L’incontinenza urinaria femminile è la perdita involontaria di urina. È molto più diffusa di quanto si creda: le stime indicano che fino al 50% della popolazione femminile sperimenti questo disturbo nel corso della vita, con un impatto significativo sul benessere quotidiano. Non si tratta di una condizione “normale” né di un effetto inevitabile dell’età o della maternità, ma di una patologia che merita ascolto, diagnosi corretta e un percorso terapeutico adeguato.
Le donne che ne soffrono possono sentirsi limitate nei movimenti, nello sport, nei rapporti sociali o sessuali. A volte basta un colpo di tosse per temere la perdita di controllo; altre volte, invece, è l’urgenza improvvisa a condizionare la giornata.
Riconoscere i sintomi è il primo passo per tornare a una vita libera e attiva. Ne parliamo con il dottor Andrea Finco, specialista in ginecologia presso i centri medici Humanitas Medical Care e presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e la cui attività clinica è focalizzata sull’uroginecologia e sulla chirurgia del pavimento pelvico, con approcci personalizzati.
Incontinenza urinaria: le cause
Il sistema che mantiene la continenza è complesso: vescica, uretra e pavimento pelvico devono lavorare in perfetta coordinazione.
Gravidanza e parto possono indebolire le strutture di sostegno e lo sfintere uretrale; la menopausa modifica il trofismo dei tessuti; l’obesità, la tosse cronica o la stipsi aumentano la pressione sull’addome. Anche alcune terapie farmacologiche, interventi pelvici pregressi o alterazioni neurologiche possono concorrere al problema.
Non esiste quasi mai una sola causa: spesso è la somma di più fattori a far emergere la sintomatologia.
Incontinenza da sforzo, da urgenza e mista
Le linee guida internazionali distinguono tre tipi fondamentali di incontinenza urinaria femminile:
- Incontinenza urinaria da sforzo: è la forma più comune. Le perdite si verificano durante uno sforzo che aumenta la pressione addominale – tosse, risate, corsa, sollevamento pesi. Il “meccanismo di chiusura” dell’uretra non riesce a contrastare l’aumento di pressione.
- Incontinenza da urgenza (vescica iperattiva): si manifesta con un bisogno improvviso, impellente e difficile da trattenere, spesso associato a frequenza minzionale aumentata e risvegli notturni. È legata a contrazioni involontarie del muscolo detrusore.
- Incontinenza mista: molte donne presentano simultaneamente sintomi da sforzo e da urgenza, con un peso diverso a seconda dei casi. Identificare quale componente è predominante è fondamentale per scegliere il trattamento più efficace.
Incontinenza urinaria femminile: quando rivolgersi allo specialista
È opportuno rivolgersi a un ginecologo o a uno specialista in uroginecologia quando:
- le perdite si ripetono durante la giornata
- si avverte urgenza frequente o ci si sveglia spesso la notte
- si evita lo sport o alcune attività per paura di non trattenere
- gli assorbenti per perdite urinarie diventano parte della routine.
Sintomi urinari e prolasso genitale coesistono spesso e dolore pelvico e stipsi possono contribuire al quadro. Una valutazione integrata del pavimento pelvico permette una diagnosi precisa e un percorso terapeutico mirato.
Incontinenza urinaria femminile: come si fa la diagnosi?
Il percorso diagnostico segue le raccomandazioni delle principali società scientifiche.
La valutazione inizia con un colloquio accurato, necessario a identificare frequenza e modalità delle perdite, fattori scatenanti e storia ostetrica.
In molti casi si consiglia un diario minzionale, che aiuta a descrivere con precisione abitudini, volumi urinari e episodi di urgenza.
Durante la visita ginecologica vengono valutati il tono del pavimento pelvico, la presenza di prolasso, la risposta alla tosse e il trofismo dei tessuti.
Gli esami di laboratorio (come l’urinocoltura) sono utili per escludere eventuali infezioni.
Nei casi selezionati si può ricorrere a valutazioni urodinamiche, particolarmente utili quando i sintomi sono complessi o prima di alcuni trattamenti chirurgici.
La cura dell’incontinenza urinaria femminile
Il trattamento dell’incontinenza urinaria è quasi sempre efficace, ma deve essere personalizzato. Non esiste una terapia “universale”: si parte dalle misure più semplici e non invasive e si procede, se necessario, verso opzioni più strutturate.
Riabilitazione e modifiche dello stile di vita rappresentano il primo passo per tutte le forme di incontinenza.
Il rinforzo del pavimento pelvico, guidato da fisioterapisti specializzati, migliora la continenza soprattutto nelle forme da sforzo. L’allenamento vescicale aiuta a ridurre urgenza e frequenza nelle forme di vescica iperattiva.
In menopausa, l’uso di estrogeni vaginali migliora elasticità e trofismo dei tessuti, potenziando gli altri interventi.
Le terapie farmacologiche sono particolarmente utili nei casi di incontinenza da urgenza. Gli antimuscarinici e il mirabegron aiutano a ridurre le contrazioni involontarie della vescica, migliorando urgenza e frequenza minzionale.
Procedure mini-invasive e chirurgia per incontinenza da sforzo
Quando i sintomi di urgenza non rispondono ai farmaci, si possono considerare opzioni come la tossina botulinica intravescicale o la neuromodulazione del nervo tibiale o sacrale. Sono tecniche sicure e consolidate, utilizzate in casi selezionati.
Nelle forme da sforzo persistenti, la chirurgia rappresenta la terapia più efficace. Le sling sottouretrali (TVT/TOT) sono le procedure più diffuse e documentate, grazie all’efficacia elevata e alla minima invasività.
In alternativa, alcune pazienti possono trovare beneficio dalle iniezioni periuretrali o da procedure laparoscopiche di sospensione uretrale.
Si può prevenire l’incontinenza urinaria?
Pur non potendo prevenire ogni forma di incontinenza, alcuni comportamenti riducono il rischio di svilupparla o peggiorarla: mantenere un peso corporeo adeguato, correggere la stipsi, trattare tosse cronica, evitare sollevamento di carichi eccessivi e affidarsi alla riabilitazione dopo il parto.
Il messaggio più importante è che non bisogna abituarsi alle perdite: un percorso precoce permette risultati migliori. L’incontinenza urinaria, infatti, non è un destino né un segnale da sopportare, ma una condizione che può essere diagnosticata con precisione e trattata efficacemente con interventi conservativi, farmaci mirati o, quando indicato, tecniche chirurgiche mini-invasive.
Un inquadramento in un centro dedicato, con specialisti esperti in uroginecologia, permette di scegliere la strada più adatta per tornare a una piena autonomia.
Fonti
UpToDate 2025
- Female urinary incontinence: Evaluation (file: Female urinary incontinence_ Evaluation – UpToDate.pdf)
- Female urinary incontinence: Treatment (file: Female urinary incontinence_ Treatment – UpToDate.pdf)
- Urgency urinary incontinence/overactive bladder (OAB) in females: Treatment (file: Urgency urinary incontinence_overactive bladder (OAB) in females_ Treatment – UpToDate.pdf)
- Effect of pregnancy and childbirth on urinary incontinence and pelvic organ prolapse
EAU Guidelines on Non-neurogenic Female LUTS 2025
ICS – International Continence Society
- Standardisation of terminology of lower urinary tract function
- ICS Standards 2020–2021
International Consultation on Incontinence (ICUD)
Incontinence – 7th Edition, 2024