In caso di influenza la migliore medicina è il riposo: esso permette all’organismo di risparmiare energie e di combattere più efficacemente il virus. Ma, per alleviare i fastidiosi disturbi dell’influenza (febbre alta, brividi, tosse, mal di gola, naso che cola, mal di testa, dolori muscolari, spossatezza e malessere generale) possono venire in aiuto i farmaci, tra i quali certamente il paracetamolo, anche se non esiste un parere unanime sulla sua efficacia.

A tale proposito, abbiamo chiesto chiarimenti al dottor Michele Ciccarelli, responsabile di Pneumologia in Humanitas.

 

Quali sono i farmaci per il trattamento dell’influenza?

Nonostante il parere contrastante di alcuni ricercatori, “il paracetamolo rientra certamente nella terapia canonica dell’influenza per il suo effetto antipiretico (per la febbre) ma anche antinfiammatorio”, afferma lo specialista. I farmaci utilizzabili in caso di influenza sono dunque quelli che possono venire in aiuto per alleviare i sintomi più fastidiosi: antipiretici per la febbre o analgesici per la cefalea e i dolori a muscoli e articolazioni. Per il naso chiuso o per la tosse si può ricorrere ai decongestionanti nasali (in spray o in gocce) o sistemici (ossia da prendere per bocca, come compresse, sciroppi ecc.).

 

Quando si deve ricorrere a farmaci antivirali?

I farmaci antivirali possono essere somministrati solo in caso di forme influenzali complicate, ovvero in sottogruppi di pazienti per i quali è aumentato il rischio di complicanze polmonari”, risponde l’esperto.

 

Quali sono, invece, i farmaci inefficaci per guarire dall’influenza?

Gli antibiotici non danno alcun beneficio in caso di infezione virale come l’influenza. Quindi, oltre a essere inefficaci ai fini della guarigione, questi farmaci sono anche, e soprattutto, potenzialmente dannosi, perché indeboliscono il sistema immunitario del paziente, riducendo la possibilità di eliminare il virus e, quindi, di guarire in fretta. “Il ricorso agli antibiotici, sempre dietro prescrizione medica, è ammesso solo nel caso di infezione batterica che può sopraggiungere dopo aver contratto l’influenza”, conclude il dottor Ciccarelli.