Dolore all’anca: un campanello di allarme per l’artrosi?

In molti, almeno una volta nella vita, hanno sofferto del dolore all’anca, un’articolazione complessa di cui spesso ci si ricorda solo quando i primi dolori cominciano a comparire.

Di cosa può essere sintomo? È il caso di preoccuparsi? Ne parla il dottor Fabio Zerbinati, responsabile di Ortopedia di Humanitas Mater Domini e medico in Humanitas Medical Care.

Le cause del dolore all’anca: è un campanello di allarme per l’artrosi?

“La coxalgia – termine scientifico e medico con cui si indica il dolore all’anca – può comparire a ogni età, può essere un sintomo riflesso di affaticamenti muscolari, tendiniti, borsiti, osteocondriti, artriti, neoformazioni e, forse prima per importanza, di osteoartrosi”, spiega il medico. 

“L’artrosi è una patologia degenerativa che colpisce le superfici articolari a partire dal loro strato cartilagineo protettivo portando, nelle fasi più estreme, a dolori invalidanti e forte limitazione articolare”.

Quali sono i fattori di rischio dell’artrosi coxo-femorale?

L’artrosi all’anca può colpire “sin dalla vita giovane-adulta: al suo sviluppo sono associati fattori di rischio come sovrappeso o obesità, sport ad alto carico e alta intensità, dieta insalubre, povera di vitamine e sali minerali, la sedentarietà. È chiaro che l’incidenza aumenta con l’età”, chiarisce l’ortopedico.

Cosa fare quando si manifestano i primi dolori all’anca?

“Rivolgersi allo specialista ortopedico per una valutazione clinica approfondita e per essere correttamente guidati nell’iter diagnostico è molto importante, anche per poter programmare e decidere i trattamenti futuri: una buona visita e una radiografia dell’anca può chiarire la causa del dolore, altre volte si rendono necessari utleriori esami di approfondimento”.

Trattamenti 

Le cure e i trattamenti di questo dolore, avendo cause e origini diverse, devono essere personalizzate su ogni paziente: “artrosi avanzate farmacoresistenti possono essere efficacemente trattate con interventi di sostituzione protesica dell’articolazione nelle sue due componenti – spiega ancora il dottor Zerbinati esperto in chirurgia d’anca e ginocchio  -. L’intervento di sovente garantisce un immediato sollievo dal dolore e una rapida e completa ripresa funzionale. Tecniche innovative come la via anteriore mininvasiva garantiscono recuperi veloci e risultati sicuri”.

Ortopedia e Traumatologia
Dr. Fabio Zerbinati
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