Sport sempre più praticato, il golf conta numerosi infortuni tanto tra i professionisti quanto tra i principianti e gli amatori. È sufficiente seguire poche semplici regole per continuare a giocare senza rischiare di farsi male; ne abbiamo parlato con il dott. Giorgio Pivato, Chirurgo della Mano in Humanitas Medical Care Arese, già operativo presso gli ambulatori di HMC Milano Domodossola, HMC Lainate e di HMC Rivoli.

Quali sono i rischi legati al golf?

I giocatori di golf, non solo amatoriali ma anche professionisti, spesso subiscono infortuni e possono soffrire di infiammazioni e dolori diffusi. Questi disturbi sono soprattutto legati all’esecuzione dello swing, un movimento particolarmente impegnativo che richiede il coordinamento di tutto il corpo per far sì che la palla abbia una velocità fino a 160km/h. Oltre che da questo movimento specifico, i rischi possono derivare da allenamenti troppo intensi o impatti accidentali con eventuali ostacoli. Le patologie più frequenti riguardano lesioni alle mani, ai polsi e ai gomiti: per esempio molti golfisti soffrono di tendiniti (Morbo di De Quervain, epitrocleite, epicondilite…), ma anche compressioni nervose come la sindrome del tunnel carpale non sono infrequenti.

Quali sono i consigli da seguire?

I buoni comportamenti da mettere in pratica partono dall’assunzione di una corretta postura in tutte le fasi del gioco, con particolare attenzione a quelle più pericolose. Da evitare assolutamente la rigidità del corpo, che rischierebbe di trasferire la potenza del lancio su una singola parte del corpo. Prima dell’allenamento è bene effettuare un riscaldamento muscolare adeguato, aumentando gradualmente l’intensità degli esercizi, mentre al termine dell’attività è necessario praticare dello stretching. Il mantenimento di una buona salute passa anche attraverso l’utilizzo di un equipaggiamento corretto: dalla mazza più adeguata, con impugnatura larga e comoda, all’uso costante dei guanti migliorando la presa. Non è da sottovalutare, in particolare per i principianti o per chi si cimenta in questo sport a livello amatoriale, la scelta di essere seguiti per i primi allenamenti da un bravo maestro: imparare a eseguire i movimenti nel modo corretto può prevenire l’insorgere di dolori e infiammazioni.

Che cosa fare in caso di dolore?

La tenacia dei golfisti li porta, spesso e volentieri, a sopportare il dolore per non essere costretti a un riposo forzato. Tuttavia, a fronte di un dolore della durata di una settimana senza segni di miglioramento, è fortemente consigliato chiedere un consulto ad un chirurgo della mano. È importante che i medici a cui si rivolge il paziente siano specializzati in disturbi della mano e che conoscano le dinamiche legate alla pratica del golf: in particolare dovranno considerare le caratteristiche anatomiche e biomeccaniche della mano e i movimenti effettuati dallo sportivo. A seconda del tipo di lesione il paziente potrà essere sottoposto a semplici esami strumentali, quali radiografie ed ecografie, oppure ad esami di secondo livello, per esempio risonanze magnetiche o elettromiografie.