Quando gli ambienti troppo riscaldati sono un rischio per le vie aeree

Con l’inverno, molte persone sono solite riscaldare eccessivamente il proprio appartamento o il proprio ufficio. Spesso, però, con il calore artificiale, l’aria di casa e dei luoghi di lavoro rischia di diventare un problema per le vie aeree.

«Purtroppo, sia per errori di progettazione sia per i materiali utilizzati nella costruzione degli edifici, o ancora per le cattive abitudini legate al controllo dei riscaldamenti, la qualità dell’aria e la salute delle vie aeree possono subire conseguenze», spiega il dottor Michele Ciccarelli, pneumologo e responsabile dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Istituto Clinico Humanitas.

Calore eccessivo, aria troppo secca o troppo umida

Un conto è cercare il giusto tepore, un altro è passare molto tempo in ambienti dove l’aria è quasi rovente. Infatti, pur non essendo causa diretta di patologie, l’aria troppo calda e secca può diventare un problema per alcune persone già soggette a problemi respiratori. Ad esempio, in chi soffre d’asma l’aria eccessivamente calda finisce per modificare la natura della mucosa che ricopre le pareti bronchiali, procurando difficoltà respiratorie.

La temperatura in un ambiente chiuso non dovrebbe mai superare i 22 gradi e se l’aria è secca bisognerebbe utilizzare degli umidificatori.

Bisogna stare attenti però anche a non cadere nell’errore opposto: creare un ambiente interno troppo umido. «Purtroppo per via dell’esposizione, per infissi sempre più spessi e a prova d’aria o per una scarsa coibentazione degli edifici, oggi viviamo in ambienti umidi. Ci sono stanze della casa in cui il tasso d’umidità supera il 60-70% e questo favorisce la proliferazione di microrganismi, muffe e acari della polvere, agenti allergenici per i pazienti», spiega il dottor Ciccarelli. Per evitare questo rischio è consigliabile areare sempre bene le stanze con un continuo ricircolo d’aria e, se necessario, usare dei deumidificatori.

Impianti di condizionamento e riscaldamento a legna

In alcuni ambienti, come quelli di lavoro, il riscaldamento è assicurato da sistemi di condizionamento ad aria. «In questo caso, è bene garantire la manutenzione periodica delle macchine, cambiando i filtri ed evitando così che la colonizzazione di muffe e microrganismi diventi una fonte di contaminazione per tutto l’ambiente», precisa il dottore.

Neppure un tradizionale e naturale riscaldamento a legna o a pellet come un camino o una stufa è del tutto privo di rischi per la salute. La fuliggine prodotta dalla combustione, infatti, è un micro-inquinante ambientale con le stesse caratteristiche dello smog urbano e può diventare una fonte di irritazione per le mucose, particolarmente rischiosa per i pazienti già colpiti da malattie che interessano l’apparato respiratorio.

 

 

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