Orzaiolo: le cause e i rimedi

L’orzaiolo è un’infiammazione acuta che interessa le ghiandole sebacee situate alla base delle ciglia. È provocato nella maggior parte dei casi da un’infezione batterica, spesso dovuta allo Staphylococcus aureus, un microrganismo che vive normalmente sulla pelle ma che, in particolari circostanze, può penetrare nei follicoli piliferi e causare un’infezione.

Il risultato è la comparsa di una piccola tumefazione di colore bianco-giallastro, localizzata vicino all’attaccatura delle ciglia. Può svilupparsi sulla palpebra superiore o inferiore e, anche se di solito rimane circoscritto, può risultare molto doloroso.

Ne parliamo con la dottoressa Anna Crepaldi, oculista dei centri medici Humanitas Medical Care (di cui è il responsabile il dottor Fabrizio Camesasca).

Quali sono le cause dell’orzaiolo?

La causa più comune è l’infezione batterica, ma non è l’unico fattore coinvolto. L’orzaiolo tende a comparire più facilmente in caso di igiene oculare scarsa, quando si toccano spesso gli occhi con le mani sporche o si utilizzano trucchi scaduti o contaminati.

Anche l’uso prolungato di lenti a contatto senza una corretta pulizia può favorire la comparsa dell’infiammazione.

Ci sono poi situazioni che rendono l’occhio più vulnerabile: una blefarite non trattata (cioè l’infiammazione cronica dei bordi palpebrali), una pelle particolarmente grassa, stress prolungato, stanchezza.

Quali sono i sintomi dell’orzaiolo?

All’inizio può comparire solo un leggero fastidio, ma in poche ore la palpebra tende a gonfiarsi e arrossarsi. Compare poi una sensazione di pesantezza della palpebra, accompagnata da prurito o dolore. A volte l’occhio lacrima più del solito e si può avere la sensazione che ci sia qualcosa dentro la palpebra. 

Nel giro di poco tempo si forma un piccolo rigonfiamento biancastro, che rappresenta la parte più superficiale dell’infezione. In alcuni casi può aprirsi spontaneamente, con la fuoriuscita del pus e la conseguente riduzione del gonfiore.

Nei bambini l’orzaiolo è piuttosto comune. Il gesto di toccarsi spesso gli occhi con le mani sporche, unito a una dieta poco equilibrata, può rendere l’occhio più esposto a infezioni di questo tipo.

Quanto dura l’orzaiolo?

Nella forma più comune, l’orzaiolo tende a risolversi spontaneamente entro una settimana e già dopo 3-4 giorni il gonfiore può iniziare a ridursi.

Quando però il rigonfiamento non accenna a scomparire o tende a ripresentarsi, è importante consultare l’oculista: l’infezione potrebbe essersi estesa o potrebbe esserci una predisposizione alla sua ricomparsa.

Orzaiolo: cosa fare e cosa evitare

Nella fase iniziale, il rimedio più semplice è l’applicazione di impacchi caldo-umidi, due o tre volte al giorno per una decina di minuti. Il calore favorisce il drenaggio naturale della ghiandola infetta e aiuta a ridurre il gonfiore. L’acqua deve essere tiepida, mai bollente, per evitare di irritare ulteriormente la pelle già infiammata.

In alcuni casi il medico può prescrivere una terapia locale, come una pomata antibiotica o un collirio da applicare per alcuni giorni. La rottura spontanea dell’orzaiolo, con la fuoriuscita del pus, è un evento frequente e in genere segna l’inizio della guarigione. Dopo questo momento è bene continuare a mantenere pulita la zona, evitando di toccarla o truccarla.

Ci sono però alcune cose da non fare: non bisogna mai tentare di spremere l’orzaiolo come se fosse un brufolo, perché questo gesto può diffondere l’infezione e peggiorare la situazione. È anche importante evitare rimedi improvvisati o prodotti non prescritti dal medico, così come non interrompere la terapia troppo presto.

Vanno infine evitate le lenti a contatto fino alla completa guarigione e i cosmetici nella zona interessata, che potrebbero contaminarsi e riaccendere l’infezione.

Si può prevenire l’orzaiolo?

La prevenzione parte dall’igiene. Lavarsi spesso le mani, rimuovere sempre il trucco la sera e mantenere puliti i bordi delle palpebre sono abitudini che riducono il rischio di infezione. Chi soffre di blefarite o ha la pelle particolarmente grassa può utilizzare detergenti specifici per la zona perioculare, seguendo le indicazioni dell’oculista. 

Anche l’alimentazione ha un ruolo: una dieta ricca di frutta, verdura e pesce contribuisce a mantenere un buon equilibrio cutaneo, mentre un eccesso di cibi grassi o zuccherati può favorire l’infiammazione.

In chi tende a sviluppare orzaioli ricorrenti, è fondamentale sottoporsi a un controllo oculistico periodico per capire che non ci siano altre cause predisponenti.

Dottoressa Anna Crepaldi

Ultimo aggiornamento: Aprile 2026
Data online: Agosto 2021

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