I colliri non sono tutti uguali

In commercio esistono molti tipi di colliri, alcuni da banco, utilizzati per dare sollievo all’occhio in caso di disturbi non patologici (arrossamento, secchezza oculare ecc.), altri acquistabili con prescrizione medica, perché destinati alla cura di malattie oftalmiche (glaucoma, congiuntivite, cataratta) o per combattere le allergie.

I colliri, però, se utilizzati in modo improprio o eccessivo, possono diventare pericolosi per la salute dell’occhio; pertanto, è sempre bene chiedere consiglio all’oculista, che saprà indicare il collirio più adatto. Nella maggior parte dei casi, infatti, la semplice instillazione di lacrime artificiali può essere sufficiente per risolvere il problema.

Ne abbiamo parlato con il dottor Fabrizio Camesasca, Specialista in Humanitas Medical Care.

Che cosa contengono i colliri?

“I colliri, che devono possedere caratteristiche simili a quelle delle lacrime per non danneggiare l’occhio (in particolare cornea e congiuntiva), sono di diversi tipi e specifici per ciascun trattamento, poiché possono contenere farmaci e conservanti”, spiega il dottor Camesasca. E aggiunge: “Queste sostanze medicinali, che si depositano sulla superficie dell’occhio, in parte passano attraverso la cornea (che è relativamente permeabile) e raggiungono le strutture più interne dell’occhio; invece la parte rimanente dell’occhio (sclera) possiede una barriera che ne ostacola efficacemente l’ingresso”.

Un collirio contenente un farmaco va quindi instillato solo su prescrizione del medico, nei modi e per la durata opportuna, tenendo presente che esso ha una scadenza e non può essere riutilizzato a distanza di tempo una volta aperta la confezione.

Come vengono classificati i colliri?

A seconda del disturbo (transitorio o meno) o della patologia che interessa l’occhio, si distinguono i seguenti tipi di colliri:

  •        colliri per arrossamenti dovuti a situazioni atmosferiche o all’entrata nell’occhio di un corpo estraneo;
  •        colliri contro la secchezza oculare, arricchiti di sostanze che garantiscono la giusta umidità all’occhio;
  •        colliri antistaminici-decongestionanti, per la cura delle allergie stagionali;
  •        colliri antinfiammatori, contenenti principi attivi steroidei, indicati per casi di una certa gravità;
  •        colliri con principi attivi antibiotici, in caso di patologie oftalmiche di origine batterica o virale (per esempio, congiuntivite);
  •        colliri per la cura del glaucoma (alterazione della pressione all’interno dell’occhio);
  •        colliri per dilatare la pupilla principalmente per fini diagnostici.

Perché vengono consigliati i colliri monodose?

I colliri contengono conservanti che hanno lo scopo di diminuire la presenza dei batteri generata dal contatto tra il flacone e le mani, la superficie dell’occhio o delle palpebre e di stabilizzare nel tempo la soluzione acqua-farmaco. A volte, però, i conservanti possono provocare allergie. Per questi motivi e per il fatto che i flaconcini mal conservati (magari tenuti in borsa per mesi) si possono trasformare in un ricettacolo di batteri, si consiglia di utilizzare colliri monodose che consentono di mantenere la sterilità e di evitare l’utilizzo dei conservanti.

Perché è pericoloso abusare dei colliri?

“L’abuso di colliri che contengono sostanze vasocostrittrici, ossia che provocano un restringimento dei vasi sanguigni della congiuntiva, può rappresentare un fenomeno nocivo in quanto il sangue nell’occhio deve poter passare sempre liberamente.

“All’interruzione del trattamento”, aggiunge il dottore, “i vasi della superficie oculare si dilatano (fenomeno rebound), benché solo temporaneamente, l’occhio si arrossa e il paziente è portato a instillare nuovamente del collirio, innescando così un circolo vizioso e dannoso”.

Infine, i colliri antistaminici sono controindicati per chi soffre di ipertensione, diabete e ipertiroidismo.

Che cosa sono le lacrime artificiali?

“Si tratta di un tipo di collirio di soluzioni sterili contenenti sostanze viscose che tendono a trattenere l’acqua sulla superficie dell’occhio”, spiega il dottor Camesasca.

È raccomandato in molte situazioni:

  •        per dare sollievo agli occhi arrossati;
  •        per prevenire la secchezza oculare (per esempio in chi porta le lenti a contatto o nelle donne in menopausa);
  •        per la correzione della miopia dopo una congiuntivite o la chirurgia;
  •        in generale, per mantenere l’occhio in buona salute.

“La mancata o scarsa produzione di lacrime può portare nel tempo a gravi lesioni della cornea. Oltre a svolgere un effetto antibatterico, i colliri lubrificano la superficie oculare e aiutano a far fuoriuscire dall’occhio eventuali corpi estranei”, conclude il dottore.

 

 

 

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