Bambini: farsi la pipì addosso può essere un sintomo di disfunzione vescico-intestinale

E’ una delle preoccupazioni di mamme e papà, il fatto che i loro bimbi già grandicelli continuino a farsi la pipì addosso. In molti casi, oltre a farsi la pipì addosso o a letto, i bimbi possono avere anche disturbi e infezioni delle vie urinarie, stipsi o non riescono a controllare l’emissione delle feci. Tutt’altro che un problema raro, soffrono di Disfunzione Vescico-Intestinale (così vengono chiamati oggi questi sintomi) circa il 40% dei bambini in età pediatrica e il 15-20% dei bambini in età scolare che si rivolgono al nefro-urologo per questi disturbi. Cosa fare? Ne parliamo con il dottor Giuseppe Masnata, nefrourologo pediatrico che riceve in Humanitas Medical Care Milano Murat.

Quali sono i sintomi di Disfunzione Vescico-Intestinale?

«Il termine Disfunzione Vescico-Intestinale si riferisce genericamente a una delle più comuni, ma allo stesso tempo sottostimate, condizioni riscontrate in età pediatrica – sottolinea l’esperto -. Urgenza a far pipì, incontinenza, ritenzione urinaria ed enuresi, ovvero farsi la pipì addosso, sono sintomi legati a problemi di svuotamento della ve­scica spesso associati a problemi di svuotamento dell’intestino con stip­si funzionale e/o incontinenza fecale. La frequenza delle evacuazioni nell’infanzia diminuisce da una media di 4 al giorno nella prima settimana di vita, a circa 2 al giorno all’età di 2 anni. La stipsi è caratterizzata da una ridotta frequenza settimanale delle evacuazioni, episodi di encopresi, cioè emissione involontaria di feci che può capitare a scuola, ad esempio, emissione dolorosa di feci dure, presenza di feci voluminose o caprine, ingombro fecale. La presenza di questi sintomi è un importante fatto­re di rischio per lo sviluppo delle infezioni delle vie urinarie nei bambini, anche in assenza di una patologia organica; inoltre, l’incontinenza fecale che è più comune tra i maschi rispetto alle femmine, ha un impatto significativo sulla qualità della vita, con conseguente perdita di au­tostima, isolamento sociale e tendenza alla depressione. Infine, se non corretta adeguatamente in età pediatrica, gli effetti della Disfunzione Vescico-Intestinale, predispongono a inconti­nenza e importanti malattie cronico-degenerative nell’adulto». 

Quali sono le cause?

«I fattori che aumentano il rischio di sviluppare disfunzione vescicale e intestinale, come dimostrato dai più recenti studi, sono di tipo genetico e ambientale – prosegue il dottor Masnata -. Infatti, i bambini con disturbi vescicali e intestinali, in molti casi, sono figli di mamme che soffrono di disturbi delle vie urinarie o di stipsi. Tuttavia, a dimostrazione del fatto che i bambini, insieme alla genetica, acquisiscono anche le abitudini che imparano in famiglia, cattive abitudini dietetiche (alimentazione povera di fibre e acqua) e vita sedentaria (nume­ro di ore spese davanti alla TV e al computer) aumentano il rischio di sviluppa­re una costipazione funzionale cronica. Inoltre, alcune problematiche psico-sociali (separazione dei genitori, insieme alla dieta, storia di infezioni e composizione del microbiota giocano un ruolo importante nella comparsa dei disturbi funzionali di vescica e intestino. In altri casi, la costipazione è causata dalla tendenza del bambino a trattenere le feci per una indisponibilità dei servizi igienici o perché impegnato nel gioco».

Cosa fare?

«Se da una parte l’incontinenza urinaria e fecale in età scolastica è motivo di preoccupazione per i genitori e gli insegnanti, dall’altra la stipsi è invece sottovalutata e spesso non riferita al pediatra a meno che l’evacuazione non sia dolorosa – continua il dottor Giuseppe Masnata -. Pertanto, il consiglio è di osservare le abitudini e i disturbi del bambino e riferirli sempre al pediatra che potrà indirizzare i genitori allo specialista di nefro-urologia pediatrica per le valutazioni necessarie. Da sottolineare il fatto che i bambini non sono piccoli adulti, e lo specialista di nefro-urologia pediatrica è il medico a cui rivolgersi per effettuare la valutazione e gli esami per riconoscere la Disfunzione Vescico-Intestinale e curarla. 

In genere, la terapia si basa principalmente sulla rieduca­zione minzionale, associata ad una terapia mirata per la stipsi, secondo le indicazioni del pediatra, tra cui stabilire i tempi per la minzione (ogni 2 ore), favorire un’adeguata idratazione (circa 6 bicchieri d’acqua al giorno per i bambini in età scolare), una dieta bilanciata prediligendo cibi ricchi di fibre, frutta e verdura, e spesso anche ​​l’uso di prebiotici e probiotici». 

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Nefrologia e Chirurgia Pediatrica
Dr. Giuseppe Masnata

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Milano Murat
Via Gioacchino Murat, 13, 20159 Milano, MI, Italia
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