Si parla molto di nutrizione al giorno d’oggi, ma tante persone conducono una vita frenetica, piena di impegni, nella quale il cibo ricopre un ruolo sempre più marginale.

Il mangiare di corsa e male, sommato all’assenza quasi totale di attività fisica, può intaccare la salute della persona e indurla a ricorrere a diete “fai da te” che, in alcuni casi, possono addirittura peggiorare la situazione.

Abbiamo voluto affrontare questo argomento con la dottoressa Elisabetta Macorsini, Biologa-Nutrizionista presso Humanitas Medical Care Varese, che sostiene l’importanza del cibo come fonte di benessere e ha elaborato una dieta innovativa, denominata “DIETA MACO”.

Dottoressa, in che cosa consiste la “DIETA MACO”?

La Dieta Maco è il risultato dell’esperienza che ho maturato in vent’anni di lavoro.

Si basa sulle più innovative scoperte scientifiche nell’ambito nutrizionale: dalla classica dieta mediterranea fino ad arrivare alla dieta della longevità e alla dieta mima digiuno.

L’innovazione consiste nel mettere in primo piano l’ascolto della persona, creare un rapporto nutrizionista-paziente empatico, basato su competenze e umanità dell’uno e su individualità e partecipazione dell’altro per poi creare una dieta fatta su misura per la persona: come, per esempio, un sarto che confeziona un abito su misura per il suo cliente.

Il punto di partenza è creare un piano alimentare che risponda ai desideri culinari, allo stile di vita (turni di lavoro, pasti fuori casa, bisogni della famiglia) e alla salute della persona (storia di dislipidemia, ipertensione, diabete, tumori ecc.).

Ritengo, infatti, che solo rispettando i gusti e i ritmi di vita del paziente, sia possibile aiutarlo non solo a raggiungere il peso ottimale ma, soprattutto, a mantenerlo nel tempo.

Qual è il suo ruolo come nutrizionista?

Uno dei problemi principali di oggi è che, spesso, il rapporto con il cibo diventa conflittuale.

Questo può accadere per molte ragioni: perché si è troppo impegnati o troppo poco, perché si cerca di compensare attraverso il cibo un malessere che ha origine altrove, perché ansia e stress ci impediscono di prenderci cura di noi stessi come dovremmo, ecc.

Per questo, non ho mai condiviso lo stereotipo che vede il nutrizionista come un grigio burocrate del cibo, dedito solo a conteggiare le calorie.

Mio compito e mio desiderio è non solo preparare una dieta su misura per la persona ma, anche e soprattutto, avvicinare il paziente al cibo più adatto a lui al fine di ottenere gli obiettivi desiderati.

E, avvicinarsi, vuol dire conoscere, sperimentare, provare nuovi alimenti, variare, approfondire, capire che cosa mettiamo a tavola e come.

Il percorso porterà il paziente a una piena consapevolezza di come scegliere i cibi a lui più adatti e come abbinarli per perdere peso e mantenere il peso-forma nel tempo; inoltre, gli fornirà gli strumenti per raggiungere e migliorare la salute attraverso una migliore alimentazione e soprattutto evocando una spinta motivazionale che lo renda capace di conservare i risultati raggiunti.

Obiettivo più ampio è condurre l’individuo a conquistare il piacere di prendersi cura di sé e del proprio benessere globale, anche attraverso il cibo.

Che cosa ne pensa della concezione classica della dieta come “privazione”?

Credo che non ci sia nulla di più triste… e soprattutto, che questo tipo di percorso spesso non permetta di mantenere i risultati nel tempo.

La dieta non deve essere punitiva. Per ottenere risultati migliori sono convinta che si debba cercare un approccio innovativo, olistico, che tenga conto dei desideri, degli stili di vita, dello stato di salute e della storia familiare di ciascuno.

In che cosa il metodo MACO si differenzia dagli altri?

Credo che ciò che contraddistingua maggiormente il mio metodo sia l’attenzione che rivolgo alla persona in senso lato, sia elaborando menu contenenti cibi chimicamente adatti alla persona, sia correggendo abitudini alimentari scorrette.

Qual è il suo obiettivo?

L’obiettivo non è quello di allontanare la persona dal cibo ma esattamente il contrario: cerco di convincere il mio paziente che il cibo non è un nemico bensì un alleato del benessere. La cosa importante è imparare a conoscere gli alimenti e saperli abbinare tra loro in modo corretto.

E garantisco che, al termine del percorso che condurremo insieme, la persona acquisirà, senza quasi accorgersene, tutti gli strumenti per mantenere il peso raggiunto.

Come si articola il suo percorso?

Il percorso si articola in un primo incontro, caratterizzato da:

 

  •        storia del peso e definizione del proprio peso ideale;
  •        familiarità per malattie;
  •        valutazione degli esami ematici come (emocromo, glicemia colesterolo, transaminasi, creatinina);
  •        anamnesi di patologie pregresse o in corso;
  •        monitoraggio alimentare (gusti e abitudini del paziente);
  •        misurazione dei parametri come peso, altezza, circonferenza della vita, addome, fianchi;
  •        elaborazione di un piano alimentare altamente personalizzato e concordato in base ai gusti e alle preferenze del paziente.

Seguiranno dei controlli, la cui periodicità sarà stabilita dalla specialista. L’obiettivo principale sarà:

  •        il monitoraggio costante dei parametri antropometrici;
  •        la possibilità di effettuare modifiche al piano alimentare;
  •        favorire la presa di coscienza di abitudini alimentari e stili di vita corretti;
  •        trasmettere comportamenti sani facilmente applicabili;
  •        individuare una strategia per consolidare nel tempo le informazioni e i risultati raggiunti.

A chi può essere utile la sua consulenza nutrizionale?

Il mio supporto nutrizionale può essere utile a tutti coloro che:

  •       desiderano perdere massa grassa in maniera sana ed equilibrata;
  •       vogliono modificare le proprie abitudini alimentari verso uno stile di vita più salutare o che desiderano migliorare le proprie prestazioni (ad esempio in ambito sportivo);
  •       intendono disintossicarsi dopo anni di alimentazione squilibrata e acquisire uno stato di benessere.

La mia consulenza può essere utile anche a soggetti con accertate condizioni patologiche e fisiopatologiche come:·        celiachia e gluten sensitivity;

  •        intolleranze allergie e/o allergie alimentari;
  •        disbiosi intestinali/intolleranze;
  •        dislipidemia (colesterolo alto – trigliceridi);
  •        diabete mellito;
  •        menopausa-osteoporosi;
  •        infertilità;
  •        endocrinopatie;
  •        vegetariani/vegani;
  •        donne in gravidanza e in allattamento;
  •        bambini in età pediatrica, prescolare e scolare;
  •        pazienti affetti da epilessia farmaco resistente (applicazione della dieta chetogenica);
  •        pazienti oncologici-nutrizione personalizzata per vari tipi di tumore, prescrizione di dieta mima digiuno durante la chemioterapia, nutrizione preventiva, dieta della longevità con specifici longevity smart food;
  •        pazienti con disturbi dell’apparato digerente: sindrome del colon irritabile, reflusso gastro-esofageo, diverticolosi ecc.;
  •        pazienti affetti da Morbo di Alzheimer e Morbo di Parkinson, diete chetogeniche per pazienti affetti da epilessia farmaco resistente;
  •        pazienti cardiopatici e ipertesi, dieta specifica ipo-sodica;
  •        pazienti affetti da ipotiroidismo;
  •        pazienti affetti da endometriosi;
  •        pazienti con ovaio policistico.

 

È possibile la preparazione, su richiesta, di una dieta della longevità e diete “mima digiuno”. È importante ricordare che questi specifici regimi alimentari non possono essere adottati da tutti. Pertanto la decisione di intraprendere questo percorso spetta alla specialista.

La nutrizionista Macorsini svolge la sua attività anche presso Humanitas Medical Care Arese e Humanitas Mater Domini (Castellanza – VA).