Medici e tecnici di radiologia dei centri medici Humanitas Medical Care di Arese, Lainate e Varese e dell’ospedale Humanitas Mater Domini di Castellanza possono contare su un nuovo alleato per la diagnosi precoce del tumore al seno, patologia che in Italia colpisce circa 60mila donne ogni anno. Si tratta di un software di Intelligenza Artificiale in grado di migliorare qualità ed efficacia degli esami mammografici.
L’Intelligenza Artificiale affianca i professionisti sanitari lungo tutto il percorso diagnostico: verifica in tempo reale la qualità delle immagini mammografiche, supportando i tecnici nell’esecuzione di esami ottimali, e consente una valutazione oggettiva della densità mammaria, oggi riconosciuta come uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo del tumore al seno e come possibile causa di diagnosi mancate.
Output sulla qualità dell’immagine, valutazione oggettiva della densità senologica e supporto alla diagnosi: l’AI eleva il livello qualitativo e diagnostico degli esami mammografici
L’adozione dell’IA nei protocolli diagnostici, frutto dell’esperienza scientifica della Radiologia senologica di Humanitas, segna un salto di qualità nella capacità di individuare lesioni in fase iniziale, ottimizzare i flussi clinici, ridurre le ripetizioni e migliorare l’uniformità dei referti.
«La radiologia, da sempre una delle discipline più tecnologiche della medicina, è oggi profondamente influenzata dall’Intelligenza Artificiale. L’IA rappresenta un supporto decisionale prezioso per il radiologo senologo, che resta centrale nella diagnosi, con l’obiettivo finale di aumentare l’accuratezza degli esami e la sicurezza per le pazienti, con benefici in termini di sensibilità, specificità e riduzione dei falsi negativi.
È importante ricordare che queste tecnologie migliorano grazie all’esperienza clinica: “imparano” da dati e immagini di alta qualità e quantità, trovando la loro massima efficacia all’interno di Breast Unit certificate e reti cliniche strutturate, come Humanitas, dove competenze ed esperienza fanno davvero la differenza», spiega la dottoressa Carmine Fanto’, Capo Sezione della Radiologia Senologica di Humanitas Mater Domini e specialista dei centri Humanitas Medical Care.
Il nuovo sistema intelligente, che utilizza standard di riferimento internazionali per la valutazione della qualità clinico-tecnica dell’immagine mammografica, supporta i medici e i tecnici radiologi fin dalla modalità di esecuzione dell’esame stesso, dando feedback immediati sul miglior posizionamento del seno sul macchinario. Questo si traduce in una maggior qualità delle immagini acquisite, che consente di avere esami di alto livello, secondo gli standard europei, agevolando il lavoro di refertazione del medico radiologo.
Non solo. Una volta acquisita l’immagine, il software restituisce una valutazione automatica e oggettiva della densità senologica. «La mammella è formata da una componente ghiandolare, tessuto adiposo e tessuto di supporto fibroso. Più la parte ghiandolare è presente, più un seno risulta essere denso, divenendo un fattore di rischio importante per la salute donna e mascherando maggiormente la presenza di noduli, soprattutto di piccole dimensioni», approfondisce la specialista.
Secondo le linee guida della Società Europea di Breast Imaging (EUSOBI), per le mammelle con densità estremamente elevata, infatti, sono raccomandati esami aggiuntivi, come la risonanza magnetica che consente di aumentarne l’accuratezza diagnostica. Grazie alla classificazione oggettiva della densità mammaria fornita dal software, è così possibile identificare con precisione le donne che potrebbero necessitare di esami aggiuntivi e disegnare percorsi diagnostici omogenei.
L’Intelligenza Artificiale di cui è dotata la tecnologia, poi, individua anche microcalcificazioni o opacità sospette nell’immagine, segnalando allo specialista anomalie tramite segnali visivi. Un supporto ulteriore al medico radiologo, che contribuisce ad aumentare la sensibilità diagnostica, soprattutto nei tumori di piccole dimensioni, favorendo così diagnosi sempre più precoci.
Questa tecnologia, già adottata nell’area milanese e bergamasca, arriva ora nella provincia di Varese, con l’obiettivo di estenderla anche agli ospedali Humanitas e alla rete di centri Humanitas Medical Care di Piemonte e Sicilia in cui si effettuano mammografie.
Si tratta della prima esperienza di questo tipo in un gruppo ospedaliero, con l’obiettivo non solo di uniformare i percorsi di diagnosi e cura, ma anche di rafforzare il lavoro in rete. Grazie a questo strumento, sarà possibile garantire coerenza tra i diversi centri, favorendo una condivisione strutturata delle competenze e assicurando ovunque un’elevata qualità clinica.
Screening mammografico e prevenzione: il valore della diagnosi precoce
La mammografia è l’esame fondamentale per individuare il tumore al seno nelle fasi iniziali, aumentando le possibilità di trattamenti meno invasivi e migliorando significativamente la prognosi. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, la percentuale di guarigione completa ha raggiunto l’87%.
Le donne possono accedere all’esame aderendo ai programmi di screening attivi su tutto il territorio nazionale. In generale, la mammografia è raccomandata a partire dai 40 anni, età in cui il rischio diventa significativo. In presenza di seni particolarmente densi o di fattori di rischio elevati, lo specialista può consigliare ulteriori approfondimenti, come ecografia mammaria o risonanza magnetica.
La prevenzione resta il primo passo: oltre all’autopalpazione, è fondamentale definire un percorso personalizzato che integri visita senologica, mammografia ed ecografia in base all’età, alla storia familiare e alle caratteristiche della mammella. A questo si affianca l’importanza di uno stile di vita sano, con alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e astensione dal fumo, prima e fondamentale forma di prevenzione.