All’interno dell’occhio vi è una costante produzione di un liquido, l’umore acqueo, destinato a nutrire la cornea, prima lente dell’occhio. Questo liquido viene convogliato all’esterno tramite un sistema di scarico chiamato angolo, posto tra iride e cornea (trabecolato). La progressiva alterazione di questa struttura di scarico genera un aumento di pressione all’interno dell’occhio. Tale aumento ostacola il normale flusso di sangue nell’occhio. La prima struttura a risentirne è il nervo ottico, che perde progressivamente le fibre nervose che lo compongono. Tale perdita, dunque, riduce progressivamente il campo visivo. Questa malattia è detta glaucoma, e chi ne soffre dovrebbe curarsi fin dalle fasi iniziali.

Il glaucoma ad angolo aperto è la forma più comune di questa malattia. Secondo il Dottor Fabrizio Camesasca, Medico Oculista di Humanitas Medical Care e dell’Eye Center di Humanitas Research Hospital, Rozzano, curare il glaucoma dal suo esordio è oramai una conoscenza scientifica assodata, anche se non sempre applicata da tutti i medici.

Il ruolo decisivo della diagnosi precoce

Da diversi tempo gli esperti consigliano di sottoporre le persone sopra i 50 anni a un semplice esame (tonometria oculare) che permette di individuare l’aumento della pressione del liquido contenuto nell’occhio.

In questo modo è possibile diagnosticare il glaucoma nelle fasi precoci, quando cioè non ha ancora arrecato danni gravi.

Nel momento in cui emergono i primi sintomi la malattia è già ad un livello avanzato ed i danni subiti non sono reversibili. Infatti, i sintomi si verificano quando il nervo ottico è stato per lungo tempo sottoposto ad pressione interna elevata, con conseguente riduzione dell’irrorazione sanguigna e perdita sempre maggiore delle fibre nervose che lo compongono.

Curare il glaucoma al suo esordio

Secondo uno studio svedese, condotto su 255 pazienti tra i 50 e gli 80 anni che presentavano una forma lieve di glaucoma, a quattro anni dalla cura, il 50% di coloro che non sono stati curati dall’inizio ha registrato un peggioramento importante della vista e un danno del campo visivo. Ciò è si è verificato solo nel 30 % dei pazienti trattati precocemente.

I trattamenti del glaucoma

La terapia del glaucoma comprende diversi passaggi, a seconda della gravità e della risposta alle terapie. Inizialmente si applicano dei colliri che riducono la pressione oculare. Alla terapia medica può essere affiancato l’intervento con il laser, la laser trabeculoplastica.

La trabeculoplastica ottiene ottimi risultati nel 50% dei casi e può essere ripetuta.

L’intervento dura circa 15 minuti e in genere non provoca alcun dolore. Secondo alcuni studi, gli effetti benefici consistono nella riduzione di un terzo della pressione nell’occhio in ben otto pazienti su dieci.