, permesso anche da un buon controllo del dolore e “avere un buon centro fisioterapico o un buon fisioterapista è uno degli aspetti fondamentali – aggiunge il chirurgo ortopedico -. Inoltre, la possibilità di poter contattare il proprio chirurgo di riferimento tramite la telemedicina, ovvero direttamente da casa senza dover andare in strutture ospedaliere, è uno dei punti chiave su cui si stanno concentrando i nostri sforzi”.

“La chirurgia – conclude Bonanzinga – è solo il primo step di un percorso più lungo in cui il paziente deve essere messo nelle condizioni adeguate e ottimali per poter seguire tutte le indicazioni del chirurgo di riferimento, che lo seguirà step by step fino alla fine del percorso”.

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