Il glaucoma è una malattia degenerativa caratterizzata da un danno al nervo ottico. E’una malattia ancora ad alto impatto sociale, essendo la seconda causa di cecità irreversibile nel mondo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità soffrono di questa patologia oltre 66 milioni di persone. In Italia sono più di 800.000 le persone che ne soffrono.

Ne abbiamo parlato con il dottor Fabrizio Camesasca, oculista di Humanitas Medical Care Milano Domodossola.

I danni al nervo ottico

Il nervo ottico è il “cavo elettrico” che trasporta le immagini dall’occhio al cervello. Quando l’occhio è affetto da glaucoma la pressione interna aumenta, riducendo il flusso del sangue intraoculare, danneggiando così il nervo e causando una progressiva riduzione del campo visivo e della visione.

“E’ proprio il calo della vista a fare percepire al paziente che ha un problema: il glaucoma, infatti, non si associa a nessun sintomo particolare e il paziente si rende conto dei difetti del proprio campo visivo quando la malattia è già in fase avanzata”, ha spiegato l’oculista. “Ecco perché è molto difficile la diagnosi precoce della malattia, che sarebbe peraltro facilmente diagnosticabile con specifici esami strumentali”. 

A quali accertamenti è bene sottoporsi ?

Oggi sono disponibili test di screening e monitoraggio nel tempo che consentono sia la valutazione del paziente a rischio di sviluppare glaucoma, che il monitoraggio dei soggetti con diagnosi certa di malattia. 

Tra questi ci sono:

  1. Tonometria oculare: misurazione della pressione intraoculare, eseguita di routine durante la visita oculistica completa. Tanto più la pressione è alta, tanto più elevato è il rischio di glaucoma.
  2. Curva Tonometrica: misurazione della pressione intraoculare, ripetuta durante la giornata, per valutare variazioni circadiane della pressione intraoculare.
  3. OCT del segmento anteriore: esame che consente di analizzare mediante una luce la forma di tutte le strutture che costituiscono la porzione anteriore dell’occhio (cornea, camera anteriore, iride, cristallino, angolo irido-corneale). 
  4. OCT del segmento posteriore: esame che consente la valutazione dello spessore delle fibre nervose che costituiscono il nervo ottico. Può anche essere misurato lo spessore dello strato delle cellule ganglionari della retina, le prime ad alterarsi in caso di glaucoma. Molto spesso, grazie all’OCT è possibile anche riconoscere precocemente danni del nervo ottico, prima ancora che compaiano difetti del campo visivo.
  1. Pachimetria corneale: esame che permette di misurare lo spessore della cornea.
  2. Campo Visivo Computerizzato: esame che esplora la percezione di una luce nel campo visivo di ogni occhio ed esplora il funzionamento del nervo ottico. Consente anche di identificare la presenza di danni precoci o il progredire di danni più avanzati.