Cos’è l’orticaria acuta?

L’orticaria acuta è una manifestazione clinica molto frequente caratterizzata dalla presenza di chiazze leggermente rilevate di colore rosa pallido circondate da un alone arrossato, a margini più o meno irregolari molto pruriginose, chiamate pomfi.

Il nome deriva dalla parola “ortica” a causa della similitudine con le manifestazioni provocate dal contatto della pelle con questa pianta.

Una particolarità dei pomfi è la rapidità con la quale compaiono ed il loro andamento fugace e migrante: possono scomparire entro poche ore senza lasciare esiti per poi ripresentarsi in altre sedi del corpo. Scattare delle fotografie della cute interessata potrebbe facilitare il medico nella diagnosi considerando che, al momento della visita, tali lesioni potrebbero non essere più presenti.

A volte si può associare alla sintomatologia descritta la presenza di gonfiore dei tessuti sottostanti (derma e sottocute), che più spesso si localizza a livello delle labbra e delle palpebre e viene definito angioedema.

 

Quali sono le cause principali?

L’orticaria è dovuta all’attivazione del sistema immunitario. Il responsabile dei sintomi è una cellula chiamata mastocita che libera principalmente istamina, ossia la sostanza coinvolta nella comparsa dei pomfi e del prurito. Le cause di orticaria acuta possono essere molteplici. La principale è rappresentata dalle infezioni, sia di tipo virale che batterico, e non è una causa allergica differentemente da ciò che comunemente si pensa. La comparsa di orticaria in corso di terapia antibiotica nella maggior parte dei casi (e più spesso nei bambini) non è quindi correlabile all’assunzione dell’antibiotico stesso, ma bensì all’infezione sottostante. Bisogna sospettare un’allergia quando i sintomi si verificano dopo pochi minuti o entro poche ore dall’assunzione di un alimento, un farmaco o da una puntura d’insetto (api, vespe, calabroni). Inoltre bisogna precisare che l’orticaria non è mai una reazione da contatto con materiali (metalli, coloranti, tessuti, detergenti, ecc.). L’episodio di orticaria acuta in genere è isolato e si autolimita, non sono pertanto necessarie indagini di approfondimento. Se la durata dell’orticaria supera le sei settimane viene definita come orticaria cronica.

 

Qual è la terapia?

La terapia dell’orticaria acuta si basa principalmente sull’assunzione di antistaminici per via orale che agiscono come farmaci sintomatici per attenuare il prurito e la comparsa dei pomfi. L’uso di cortisonici per via sistemica (orale, intramuscolare o endovenosa) può essere indicato nelle forme di orticaria più importanti caratterizzate da presenza di pomfi su tutta la superficie corporea, intenso prurito e angioedema. Una dieta a basso contenuto di cibi istamino-liberatori, spesso consigliata, non ha dimostrato di essere utile .

La terapia delle forme di orticaria cronica si basa essenzialmente sull’identificazione della possibile causa sottostante al fine di eliminarla e risolvere così anche la sintomatologia cutanea. Nei casi in cui, purtroppo, non si riesce ad identificare alcuna causa (orticaria cronica spontanea) la terapia antistaminica può essere portata fino al dosaggio massimo (che nell’adulto corrisponde ad una compressa di antistaminico ogni sei ore) per poter ottenere il controllo dei sintomi. Nei casi refrattari alla terapia antistaminica al dosaggio massimo si può ricorrere alla terapia con farmaci biologici per via sottocutanea (omalizumab). Tale terapia viene effettuata in ambiente ospedaliero e rappresenta uno strumento terapeutico molto efficace nei casi di orticaria cronica di più difficile gestione ed adeguatamente selezionati dallo specialista.

 

Quando è indicato approfondire con esami diagnostici?

L’episodio di orticaria acuta in genere è isolato e si autolimita, non sono pertanto necessari esami di approfondimento. Nei pazienti che non rispondono al trattamento dopo alcune settimane o che manifestano sintomi ricorrenti, può essere utile effettuare ulteriori accertamenti per escludere che l’orticaria sia secondaria ad altre condizioni patologiche. Tali accertamenti comprendono, ad esempio, l’esame parassitologico delle feci e lo Scotch test per escludere infezioni parassitarie intestinali (più frequenti nei bambini); la ricerca di autoanticorpi anti-tiroide responsabili di una patologia definita tiroidite autoimmune cui frequentemente si associa orticaria; la ricerca d’infezione da Helicobacter pylori, il batterio che colonizza lo stomaco e che talora è responsabile di una forma di orticaria associata a gastrite. È indicata l’effettuazione di test allergologici nei casi in cui si sospetta un’orticaria allergica sulla base di un’evidente correlazione tra comparsa dei sintomi e l’assunzione di un particolare allergene scatenante (ad es. alimento) . È utile, infine, precisare che i test cutanei (prick test), che rappresentano il primo livello di indagine diagnostica allergologica, sono controindicati in corso di un episodio di orticaria perché i pomfi ed il prurito già presenti e/o la reattività delle cute (dermografismo) possono dare luogo a risultati falsamente positivi. Allo stesso modo i test cutanei sono da differire nel paziente che sta assumendo terapia antistaminica la quale inevitabilmente maschera eventuali positività (falsi negativi).

 

Dott.ssa Donatella Lamacchia, Allergologia e Immunologia clinica in Humanitas Medical Care Milano Domodossola, Humanitas Medical Care Arese e Humanitas Medical Care Fiordaliso.