La chirurgia bariatrica è uno degli step del trattamento di chi si soffre di obesità: dopo un cambiamento consapevole dello stile di vita, dopo eventuali trattamenti farmacologici, con il consulto del medico – spesso in équipe con endocrinologi, dietisti e psicologi – si può arrivare al momento dell’operazione chirurgica.

Come per ogni tipo di intervento chirurgico, l’operazione comporta un periodo di degenza variabile e una possibile serie di rischi e di complicanze che vengono valutati caso per caso con lo specialista.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Mara Andreoli, chirurgo in Humanitas e in Humanitas Medical Care di Varese e membro del team del Centro di Riferimento SICOB (Società Italiana Chirurgia della Obesità e Malattie Metaboliche), che si occupa della chirurgia per la cura dell’obesità ed utilizza – in base alle esigenze del paziente – i diversi interventi disponibili per questo trattamento tra cui sleeve gastrectomy, bypass gastrico, bendaggio gastrico, mini-bypass gastrico, diversione biliopancreatica, posizionamento di pallone endogastrico.

La prima visita: un incontro con gli specialisti

La prima visita è utile per valutare lo stato di salute del paziente e capire se effettivamente la terapia bariatrica sia la più idonea per lui.

Nel caso il paziente risulti candidabile a trattamento chirurgico, vengono predisposte ulteriori indagini (esami ematici e accertamenti radiologici o endoscopici) e visite necessarie (internistica, endocrinologica, cardiologica o pneumologica), oltre alle valutazioni dietetica e psicologica.

Nel caso in cui invece il paziente non fosse idoneo o non fosse necessaria la chirurgia bariatrica vengono illustrate invece eventuali alternative terapeutiche.

La visita di chirurgia bariatrica è un momento di conoscenza fra persone che hanno davanti un lungo percorso di collaborazione e tra i quali deve instaurarsi un rapporto di fiducia.

“L’approccio multidisciplinare di diversi specialisti è fondamentale per questo ultimo e importante passaggio del trattamento dell’obesità – ha spiegato la dottoressa – sia per far sì che il paziente arrivi all’intervento nelle migliori condizioni di salute e ridurre così il rischio operatorio, sia per prepararlo alle modifiche dello stile di vita che seguiranno. In particolare la valutazione psicologica è molto importante per escludere psicopatologie gravi e disturbi del comportamento alimentare che controindichino l’intervento e per testare la reale motivazione del paziente e la sua capacità di adattamento alle modificazioni successive”.

Ad oggi, la chirurgia – unita ad un buon stile di vita – rappresenta un approccio efficace per l’obesità grave: “oltre che sul calo ponderale (del peso corporeo) ha infatti buoni risultati anche nel portare al miglioramento o alla scomparsa di molte patologie associate come il diabete, l’ipertensione arteriosa, le apnee notturne, le artropatie, la steatosi epatica o il reflusso gastroesofageo”.

Come si svolge la visita

La valutazione di chirurgia bariatrica è strutturata in più fasi, proprio perchè il paziente incontrerà tutti gli specialisti che lo seguiranno nel percorso di cura.

Durante la prima visita vengono eseguite un’accurata anamnesi e valutazione della storia familiare e personale, visionando gli eventuali esami ematici o cardiologici già eseguiti dal paziente e la documentazione clinica riferita a precedenti ricoveri, interventi o malattie. Il paziente viene quindi sottoposto alla misurazione dei parametri antropometrici e valutazione clinica.

Fondamentale già dal primo appuntamento è il diario alimentare dei 7 giorni antecedenti alla visita, in cui il paziente scrive tutto quello che mangia e beve nei diversi momenti del giorno.

La scrittura del diario è importante ed è uno strumento molto utile agli specialisti, che consigliano infatti di scriverlo in forma precisa e non approssimativa perché “ci serve per conferire o meno l’idoneità alla chirurgia e per capire a quale intervento sia meglio indirizzare il paziente”.

Nel corso della prima visita verranno proposti i successivi accertamenti necessari e il paziente ritornerà dal chirurgo al termine del percorso per la decisione finale.

L’intervento

Gli interventi di chirurgia bariatrica sono di tante e diverse tipologie. Sarà l’équipe medica che indirizzerà il paziente verso la soluzione migliore per il suo stato di salute e le sue condizioni, illustrerà i rischi e i benefici dell’intervento proposto e la preparazione necessaria.

Tutti gli interventi (ad eccezione del posizionamento di pallone endo-gastrico) vengono eseguiti in anestesia generale e sono generalmente condotti con approccio laparoscopico (piccole incisioni cutanee attraverso le quali vengono introdotti gli strumenti).

La durata, ovviamente, cambia in base al tipo di intervento: generalmente i più rapidi sono il bendaggio gastrico e la sleeve gastrectomy, operazioni che abitualmente durano tra i 60 e i 90 minuti. Il bypass gastrico e la diversione biliopancreatica invece possono durare fino a 2-3 ore nei casi più difficili per costituzione del paziente o precedenti interventi. Al termine dell’operazione, esclusi eventuali complicazioni, i pazienti restano ricoverati in media due o tre notti.

Al momento della dimissione vengono prescritte le opportune terapie e controlli e fornite le indicazioni dietetiche per il periodo post-operatorio.

Eventuali rischi e controindicazioni della chirurgia bariatrica

I rischi di questo tipo di intervento sono gli stessi di altre operazioni di tipo addominale, lievemente aumentati dalla condizione di obesità grave. E’ molto importante per questi pazienti rivolgersi a centri specializzati, dove vengono eseguiti numerosi interventi all’anno e dove sono disponibili strumenti di accoglienza, reparti e tecnologie dedicati, in modo da ridurre il più possibile le complicanze.