Le paralisi del sonno, cosa sono e quando si manifestano?

La paralisi del sonno si riferisce ad una condizione in cui la persona, più frequentemente al risveglio ma talora anche all’addormentamento (nel periodo che precede il sonno o il risveglio), è cosciente ma incapace di utilizzare qualsiasi parte del corpo: non riesce a parlare né a muovere braccia, gambe, testa e collo. È un fenomeno considerato “normale” durante la fase del sonno REM (dove nonostante sia presente un’intensa attività mentale che ci permette di sognare, vi è una paralisi muscolare che coinvolge tutti i muscoli tranne quelli oculari) ma che viene considerata un disturbo quando si manifesta nel momento in cui il soggetto è sveglio. Secondo gli studi, interessa circa il 7,6% della popolazione, provocando, nella persona e in chi lo assiste, sentimenti di ansia e paura. Cosa bisogna fare se succede?

Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Anna Losurdo, neurologa presso Humanitas San Pio X e gli ambulatori Humanitas Medical Care Murat e De Angeli a Milano.

Come si manifesta la paralisi del sonno?

Come dicevamo, la paralisi del sonno è una condizione (disturbo) che può impedire di parlare così come muovere qualsiasi parte del corpo. Ciò nonostante, il paziente è in grado di respirare ed è consapevole di ciò che sta accadendo (un episodio può durare da pochi secondi fino a qualche minuto, generalmente si risolve spontaneamente).

Durante un episodio di paralisi del sonno, la persona può avere delle allucinazioni, visualizzando immagini angoscianti (come esseri demoniaci che gravano sul petto), può provare paura e ansia, insieme ad una sensazione di soffocamento.

Quali sono le cause della paralisi del sonno?

Sebbene gli studi non abbiano individuato una causa specifica, alcune teorie suggeriscono che nella paralisi del sonno possano concorrere più fattori di rischio, come:

·  disturbi d’ansia

·  scarsa qualità e/o quantità del sonno

·  consumo di alcol, farmaci o altre sostanza che modificano la percentuale di sonno NREM/REM

·  eventi traumatici o stressanti

Cosa può indicare la paralisi del sonno?

La paralisi del sonno può presentarsi in soggetti che hanno una deprivazione cronica di sonno, in persone con una sindrome ansioso-depressiva o un disturbo da attacchi di panico; rappresenta, inoltre, uno dei sintomi della narcolessia. Nei casi in cui non fosse collegata a quest’ultima si parla di paralisi del sonno Isolata

Cosa fare durante un episodio di paralisi del sonno?

Gli episodi di paralisi del sonno si risolvono spontaneamente oppure terminano in seguito ad uno stimolo esterno tattile o uditivo, per esempio un rumore o il partner di letto che tocca il soggetto che la sta sperimentando. 

A quali complicazioni può portare la paralisi del sonno?

La paralisi del sonno isolata si risolve spontaneamente come abbiamo già detto e non comporta una compromissione del funzionamento diurno del soggetto. In chi la sperimenta per la prima volta si possono generare tuttavia sensazioni di angoscia, paura e ansia (in generale o del proprio sonno). 

È possibile trattare la paralisi del sonno?

Poiché la paralisi del sonno è favorita dalla privazione cronica di sonno e da irregolarità del ritmo sonno-veglia, è molto importante seguire una corretta igiene del sonno e tenere un ritmo sonno-veglia il più possibile regolare

Spesso può essere utile una terapia posizionale evitando il decubito supino durante il sonno visto che la paralisi si verifica più frequentemente in questa condizione. Nella paralisi del sonno isolata è molto raro il ricorso alla terapia farmacologica. Nei casi in cui è associata a narcolessia, invece, può  essere indicato il ricorso ad antidepressivi per ridurre il numero degli episodi di paralisi del sonno.  È indicata, inoltre, la terapia cognitivo-comportamentale.

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