La Retina e il tempo: invecchiamento del nostro “tessuto che vede”

La nostra vista si indebolisce con l’età; la maggior parte delle persone anziane presenta infatti una riduzione della vista proprio a causa di un generale declino di tutte le funzioni dell’organismo. Il nostro corpo è infatti sottoposto a stress ed insulti estrinseci (dipendenti dall’ambiente) ed intrinseci (dipendenti dai processi biologici) ed il danno che ne deriva è provocato da piccole molecole altamente reattive, i radicali liberi, prodotte durante il normale metabolismo cellulare ed associate ad importanti funzioni cellulari. La “teoria del deterioramento fisico” si unisce alla teoria dell’“orologio biologico” secondo cui la durata della vita di ogni specie è geneticamente determinata e che le sue variazioni sono frutto o di influenze ambientali o di mutazioni genetiche.

Ne parliamo con la Dott.ssa Giovanna Vella, medico oculista responsabile dell’ambulatorio di Malattie Retiniche presso il servizio di Oculistica di Humanitas Medical Care Monza, diretto dal Dott. Fabrizio Camesasca.

Come invecchiano i nostri occhi?

In pratica, non è solo una questione di rughe: proprio come la pelle e tutti gli organi del corpo, anche gli occhi invecchiano con l’età, anche a causa di altri fattori come l’esposizione all’inquinamento ambientale, alla luce artificiale, alle emissioni luminose molto intense e prolungate di computer e dispositivi portatili, al fumo, a stili di vita sregolati, all’alimentazione non equilibrata e a vari stress psicofisici.

Le conseguenze di questo invecchiamento sono molteplici. Tra le più diffuse si annoverano la presbiopia, la cataratta, il glaucoma, la degenerazione maculare legata all’età e altre forme di malattie della retina.

La retina è una delle zone più importanti dell’occhio: è il tessuto nel quale si svolge il processo fondamentale che ci dona la vista. Qui, infatti, le cellule recettoriali, conosciute come coni e bastoncelli, trasformano l’energia luminosa in impulsi elettrici che vengono elaborati in altri strati retinici e poi inviati al nervo ottico e tramite questo al cervello (la corteccia visiva interpreterà tali impulsi come immagini/informazioni). Da qui si intuisce come l’invecchiamento della retina sia in grado di generare diversi disturbi.

Quali sono i disturbi più comuni associati all’invecchiamento?

La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è la principale causa di perdita severa della visione centrale e di cecità legale nella popolazione oltre i 60 anni di età, malattia che deriva proprio dall’interazione tra diversi fattori, quali invecchiamento, predisposizione genetica, fattori ambientali e patologie preesistenti.

Un altro disturbo comune è quello che coinvolge il corpo vitreo, ossia la gelatina che riempie l’occhio (composta dal 99% di acqua), posta dietro a iride e cristallino e davanti a tutta la retina. Il distacco del vitreo, o distacco posteriore del vitreo, è definito come la separazione del corpo vitreo dallo strato neurosensoriale della retina.

Normalmente, in un individuo giovane e sano, il vitreo è aderente alla superficie della retina, la membrana limitante interna. Con l’invecchiamento, il vitreo perde la sua consistenza gelatinosa e tende a sciogliersi interrompendo la sua adesione alla retina. Nella maggior parte degli individui, le prime fasi del distacco posteriore del vitreo sono asintomatiche e non vengono rilevate clinicamente fino a quando la separazione del vitreo dai margini del nervo ottico non produce sintomi. I principali sintomi sono lampi di luce (fotopsia) e le cosiddette mosche volanti (miodesopsie). Questi sintomi devono sempre indurre il paziente a un controllo con il medico oculista, per verificare che la trazione esercitata dal vitreo semisciolto non generi strappi nella retina.

Anche la vascolarizzazione della retina risente delle tipiche patologie legate all’età, come l’ipertensione arteriosa, il diabete e l’ipercolesterolemia. 

L’ipertensione associata al diabete aumenta notevolmente il rischio di perdita della vista. I pazienti con retinopatia ipertensiva visibile durante la visita oculistica sono ad alto rischio di danni irreversibili a carico di altri organi causati dall’ipertensione stessa.

Negli stadi iniziali l’esame del fondo oculare consente di apprezzare una vasocostrizione delle arterie retiniche, con una riduzione del rapporto tra calibro di arteriole e venule retiniche.

Un’ipertensione cronica scarsamente controllata causerà offuscamento della vista o difetti del campo visivo. La diagnosi si basa sulla storia clinica della malattia (durata e gravità dell’ipertensione), sulla presenza di ulteriori fattori di rischio (fumo, scarsa attività fisica, obesità, diabete e altre malattie metaboliche) e sull’esame del fondo oculare, attraverso il quale è possibile visualizzare direttamente le arterie e le vene della retina. Il fondo dell’occhio – cioè la retina – è unico in tutto il corpo nel consentire questa immediata visualizzazione.

Sicuramente l’arma vincente per poter fronteggiare le malattie legate all’invecchiamento è la prevenzione.

Come possiamo fare prevenzione?

La prevenzione è possibile intervenendo su alcuni fattori di rischio e attuando uno stile di vita salutare. In particolare, per ridurre il rischio di insorgenza di tali malattie è consigliato:

1. Regolare l’apporto nutrizionale attraverso l’assunzione di supplementi ad azione anti-ossidante, anti-infiammatoria e anti-angiogenica;

È noto che l’assunzione di integratori alimentari con specifiche combinazioni di antiossidanti e minerali può diminuire il rischio di progressione della DMLE, dalle forme intermedie a quelle più complesse e tardive, in particolare nel caso della maculopatia neovascolare essudativa. Un grande numero di studi dimostra per esempio gli effetti benefici della luteina sulla salute degli occhi. La luteina è un carotenoide con chiare proprietà antinfiammatorie. Insieme ai suoi derivati, zeaxantina e meso-zeaxantina, sono gli unici carotenoidi presenti nella retina, con azione antiossidante e protettiva, con la capacità di filtrare la luce blu, riducendo in questa maniera il danno fototossico ai fotorecettori della retina. Grazie alle proprietà protettive per gli occhi ed al suo profilo di sicurezza, la luteina è spesso considerata da molti ricercatori come una potenziale alternativa o integrazione terapeutica per diverse malattie oculari.

2. Adottare uno stile di vita sano, evitando di fumare e iniziando invece a svolgere in modo regolare attività fisica;

3. Proteggere gli occhi dalle radiazioni ultraviolette indossando occhiali da sole dotati di filtri UV.

4. Una diagnosi tempestiva di tali malattie, fondamentale per adottare un trattamento adeguato e salvaguardare così la vista del paziente, è l’unico mezzo veramente efficace che abbiamo oggi per poter prevenire e quindi rallentare la progressione dei danni legati all’invecchiamento.

Dopo una attenta valutazione della storia clinica e dei sintomi riferiti dal paziente, la diagnosi viene effettuata con una scrupolosa osservazione di eventuali lesioni agli occhi tramite una visita oculistica completa con un attento esame del fondo oculare.

Gli esami diagnostici comunemente utilizzati nella diagnosi di tali patologie possono inoltre includere:

Test di Amsler: viene effettuato comunemente (è di facile esecuzione) e mette in evidenza uno dei principali sintomi delle retinopatie, la metamorfopsia, ossia la visione deformata e ondulata delle linee rette;

Tomografia ottica a radiazione coerente (OCT): esame non invasivo che fornisce immagini ad elevata risoluzione di scansioni a strati tomografiche sia della cornea che della parte centrale della retina, la macula;

Fluoroangiografia (FAG): esame che permette di analizzare i vasi sanguigni della retina;

Angiografia con verde di indocianina (IGC), che permette di analizzare i vasi sanguigni della coroide (lo strato vascolarizzato localizzato al di sotto della retina).

È importante non dimenticare quindi che così come si cerca di nascondere gli anni ricorrendo a un buon make-up o a trattamenti di medicina estetica per combattere palpebre cadenti, borse sotto gli occhi etc, allo stesso modo si può, e si deve agire per rallentare l’invecchiamento oculare, attraverso visite oculistiche periodiche. In questo modo, il medico oculista, conoscendo l’evoluzione naturale delle malattie, saprà diagnosticare i problemi e attuare le opportune soluzioni.

Oftalmologia
Dr.ssa Giovanna Vella
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